Al Museo Nazionale del Bargello di Firenze è partito il restauro del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini, uno dei capolavori assoluti della scultura del Cinquecento italiano. Realizzato a partire dal 1549 su commissione di Cosimo I de’ Medici, il raffinato basamento marmoreo — concepito come un’ara riccamente decorata e densa di simboli — non veniva sottoposto a un intervento conservativo da quasi trent’anni. A partire da maggio 2026, il cantiere sarà accessibile al pubblico: un’occasione unica per seguire da vicino le fasi del restauro e scoprire tecniche, materiali e metodologie di uno dei lavori più delicati e affascinanti nel campo della conservazione del patrimonio rinascimentale.
Un capolavoro dentro un capolavoro: il basamento del Perseo
Tutti conoscono il Perseo di Benvenuto Cellini: il bronzo dorato che dalla Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria domina Firenze con la testa di Medusa in mano, simbolo di potere, tecnica e audacia artistica. Ma pochi sanno che quella statua celeberrima nasceva come un sistema completo, pensato in ogni suo dettaglio: la scultura e il suo basamento, l’immagine e il suo piedistallo, la figura e l’altare che la sosteneva.
È proprio questo basamento — conservato al Museo Nazionale del Bargello, nel Salone di Michelangelo — il protagonista del nuovo intervento conservativo avviato dalla Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Un’opera nel senso pieno della parola: non un semplice supporto, ma un capolavoro di intaglio scultoreo a sé stante, concepito da Cellini come un’ara riccamente decorata, densa di significati simbolici e di una raffinatezza tecnica che non ha nulla da invidiare al bronzo che un tempo sormontava.

Realizzato a partire dal 1549 su commissione di Cosimo I de’ Medici, il basamento marmoreo è custodito nella stessa sala che ospita alcune delle opere più straordinarie del Cinquecento fiorentino: sculture di Michelangelo Buonarroti, Giambologna, Bartolomeo Ammannati e Baccio Bandinelli. Un contesto di assoluta eccellenza, che rende ancora più evidente il valore e la complessità di questo manufatto.
Un restauro atteso da quasi trent’anni
Il nuovo intervento conservativo arriva a distanza di quasi trent’anni dal precedente restauro del basamento: un lasso di tempo significativo, durante il quale l’opera è stata esposta alle inevitabili sollecitazioni ambientali di un museo frequentato da milioni di visitatori ogni anno. Le operazioni sono iniziate con il disallestimento del basamento nel Salone di Michelangelo, primo passo necessario per consentire agli esperti di valutare lo stato di conservazione dell’opera e pianificare le fasi dell’intervento.
Il restauro è promosso dalla Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, l’istituzione che dal 2019 gestisce in modo unitario due dei musei più importanti d’Italia, garantendo una visione integrata della conservazione e della valorizzazione del patrimonio fiorentino del Rinascimento.
Il cantiere live: il restauro come esperienza pubblica
La novità più straordinaria di questo progetto non è solo scientifica o conservativa: è la scelta di aprire il cantiere al pubblico. A partire da maggio 2026, nella sala mostre al piano terra del Museo Nazionale del Bargello, i visitatori potranno seguire da vicino le diverse fasi del restauro, osservare i restauratori al lavoro, capire le tecniche e i materiali utilizzati, e approfondire le metodologie di intervento su un’opera marmorea di questa complessità.

Un cantiere “live” è qualcosa di più di una semplice mostra: è un atto di trasparenza e di condivisione, un modo per aprire le porte di un processo che normalmente avviene lontano dagli occhi del pubblico. Significa dire: il patrimonio che conserviamo è vostro, e il lavoro che facciamo per preservarlo merita di essere visto e compreso.
È una pratica che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede nei grandi musei internazionali, ma che a Firenze assume un significato particolare: qui, dove ogni pietra racconta secoli di storia dell’arte, vedere le mani degli esperti al lavoro su un’opera di Cellini è un’esperienza che va ben oltre la didattica. È un modo di toccare — con gli occhi — la continuità viva tra chi ha creato queste opere e chi oggi le custodisce per le generazioni future.
Benvenuto Cellini e il basamento del Perseo: storia di un capolavoro
Per capire il valore di questo restauro, occorre ricordare chi era Benvenuto Cellini e cosa rappresenta il Perseo nella storia dell’arte. Orafo, scultore e scrittore fiorentino (1500–1571), Cellini è una delle figure più straordinarie e sanguigne del Rinascimento: artista di genio assoluto e personalità indomabile, ha lasciato in eredità non solo opere eccezionali ma anche la sua celebre Vita autobiografica, uno dei documenti più vivaci e irripetibili della letteratura italiana del Cinquecento.
Il Perseo fu la sua opera più ambiziosa: un bronzo di grandi dimensioni, fuso con una tecnica temeraria che Cellini stesso racconta nel dettaglio nella sua autobiografia, tra i momenti di gloria e le crisi disperate. Ma il basamento marmoreo era tutt’altro che un’aggiunta secondaria: Cellini lo progettò come parte integrante dell’opera, con nicchie che ospitavano piccole sculture in bronzo — Perseo, Andromeda, Mercurio, Giove, Danae — e rilievi che celebravano il mito e il potere mediceo in un sistema iconografico coerente e raffinato.
Separato dal bronzo e conservato al Bargello mentre la statua è rimasta in Piazza della Signoria, il basamento ha avuto una storia autonoma e non sempre adeguatamente valorizzata. Questo restauro è anche l’occasione per restituirgli la centralità che merita.
Il Bargello: uno dei musei più straordinari d’Italia
Il Museo Nazionale del Bargello è uno dei musei più ricchi e meno raccontati d’Italia. Ospitato nel palazzo medievale che fu prima sede del Podestà e poi carcere, il Bargello conserva una delle collezioni di scultura rinascimentale più straordinarie al mondo: da Donatello a Michelangelo, da Verrocchio a Cellini, da Della Robbia a Giambologna. Una concentrazione di capolavori che non ha eguali, in una sede architettonica di rara bellezza.
Il cantiere live del basamento del Perseo si inserisce in questo contesto come un capitolo nuovo della storia del museo: non solo luogo di conservazione e contemplazione, ma spazio vivo di ricerca, lavoro e condivisione con il pubblico.
Un’occasione unica per vedere da vicino come si conserva un capolavoro del Rinascimento fiorentino.
