Dal 21 al 23 novembre a Roma, Arte in Nuvola dedica un importante omaggio a Mario Airò con la mostra Tra acqua e luce, curata da Adriana Polveroni. Un tributo sentito a uno degli artisti più rappresentativi di quella generazione che, tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, ha rinnovato la scena artistica italiana introducendo nuovi linguaggi, materiali e modalità di relazione con lo spazio. Airò, nato a Pavia nel 1961, ha costruito negli anni un percorso unico, dove poesia visiva, sperimentazione e tensione percettiva si intrecciano in un equilibrio sempre sorprendente.
Il progetto espositivo riunisce una selezione di opere accomunate da un elemento chiave: la luce, protagonista assoluta di gran parte della ricerca dell’artista. La luce come presenza fisica e astratta, come materia che disegna, trasforma, orienta lo sguardo. In mostra ricorrono alcuni lavori emblematici di questo approccio, a partire da Aurora (2003), opera proveniente dalla collezione del MAXXI. Qui Airò modella un paesaggio possibile attraverso una mensola sagomata che evoca un orizzonte, illuminato dal chiarore di un neon che richiama l’alba, il momento in cui il mondo si svela gradualmente.
Accanto a questa visione sospesa e lirica, prende forma Ottava di Cadmio, una struttura in acciaio dorato arricchita da LED, dove la luce diventa ritmo, intervallo, costruzione. Non più solo atmosfera, ma scansione musicale: una vera e propria architettura luminosa che abita lo spazio con rigore e intensità cromatica. A completare il nucleo dedicato alla luce c’è un imponente Laser, uno dei segni più iconici del lavoro dell’artista. Il laser, con la sua precisione quasi chirurgica, incide lo spazio, lo attraversa, ne rivela le tensioni interne, trasformando l’ambiente in un luogo amplificato e percettivamente instabile.
Ma Tra acqua e luce non si limita a esplorare la dimensione luminosa. La mostra accoglie anche Modellare l’acqua, una poetica installazione prestata dalla Fondazione Menegaz di Castelbasso (Teramo), che introduce una diversa forma di energia: il movimento fluido e imprevedibile dell’acqua stessa. Realizzata in ceramica, ferro e dotata di un impianto idraulico, l’opera si presenta come una fontana destrutturata, un organismo in cui la materia solida incontra l’elemento liquido, generando un paesaggio sensoriale di grande suggestione. L’acqua non è più semplice dettaglio, ma protagonista di una narrazione che scorre, si muove, suggerisce forme sempre nuove.
La presenza di Airò a Roma Arte in Nuvola è un gesto culturale importante. La fiera conferma così il proprio impegno nel valorizzare gli artisti italiani che hanno segnato profondamente la storia recente dell’arte contemporanea, contribuendo alla costruzione di un immaginario fatto di visioni, gesti minimi, installazioni che trasformano lo spazio in un territorio aperto alla meraviglia.
Con Tra acqua e luce, Mario Airò porta nella Nuvola un mondo in bilico tra precisione tecnica e slancio poetico, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva dove la materia si accende, scorre e si rigenera in infinite possibilità visive. Una mostra che invita a rallentare, osservare e lasciarsi catturare dalla forza fragile e luminosa della sua arte.
