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    Home»Featured Articles»Qui e Ora alla Fondazione Alberto Peruzzo un omaggio a Kant
    Paul Jenkins, Phenomena Last Quality of the Stone,1968 - 69, acrilico su tela, 194 x141 cm. Foto: Marco Magliani FONDAZIONE ALBERTO PERUZZO
    Paul Jenkins, Phenomena Last Quality of the Stone,1968 - 69, acrilico su tela, 194 x141 cm. Foto: Marco Magliani
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    Qui e Ora alla Fondazione Alberto Peruzzo un omaggio a Kant

    RedazioneBy RedazioneDicembre 2, 2025Updated:Dicembre 3, 2025Nessun commento4 Mins Read
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    Dal 4 dicembre 2025 al 12 aprile 2026, la Fondazione Alberto Peruzzo di Padova ospita “Qui e Ora. Due collezioni nello spirito del tempo”, una mostra che mette in dialogo due importanti raccolte d’arte contemporanea: la Collezione AGIVERONA di Anna e Giorgio Fasol e la Collezione della Fondazione Alberto Peruzzo. Con un testo critico di Marco Meneguzzo, la mostra esplora i temi della spiritualità, del tempo e della percezione, offrendo al visitatore un’esperienza immersiva in cui passato e contemporaneità si incontrano in uno spazio di intensa suggestione.

    La scelta del titolo, “Qui e Ora”, rimanda alla consapevolezza dell’istante, al valore della memoria e all’apertura verso il futuro, un invito a riflettere sulla dimensione del presente in relazione all’arte e alla vita quotidiana. La sede espositiva, Spazio Sant’Agnese, un edificio del XII secolo tra i più antichi luoghi di culto della città, restituito alla collettività come spazio culturale e meditativo, contribuisce a rendere la mostra un’esperienza unica. L’architettura romanica, il silenzio e la luce naturale guidano il visitatore in un percorso dove ogni opera diventa una presenza viva, capace di dialogare con lo spazio e con l’osservatore.

    FONDAZIONE ALBERTO PERUZZO Jannis Kounellis, Senza titolo, 1988, ferro, sacchi di juta e vernice di minio, 200 x 180 x 15 cm
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Foto:
Mattia
Mognetti
    Jannis Kounellis, Senza titolo, 1988, ferro, sacchi di juta e vernice di minio, 200 x 180 x 15 cm. Foto: Mattia Mognetti

    La mostra si sviluppa in due sezioni principali, ciascuna allestita in un diverso ambiente dell’edificio. Nella navata centrale, sette grandi opere provenienti dalla Collezione AGIVERONA – tra installazioni, video, fotografie e dipinti – introducono la contemporaneità all’interno della struttura storica. Artisti come Nari Ward, Giovanni Ozzola, Jacopo Mazzonelli, Vincenzo Castella, Serena Vestrucci, Ivan Moudov e Diango Hernández abitano lo spazio come presenze autonome, ma profondamente legate alla storia del luogo. Tra i lavori più emblematici, spicca Performing Time di Ivan Moudov, un’opera che interroga la natura soggettiva del tempo, invitando lo spettatore a riflettere su cosa significhi oggi “abitare il tempo” e come la durata degli attimi possa diventare scelta individuale. In questo contesto, il tempo non è più una misura convenzionale, ma un’esperienza percepita e vissuta.

    Nell’ex sacrestia, una selezione di opere della Collezione della Fondazione Alberto Peruzzo propone un affondo nel Novecento e nella sua eredità spirituale. Qui trovano spazio i linguaggi visionari di Marc Chagall, le architetture metafisiche di Giorgio de Chirico, la ritualità di Hermann Nitsch, le vibrazioni cromatiche di Paul Jenkins, le combustioni poetiche di Jannis Kounellis e i simboli della cultura pop di Robert Indiana. Anche artisti italiani contemporanei come Alberto Garutti contribuiscono a definire una dimensione di sacro quotidiano e diffuso, attraverso opere che attivano relazioni tra pubblico e spazio.

    Secondo il critico Marco Meneguzzo, la mostra non si limita a un confronto tra generazioni di artisti, ma offre anche una riflessione sul gusto e sul collezionismo, sospesi tra piacere personale e spirito del tempo. Il tema del tempo, lineare o circolare, collettivo o intimo, misurabile o spirituale, percorre l’intera esposizione: il tempo come criterio di memoria, come forma del gusto, come energia che seleziona ciò che resta e ciò che svanisce. L’incontro tra opere di epoche diverse suggerisce una possibile idea di sacro non come dogma, ma come apertura e sospensione, dove l’esperienza estetica si trasforma in esperienza esistenziale.

    L’allestimento della mostra favorisce un percorso contemplativo, dove luce, silenzio e spazialità architettonica diventano elementi attivi della fruizione. Il visitatore è invitato a sostare nel presente, rallentare e osservare, percependo ogni gesto artistico come inscritto in un “qui e ora” che connette inevitabilmente passato e futuro. La mostra consolida così il percorso della Fondazione Alberto Peruzzo nel valorizzare il dialogo tra antico e contemporaneo, rafforzando le collaborazioni con istituzioni e realtà d’eccellenza del territorio.

    In occasione della mostra, la Fondazione pubblicherà un Quaderno di approfondimento con testi critici dedicati alle opere e ai temi esposti, offrendo ulteriori strumenti di lettura per il pubblico e gli studiosi. La mostra si avvale del prezioso supporto di Fineco Private Banking, sottolineando l’importanza di partnership che sostengono l’arte e la cultura.

    “Qui e Ora. Due collezioni nello spirito del tempo” non è solo una mostra, ma un invito a riflettere sul senso del tempo, sulla memoria e sulla sacralità della vita quotidiana. Attraverso il dialogo tra opere di epoche diverse e l’esperienza immersiva nello spazio di Sant’Agnese, il visitatore è condotto a una meditazione sul presente, dove ogni gesto, artistico o quotidiano, assume profondità e significato.

    Veneto
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    Redazione

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