Il percorso espositivo della Pinacoteca del MAG – Museo Alto Garda offre un affascinante itinerario nella storia dell’arte figurativa gardesana, dal Medioevo alle avanguardie del Novecento, con un’attenzione particolare al tema del paesaggio. Nel 2025 la Pinacoteca è stata riallestita con l’obiettivo di restituire una narrazione organica dell’arte sul Garda, mostrando al pubblico opere normalmente custodite nei depositi, nuove acquisizioni, importanti restauri e i risultati delle ricerche condotte sul paesaggio negli ultimi decenni.
Medioevo e Rinascimento
La prima sezione accoglie opere che testimoniano l’incontro tra cultura locale e influenze esterne. Tra queste spicca il tabernacolo con Imago pietatis del Maestro di Sant’Anastasia, la testimonianza più antica della Pinacoteca. Il Rinascimento si riflette invece nelle pale del Monogrammista F.V., come l’Adorazione dei pastori (1530) e il Compianto sul Cristo morto (1531), affiancate dalla Pietà di Maffeo Olivieri e dai raffinati fregi a grottesca della Rocca.

Il Seicento: Con la Controriforma, anche l’Alto Garda viene investito dalle nuove esigenze spirituali e devozionali. Fulcro di questo rinnovamento è il Santuario di Santa Maria Inviolata, consacrato nel 1636, dove lo splendore barocco incontra la volontà politica dei Madruzzo. Qui lavora Pietro Ricchi, pittore toscano autore della straordinaria Ultima Cena, oggi tra i capolavori della Pinacoteca del MAG.
L’Ottocento alla Pinacoteca del MAG
Dopo la stagione barocca, l’Ottocento segna un periodo di fervido rinnovamento. Spicca la figura di Giuseppe Craffonara, interprete del Neoclassicismo trentino, con le sue Madonne ispirate a Raffaello. Parallelamente, grazie alla presenza del letterato e collezionista Andrea Maffei, l’Alto Garda diventa crocevia del Romanticismo. In Pinacoteca si possono ammirare opere di Francesco Hayez (Addolorata, Ritratto di Clara Maffei) e di Vincenzo Vela (Orante), provenienti dalla collezione Maffei.
Lo sguardo storico sul paesaggio
Il paesaggio, tema centrale nell’identità gardesana, è raccontato attraverso mappe storiche, vedute pittoriche e fotografie d’epoca. Tra le opere di rilievo la tela La partenza delle truppe del generale Vendôme, che documenta con precisione la Riva del Settecento. Con l’Ottocento e il Grand Tour, il Garda diventa meta prediletta per gli artisti nordici, che ne restituiscono atmosfere romantiche, oggi in dialogo con la fotografia storica.
Le avanguardie di inizio Novecento
Il nuovo secolo porta con sé linguaggi liberi e sperimentali. Artisti gardesani come Luigi Pizzini, Luigi Bonazza e Umberto Maganzini portano nel territorio le istanze delle avanguardie italiane. A sostenere questo fermento è il gruppo degli Amici dell’Arte, che trasformano il neonato Museo Civico di Riva in un vero centro di produzione e condivisione artistica.
Lo sguardo contemporaneo
La Pinacoteca del MAG ha sviluppato percorsi innovativi, coinvolgendo pittori e fotografi contemporanei in progetti dedicati al paesaggio gardesano. Tra il 2013 e il 2015, artisti come Tullio Pericoli, Mario Raciti e Attilio Forgioli hanno interpretato il territorio con visioni liriche e personali, mentre il progetto Sguardi gardesani (dal 1997) ha affidato a fotografi di fama internazionale il compito di restituire letture inedite del Garda contemporaneo.
Un museo come laboratorio di identità
La nuova Pinacoteca del MAG si propone quindi non solo come luogo di conservazione, ma come laboratorio di ricerca e di narrazione del territorio, capace di intrecciare memoria e innovazione, tradizione e contemporaneità.
