L’arte come conversazione, come indagine sulle strutture invisibili della realtà, come forma capace di sfuggire al controllo delle coscienze: questo è il cuore del lavoro di Rosalind Krauss, una delle più importanti critiche d’arte viventi e docente alla Columbia University. La sua carriera ha contribuito a plasmare il modo in cui oggi comprendiamo l’arte contemporanea, rendendola oggetto di studio sistematico e apertura teorica.
Per questo ruolo cruciale, Krauss è stata insignita del Premio Balzan 2025 per la storia dell’arte contemporanea, riconosciuta ufficialmente per il suo “impatto decisivo nella definizione dell’arte contemporanea come disciplina di ricerca”.
I Premi Balzan 2025 sono stati consegnati venerdì 15 novembre a Berna, nel corso di una cerimonia a Palazzo Federale, alla presenza della Presidente del Consiglio nazionale svizzero, Maja Riniker. L’evento è stato introdotto dalle presidenti Gisèle Girgis-Musy e Maria Cristina Messa, e ciascun premiato è stato presentato da Marta Cartabia, per poi tenere un proprio discorso di accettazione.
Il discorso di accettazione di Rosalind Krauss
Nel suo discorso, Krauss ha evocato la figura di Leo Steinberg, storico dell’arte che ha profondamente influenzato la sua formazione: Steinberg aveva sviluppato il concetto di “Other Criteria”, un modo di leggere l’arte che trascende la semplice ottica, valorizzando il ruolo del corpo umano e della percezione nella costruzione del significato visivo. Krauss ha collegato questa lezione al suo lavoro sulla semiotica dell’arte moderna e contemporanea, citando esempi che vanno dai Post-Impressionisti agli Earthworks e alle installazioni degli anni ’70.
Il discorso ha inoltre evidenziato il suo impegno teorico: la ricerca sulla rotazione della superficie pittorica, la sfida alle opposizioni tradizionali tra realismo e astrazione, e la prossima pubblicazione su Roland Barthes, intitolata Charms and Demons, che esplora la tensione tra il linguaggio idiosincratico dell’autore e il naturalismo che può annullarne il fascino formale.
L’arte e la diplomazia culturale
Il Premio Balzan, istituito dalla Fondazione Internazionale Balzan, non celebra solo eccellenze individuali, ma promuove la cultura come strumento di dialogo e cooperazione internazionale. Con la destinazione di parte dei premi a progetti di giovani ricercatori, rafforza il valore intergenerazionale della conoscenza.
A sottolineare questo ruolo, il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio alla cerimonia, evidenziando che:
«Incentivare la nascita di nuove idee per consolidare un percorso di crescita culturale a vantaggio delle generazioni a venire è una delle missioni cui assolve il Premio Balzan…
La previsione di destinare parte dei riconoscimenti al finanziamento di progetti condotti dai più giovani conferma il valore intergenerazionale dei Premi.
Porgo le mie congratulazioni ai vincitori e il mio saluto partecipato agli organizzatori e ai presenti».
Il messaggio di Mattarella rafforza il significato del premio come strumento di crescita culturale globale, ribadendo l’importanza della conoscenza, della ricerca e del dialogo internazionale.
Conclusione
Premiare una figura come Krauss significa riconoscere l’arte non solo come espressione estetica, ma come strumento di diplomazia culturale, capace di connettere generazioni, discipline e culture diverse. La cerimonia di Berna, la presenza delle istituzioni internazionali e il messaggio del Presidente Mattarella sottolineano come la cultura sia un pilastro del progresso globale, in grado di promuovere dialogo, cooperazione e innovazione.
