A Denizli, in Turchia, gli scavi nel sito dell’antica Laodicea hanno riportato alla luce un ritrovamento straordinario: l’edificio del consiglio, una struttura risalente a circa 2.050 anni fa, utilizzata ininterrottamente per oltre sette secoli. Secondo l’archeologo Celal Şimşek, responsabile della missione, le fonti antiche già descrivevano Laodicea come un importante centro amministrativo, in grado di controllare fino a dieci città. La sorpresa è arrivata con la pianta dell’edificio, dalle mura a cinque angoli che, unite alla facciata, formano un raro esempio di architettura esagonale, mai documentato prima.
Gli scavi hanno rivelato gradini perfettamente conservati, recanti incisioni con i nomi del presidente e dei membri del consiglio, un dettaglio che ha permesso di ricostruire la composizione dell’assemblea dell’epoca, composta da anziani, giovani e cittadini comuni. La sala, organizzata in 17 file di sedili, poteva accogliere fino a 800 persone. Costruito durante il regno di Augusto e restaurato su larga scala dopo la visita dell’imperatore Adriano nel 129 d.C., l’edificio divenne anche sede del tribunale supremo dopo che Laodicea fu nominata capitale della Frigia.

Tra i reperti più significativi c’è una statua seduta del II secolo d.C., probabilmente raffigurante un giudice supremo o un governatore. La testa, risalente al IV secolo, testimonia una pratica insolita: con il passare del tempo, i volti dei nuovi magistrati venivano scolpiti e sostituiti, mantenendo il corpo originale della statua.
L’edificio si trovava in un’area strategica della città, probabilmente di fronte all’agorà politica, affiancato dalle sale degli archivi. Poco distante si estendevano il Complesso Termale Meridionale, uno dei più grandi dell’Anatolia, e lo stadio più vasto della regione. Laodicea, fiorente metropoli fondata intorno al 5.500 a.C., ha restituito in oltre vent’anni di scavi reperti eccezionali, tra cui la statua colossale di Traiano, la fontana a lui dedicata e il gruppo scultoreo di Scilla. Con la riscoperta dell’edificio del consiglio, si aggiunge un tassello prezioso alla conoscenza della vita politica e giudiziaria dell’antichità.
