Dal 20 marzo al 19 luglio 2026 il Palazzo Ducale di Genova apre le porte a una delle più importanti retrospettive dedicate a Anthony van Dyck, artista fiammingo tra i più influenti della storia dell’arte europea. La mostra “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra” rappresenta la più grande esposizione sul maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni, con oltre sessanta opere provenienti dai musei più prestigiosi del continente, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid, la National Gallery di Londra, il Kunsthistorisches Museum di Vienna e importanti istituzioni italiane come la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera e i Musei Reali di Torino. La rassegna, curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen con un comitato scientifico internazionale di altissimo livello, propone un viaggio unico attraverso tre fasi fondamentali della carriera di Van Dyck, mettendo in luce la sua capacità straordinaria di adattarsi e dialogare con contesti culturali e sociali diversi, dall’Anversa della giovinezza all’Italia del soggiorno genovese fino alla Londra di corte, dove divenne pittore ufficiale del re Carlo I d’Inghilterra.
La mostra non segue un percorso strettamente cronologico, ma è strutturata in dieci sezioni tematiche che permettono di osservare le differenti sfaccettature dell’artista. Van Dyck emerge non solo come ritrattista eccelso, abilissimo nel catturare l’eleganza e la psicologia dei suoi soggetti, ma anche come pittore di opere sacre e religiose, capaci di combinare teatralità, pathos e introspezione emotiva. Tra i pezzi più significativi esposti a Palazzo Ducale vi è il primo autoritratto conosciuto del pittore, realizzato intorno ai quindici anni, in prestito dall’Accademia di Belle Arti di Vienna, che testimonia fin da giovane l’eccezionale talento e la precoce maturità artistica di Van Dyck. Tra i ritratti storici, spiccano il celebre Ritratto di Carlo V a cavallo dagli Uffizi di Firenze, il ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo proveniente dalla National Gallery di Londra, e il Sansone e Dalila dalla Dulwich Picture Gallery, opere che confermano la sua abilità nel conferire nobiltà, intensità emotiva e dinamismo ai suoi soggetti. Non mancano opere sacre di grande impatto, come il Matrimonio mistico di Santa Caterina proveniente dal Prado e il San Sebastiano dalla Scottish National Gallery, insieme a pezzi eccezionali mai esposti al pubblico fino ad oggi, tra cui l’Ecce Homo di collezione privata europea e la monumentale Crocifissione, unica pala ligure realizzata dall’artista, staccata per l’occasione dalla piccola chiesa di San Michele di Pagana.

Il periodo italiano di Van Dyck, tra il 1621 e il 1627, ha un ruolo centrale nella rassegna: Genova emerge come città di grande fermento artistico e culturale, dove l’artista trovò mecenati prestigiosi e poté affinare il suo linguaggio pittorico, fondendo influenze fiamminghe e italiane. La mostra permette di comprendere come Van Dyck abbia assimilato e trasformato stimoli provenienti da differenti scuole artistiche, realizzando soluzioni innovative capaci di sedurre un pubblico eterogeneo e internazionale. Oltre al Van Dyck ritrattista, la mostra presenta opere di intensa teatralità e pathos religioso, rivelando un lato più intimo e meditativo del pittore, in grado di coniugare devozione, bellezza e narrazione drammatica, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e coinvolgente.
Accanto alle opere in prestito dai grandi musei europei, il percorso valorizza anche le collezioni civiche genovesi, con dipinti di Van Dyck e dei suoi contemporanei nordici esposti nei meravigliosi spazi dei Musei di Strada Nuova, tra Palazzo Rosso e Palazzo Bianco. In questo modo, la mostra non solo celebra il genio di Van Dyck, ma intreccia il suo percorso con la storia artistica e culturale di Genova, città che conservò le tracce della sua presenza e della sua influenza. Il visitatore viene così accompagnato in un’esperienza completa, tra grandi tele, studi preparatori, disegni e opere che documentano le diverse stagioni della carriera dell’artista, dalle Fiandre a Londra, passando per l’Italia, scoprendo la sua straordinaria capacità di adattamento, innovazione e fascinazione estetica.

Il catalogo ufficiale, edito da Allemandi in Italia e da Hannibal Books in inglese, approfondisce la ricerca critica sulle opere esposte e fornisce un supporto fondamentale per comprendere l’evoluzione stilistica di Van Dyck e il suo impatto sulle arti europee del Seicento. La mostra, prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura con il sostegno di Regione Liguria e Comune di Genova, rappresenta un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte e per chi desidera esplorare il genio di uno degli artisti più influenti del Barocco, capace di attraversare i secoli e di dialogare con culture, corti e mecenati diversi, rivelando la dimensione realmente europea della sua arte. Le prevendite sono già aperte sul sito ufficiale di Palazzo Ducale, garantendo a visitatori italiani e internazionali la possibilità di vivere un’esperienza unica, tra storia, estetica e l’incanto delle opere di uno dei più grandi maestri della pittura europea.
