Dal 21 novembre 2025 il Museo di Roma a Palazzo Braschi apre le sue sale a una delle esposizioni più affascinanti e ricche mai dedicate al patrimonio verde della capitale. Ville e Giardini di Roma: Una Corona di Delizie è un percorso immersivo attraverso cinque secoli di storia artistica, culturale e paesaggistica, raccontata attraverso 190 opere tra dipinti, disegni, stampe e manoscritti provenienti da musei, archivi e collezioni internazionali. Una mostra che non si limita a documentare i giardini storici di Roma, ma ambisce a rileggerli come luoghi simbolici di identità, potere e trasformazione urbana.
Promossa da Roma Capitale e curata da Alberta Campitelli, Alessandro Cremona, Federica Pirani e Sandro Santolini, l’esposizione rappresenta il tassello centrale di un vasto programma di valorizzazione dei giardini storici romani. Il visitatore viene accolto da una grande mappa interattiva, una sorta di atlante digitale che introduce visivamente la complessità delle ville rappresentate, permettendo di comprenderne posizione, estensione e relazioni con la città.

La mostra segue un percorso cronologico in sei sezioni, a partire dal Rinascimento, quando Roma, rinata dopo i secoli bui medievali, riscopre il modello dell’antico otium. Le ville del Cinquecento – come Villa Madama, Villa Giulia, la Farnesina e il Belvedere vaticano – nascono come luoghi di delizia e sperimentazione artistica, progettati da architetti e pittori di primissimo piano, da Bramante a Raffaello, da Vignola a Giulio Romano. Le vedute di Hendrick van Cleve, Caspar van Wittel e Joseph Heintz il Giovane restituiscono lo splendore e il rigore compositivo di questi complessi.
Il viaggio prosegue attraverso il Seicento, secolo dell’opulenza barocca, quando le ville diventano simbolo di magnificenza e rappresentazione del potere papale. È l’epoca delle grandi scenografie d’acqua, dei viali prospettici, dei teatri di verzura: Villa Borghese, Villa Ludovisi e Villa Giustiniani emergono come capolavori del gusto romano, celeberrimi in tutta Europa ma spesso oggi mutilati o perduti.
Nel Settecento, tra tardo barocco e nuovo gusto illuminista, il modello romano si apre alle influenze francesi e inglesi. Tra le realizzazioni più straordinarie spicca la villa del cardinale Alessandro Albani, progettata da Carlo Marchionni con il contributo di Piranesi, Winckelmann e Nolli. Le incisioni di Francesco Panini e il dipinto di Eckersberg restituiscono un equilibrio raffinato tra geometrie formali e atmosfere paesaggistiche.
L’Ottocento segna una svolta radicale: rivoluzioni, battaglie e soprattutto la trasformazione di Roma in capitale del Regno d’Italia provocano la distruzione di ville celebri come Ludovisi e Montalto. Parallelamente nasce il modello del verde pubblico, destinato alla cittadinanza e non più a una ristretta élite. Le vedute dei giardini scomparsi, come la Villetta Doria, assumono il valore di preziose testimonianze.
Il Novecento mostra invece un paesaggio in mutamento: da un lato le demolizioni imposte dagli ambiziosi piani urbanistici del regime fascista, dall’altro un incremento del verde pubblico, spesso legato all’attività di Raffaele de Vico, autore di molti parchi romani ancora oggi amatissimi. I dipinti di Carlo Montani, presenti in mostra in una selezione significativa, documentano questo nuovo volto della città.

La sezione conclusiva, Vivere in villa, mette in luce la dimensione sociale e conviviale dei giardini romani. Dal simposio rinascimentale alle feste barocche, dalle passeggiate ottocentesche ai caffè e alle attività sportive in Villa Borghese e al Pincio, il giardino emerge come luogo privilegiato di svago, rappresentazione, incontro e mondanità.
Ville e Giardini di Roma: Una Corona di Delizie è molto più di una mostra storica: è un invito a riflettere su come la città abbia interpretato nei secoli il rapporto tra natura, arte e urbanistica. Attraverso opere spesso inedite o poco conosciute, il percorso restituisce non solo la bellezza delle antiche ville, ma anche la loro capacità di raccontare la Roma che cambia, si trasforma e si reinventa. Palazzo Braschi offre così un viaggio visivo e culturale unico, capace di far riscoprire ai visitatori un patrimonio che, pur in parte perduto, continua a definire l’identità e il fascino eterno della città.
