Close Menu
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    What's Hot

    La Pietra come Arca di Saperi: L’Umanesimo Scolpito di Andrea da Montefeltro

    Febbraio 18, 2026

    Museo del Carnevale di Viareggio

    Febbraio 17, 2026

    Filippo de Pisis e les Italiens de Paris. In mostra il fascino dell’arte italiana a Lecce

    Febbraio 15, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    • Spazi Arte
    • Ascoltaci su Spotify
    Instagram Spotify Last.fm YouTube WhatsApp
    ACQUISTA
    • HOME
    • MOSTRE ED ESPOSIZIONI
    • RUBRICHE
    • PILLOLE DI STORIA DELL’ARTE
    • EVENTI
    • PODCAST
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    Home»Impressionismo»Zandomeneghi e Degas: un dialogo impressionista tra Firenze e Parigi a Palazzo Roverella
    Mostra Zandomeneghi e Degas a Rovigo – Palazzo Roverella 2026
    Federico Zandomeneghi, Al Caffé Nouvelle Athènes (1885; Collezione privata)
    Impressionismo

    Zandomeneghi e Degas: un dialogo impressionista tra Firenze e Parigi a Palazzo Roverella

    RedazioneBy RedazioneGennaio 22, 2026Updated:Gennaio 26, 2026Nessun commento4 Mins Read
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email Copy Link

    Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, Palazzo Roverella di Rovigo ospita una delle mostre più attese della stagione espositiva italiana: “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”, un progetto ambizioso e inedito, curato da Francesca Dini, che per la prima volta mette in dialogo in modo sistematico due figure centrali della modernità pittorica ottocentesca. L’esposizione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e prodotta da Silvana Editoriale.

    Il cuore della mostra è il rapporto intenso e complesso tra Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917) ed Edgar Degas (Parigi, 1834 – 1917): due personalità forti, talvolta spigolose, ma legate da una stima profonda e da un confronto costante che ha segnato in modo decisivo il loro percorso artistico. Degas fu per Zandomeneghi un maestro e un mentore; il pittore veneziano lo definiva “l’artista il più nobile e il più indipendente dell’epoca nostra”, mentre Degas, con affettuosa ironia, lo chiamava “le vénetien”, riconoscendone l’orgoglio identitario all’interno del milieu impressionista parigino.

    Federico Zandomeneghi, Bambina dai capelli rossi (1895 circa; Milano, Collezione privata). Su concessione di Archivio Dini, Firenze
    Federico Zandomeneghi, Bambina dai capelli rossi (1895 circa; Milano, Collezione privata). Su concessione di Archivio Dini, Firenze

    Il percorso espositivo prende avvio da Firenze, snodo fondamentale per entrambi. Degas vi soggiorna nel 1858 e frequenta il Caffè Michelangelo, luogo di incontro con i giovani pittori toscani legati alla poetica della “macchia”, come Vincenzo Cabianca. Qui approfondisce lo studio dei maestri rinascimentali e matura una nuova attenzione alla vita contemporanea. Di straordinaria importanza è la presenza in mostra del quadro preparatorio per La famiglia Bellelli, proveniente dal museo Ordrupgaard di Copenaghen, esposto per la prima volta in Italia: un prestito eccezionale, reso raro dalla fragilità della tecnica a pastello. Accanto a questo capolavoro, trovano spazio ritratti di Degas come quelli di Thérèse de Gas e Hilaire de Gas dal Musée d’Orsay, messi in dialogo con opere macchiaiole quali Cucitrici di camicie rosse di Odoardo Borrani, il Ritratto di Augusta Cecchi Siccoli di Giovanni Fattori e Dalla soffitta di Giovanni Boldini.

    La seconda sezione si concentra sugli anni italiani di Zandomeneghi, segnati dal rapporto con Giuseppe Abbati – di cui è esposto il restaurato Monaco al coro (Museo e Real Bosco di Capodimonte) – e con Cabianca. È il periodo in cui Zandomeneghi elabora un linguaggio ancora legato alla tradizione italiana ma già proiettato verso la modernità, tanto da suscitare l’ammirazione di Manet a Brera.

    Mostra Zandomeneghi e Degas a Rovigo – Palazzo Roverella 2026
    Federico Zandomeneghi, Al Caffé Nouvelle Athènes (1885; Collezione privata)

    La svolta decisiva avviene con il trasferimento a Parigi e l’adesione all’impressionismo. Opere come A letto (Gallerie degli Uffizi – Palazzo Pitti) e Le Moulin de la Galette (Fondazione Enrico Piceni) mostrano un artista capace di assimilare le novità visive di Degas – inquadrature taglienti, attimi sospesi, gestualità spontanea – reinterpretandole attraverso la sensibilità cromatica veneziana. Il confronto con Dans un café di Degas (Musée d’Orsay), celebre scena della bevitrice d’assenzio, è uno dei momenti chiave del percorso.

    Inserito nel vivace ambiente del Caffè Nouvelle Athènes, Zandomeneghi entra in contatto con figure centrali dell’impressionismo come Mary Cassatt, Forain, Rouart, Tillot e Raffaelli. Nel 1878 lo raggiunge a Parigi il critico Diego Martelli, che rafforza il dialogo con Degas, Duranty e Pissarro. Nel 1879 Zandomeneghi partecipa alla quarta mostra impressionista, dove Martelli viene ritratto sia da Degas sia dallo stesso Zandomeneghi.

    Gli anni Ottanta rappresentano la piena maturità dell’artista veneziano. Opere come Mère et fille, Il dottore, Le madri, Visita in camerino, Al caffè Nouvelle Athènes dialogano con capolavori di Degas quali Lezione di danza e con la celeberrima Piccola danzatrice di quattordici anni, prestito straordinario dall’Albertinum di Dresda, accompagnato in catalogo da un saggio sul recente restauro.

    Il percorso si chiude con il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista collettiva. Zandomeneghi, pur restando vicino ai compagni di stagione, sviluppa una sintesi più personale e autonoma, evidente in dipinti come Sul divano, Il giubbetto rosso, La conversation, La tasse de thé, Bambina dai capelli rossi, Fanciulla in azzurro di spalle e Hommage à Toulouse-Lautrec. È un esito raffinato, in cui morbidezza formale e compostezza classica si fondono con la modernità dello sguardo.

    Mostra Zandomeneghi e Degas a Rovigo – Palazzo Roverella 2026
    Edgar Degas, Dans un café (1876; Parigi, Musée d’Orsay). Foto: RMN-Grand Palais / Adrien Didierjean / Dist. Foto SCALA, Firenze

    La mostra di Palazzo Roverella non è solo un confronto tra due grandi maestri, ma una riflessione più ampia su un’epoca in cui Firenze e Parigi, tradizione e avanguardia, macchia e impressione si intrecciano in un dialogo fecondo che continua a parlare al nostro presente. Un progetto espositivo di grande rigore scientifico e straordinaria qualità visiva, destinato a diventare un riferimento negli studi sull’impressionismo e sul contributo italiano alla modernità europea.

    Veneto
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Redazione
    • Website

    Leggi Anche

    Filippo de Pisis e les Italiens de Paris. In mostra il fascino dell’arte italiana a Lecce

    Febbraio 15, 2026

    MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli presenta “Io, Testimone” di Zehra Doğan

    Febbraio 12, 2026

    A Padova arriva la più grande mostra di M.C. Escher: mondi impossibili e capolavori senza tempo

    Febbraio 11, 2026

    Il Nettuno di Lione arriva a Roma: al Museo Barracco uno dei più grandi bronzi della Gallia romana

    Febbraio 10, 2026

    Firenze propone visite guidate per scoprire storia e arte di Orsanmichele

    Febbraio 6, 2026

    Jonathan Lyndon Chase alla Gió Marconi di Milano: interni vivi e memoria queer in “Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset”

    Febbraio 6, 2026

    Comments are closed.

    Demo
    Novità

    La Pietra come Arca di Saperi: L’Umanesimo Scolpito di Andrea da Montefeltro

    Febbraio 18, 202611 Views

    Museo del Carnevale di Viareggio

    Febbraio 17, 20261 Views

    Filippo de Pisis e les Italiens de Paris. In mostra il fascino dell’arte italiana a Lecce

    Febbraio 15, 202610 Views
    Demo
    Da Non Perdere
    Mostre ed Esposizioni

    Urrà la neve! Armando Testa e lo sport: al Museo del Novecento un omaggio tra grafica e Olimpiadi

    In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, il Museo del Novecento di Milano presenta Urrà la neve! Armando Testa e lo sport, una mostra focus che esplora il ruolo dello sport nella produzione grafica di uno dei maestri assoluti della comunicazione visiva italiana.

    Galleria Nazionale delle Marche: un viaggio nell’arte tra storia e contemporaneità

    Settembre 23, 2025

    La Pala di Fano di Perugino: capolavoro del Rinascimento tra arte e spiritualità

    Agosto 22, 2025

    Fidesarte Asta 109: il Novecento all’incanto tra maestri e capolavori

    Novembre 4, 2025
    Stay In Touch
    • Instagram
    • Spotify
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    Most Popular

    Pietro Rotari, il pittore dei volti e delle nobili fanciulle russe

    Novembre 30, 2025976 Views

    Vita, opere e influenza di un maestro del Divisionismo italiano

    Dicembre 8, 2025783 Views

    Chi era Pascal Dagnan-Bouveret? Biografia completa del grande pittore realista

    Novembre 23, 2025582 Views
    Our Picks

    La Pietra come Arca di Saperi: L’Umanesimo Scolpito di Andrea da Montefeltro

    Febbraio 18, 2026

    Museo del Carnevale di Viareggio

    Febbraio 17, 2026

    Filippo de Pisis e les Italiens de Paris. In mostra il fascino dell’arte italiana a Lecce

    Febbraio 15, 2026
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    Siamo una rivista di riferimento nel mondo dell’arte, appassionati e appassionate di tutte le forme di espressione creativa. Scrivici per collaborazioni o comunicati stampa: info@spaziarte.it

    Instagram YouTube Spotify WhatsApp Last.fm
    • Contatti
    • Pubblicita’
    • Redazione
    • Privacy Policy
    © 2026 Tela Narrante

    SPAZI ARTE Viale S. Lavagnini, 70 - 50129 Firenze (FI), Italia | P.IVA 01908060476 | N. REA FI-682005

    Designed by[DIGITALE]

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.