Dal 9 al 21 ottobre 2025 BASE Milano ospita RESILENCE – Future Soundscapes & Affect Mining in Urban Ecosystems, la mostra internazionale che inaugura la quinta edizione di FAROUT Live Arts Festival. L’esposizione trasforma Milano in un laboratorio diffuso di sperimentazione artistica, intrecciando arte, scienza e tecnologia per esplorare come il suono possa diventare strumento di lettura e trasformazione degli spazi urbani.
Curata da Fundamental Research (Bruxelles), einaidea (Barcellona) e forty five degrees (Berlino), RESILENCE raccoglie i risultati di due anni di ricerca in quindici residenze artistiche internazionali che hanno coinvolto artisti, ricercatori, laboratori scientifici e partner industriali. Il progetto, parte del programma S+T+ARTS della Commissione Europea, invita il pubblico a immergersi in un percorso che mette in dialogo corpi, città e paesaggi naturali, per indagare le relazioni sonore tra dimensione sociale, progresso tecnologico e deriva ecologica.
Le opere esposte durante il FAROUT Live Arts Festival offrono un viaggio immersivo che attraversa parchi, stadi di calcio, città sotto assedio e fondali marini, trasformando il suono da semplice rumore di fondo a dispositivo di conoscenza e di comunità. Tra i protagonisti, Ari Benjamin Meyers e Halsey Burgund propongono con Invisible Choir una forma innovativa di opera musicale collettiva, basata sul canto comunitario e sul potere delle tecnologie audio avanzate. Brigitta Muntendorf invita a costruire comunità temporanee attraverso l’ascolto condiviso con HABITAT, un evento partecipativo che utilizza cloni vocali AI e audio 3D. Severino Alfonso e Loukia Tsafoulia firmano Echoes, un’installazione interattiva in cui luci e suoni si modulano in tempo reale in risposta ai movimenti e alla respirazione dei visitatori, fondendo dimensione intima e collettiva.



Non mancano riflessioni sulle tensioni del presente e sul rapporto tra tecnologia, etica e società. Wen Liu immerge il pubblico in un concerto teatrale distopico in cui musica, intelligenza artificiale e narrazione sociale si intrecciano per riflettere sul collasso climatico. Caroline Claus esplora il paesaggio urbano di Bruxelles-Nord con un saggio sonoro che rielabora registrazioni ambientali tramite intelligenza artificiale, trasformandole in vinili artigianali e mappe sonore. Andrea Cera utilizza strumenti di rilevamento per indagare la relazione tra movimento del corpo e diffusione del suono, mentre Alevtina Kakhidze, con Coloropera, traduce testimonianze di guerra ucraine in uno spazio fisico multisensoriale di suoni e colori capace di narrare e guarire.

Altre opere del FAROUT Live Arts Festival esplorano la dimensione naturale: Blooms di Wendy Chua, Gustavo Maggio e Joyce Beetuan Koh analizza il fenomeno delle fioriture algali e l’impatto umano sugli ecosistemi acquatici, utilizzando dati scientifici e immagini satellitari. Lugh O’Neill, con Giants, propone una composizione sonora e un’installazione video girata nelle colonne di basalto di Fingal’s Cave, dove l’acustica naturale diventa parte integrante della performance.
Dal 9 ottobre al 22 novembre 2025 FAROUT Live Arts Festival trasformerà Milano in un ecosistema artistico multidisciplinare che spazia tra performance, installazioni, concerti e interventi nello spazio pubblico. Il tema di questa quinta edizione, “Making Kin”, invita a ripensare le relazioni tra esseri umani, città, tecnologia e natura in un’epoca segnata da crisi ambientali e sociali.
L’appuntamento del FAROUT Live Arts Festival è negli spazi di BASE Milano, che per oltre un mese diventeranno il cuore pulsante di un festival capace di mescolare corpo, suono, testo, tecnologia e ritualità per generare nuove forme di pensiero e nuove estetiche. Un’occasione per vivere Milano come un grande laboratorio di immaginazione collettiva e per scoprire come il suono possa raccontare il presente e suggerire visioni per il futuro.
BASE è un centro culturale ibrido al servizio della città che nasce dalla rigenerazione degli spazi industriali dell’ex-Ansaldo in zona Tortona, a Milano. Qui co-esistono attività di ricerca, sperimentazione e progettazione sociale con la produzione e co-produzione di iniziative culturali e di intrattenimento, tra cui processi di residenza artistica, festival dedicati a design e arte, appuntamenti musicali e un programma pubblico annuale che apre lo spazio 365 giorni all’anno. BASE è un centro per la cultura e la creatività dalla vocazione fortemente internazionale, che vive in relazione osmotica con il territorio e le comunità: un ecosistema che pone la cultura al centro dei processi decisionali, come chiave per comprendere e interpretare il mondo e le sue evoluzioni.
