Il 29 novembre 2025 a Mantova apre al pubblico la Sonnabend Collection Mantova, nuovo museo d’arte contemporanea ospitato nel rinnovato Palazzo della Ragione. Si tratta di un evento che segna una svolta storica per la città, che da capitale del Rinascimento diventa anche punto di riferimento internazionale per l’arte del Novecento e contemporanea.
La collezione, una delle più importanti raccolte private del secolo scorso, nasce dalla visione rivoluzionaria di Ileana Sonnabend (1914-2007), gallerista e mercante d’arte che insieme al marito Michael Sonnabend (1900-2001) e al figlio Antonio Homem ha saputo intrecciare il destino dell’arte europea e americana, dando voce ai movimenti più innovativi della seconda metà del Novecento.
Ileana Sonnabend e la sua visione
Attraverso le gallerie di Parigi e New York, Ileana Sonnabend ha introdotto in Europa l’arte americana di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg e Jasper Johns, e negli Stati Uniti ha fatto conoscere i protagonisti dell’Arte Povera e della scena italiana come Michelangelo Pistoletto e Mario Schifano. La sua attività non fu soltanto di commercio, ma di vero sostegno e promozione culturale, contribuendo a creare un linguaggio globale che superava i confini politici e culturali.
Il museo a Mantova
Il progetto è frutto della collaborazione tra il Comune di Mantova, la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte. Come ha dichiarato il sindaco Mattia Palazzi, portare questa collezione a Mantova significa inserire la città del Mantegna e di Giulio Romano nel circuito internazionale dell’arte contemporanea, aggiungendo un tassello decisivo al “Grand Tour” culturale europeo.
Il percorso espositivo si articola in undici ambienti e propone un itinerario che ricostruisce la visione di Ileana Sonnabend attraverso le opere dei grandi protagonisti della seconda metà del Novecento.
Le opere in mostra
Tra i capolavori spiccano Figure 8 di Jasper Johns (1958), Little Aloha di Roy Lichtenstein (1962), le celebri Campbell’s Soup di Andy Warhol (1962) e Kite di Robert Rauschenberg, vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1964. Accanto a queste opere cardine della Pop Art americana, sono presenti lavori di Jim Dine, James Rosenquist e Tom Wesselmann, ma anche i protagonisti italiani come Michelangelo Pistoletto e Mario Schifano, che dialogano con le avanguardie internazionali.
Il percorso prosegue con i grandi nomi del Minimalismo – da Donald Judd a Robert Morris – e con le sculture radicali di Bruce Nauman e Richard Serra. Centrale è anche il capitolo dedicato all’Arte Povera, che la Sonnabend fu la prima a presentare a New York, con opere di Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Gilberto Zorio.
La collezione testimonia inoltre l’interesse per la fotografia e la performance, con artisti come Bernd & Hilla Becher, Vito Acconci, Gilbert & George, Luigi Ontani, Candida Höfer e Matthias Schaller. L’itinerario si chiude con la pittura tedesca degli anni Ottanta – Jörg Immendorff, Anselm Kiefer, A.R. Penck – e la scena americana con Jeff Koons e Haim Steinbach, segnando il passaggio verso una nuova contemporaneità.
Una biografia visiva
Per Antonio Homem, presidente della Sonnabend Collection Foundation, la mostra rappresenta “una grande biografia visiva” di un’avventura vissuta insieme a Ileana e Michael Sonnabend, un racconto che intreccia vita e arte, passione e lungimiranza.
Con la nascita della Sonnabend Collection Mantova, la città entra a pieno titolo nella geografia internazionale dell’arte contemporanea. Nel cuore del Rinascimento, tra le memorie di Mantegna e Leon Battista Alberti, prende vita un museo capace di proiettare Mantova nel dibattito culturale del nostro tempo, coniugando memoria storica e ricerca sul presente.
