Figura poliedrica e precoce talento del Novecento italiano, Primo Conti rappresenta uno dei protagonisti più originali delle avanguardie storiche. Pittore, musicista, scrittore e intellettuale, attraversò oltre settant’anni di storia artistica mantenendo sempre uno sguardo libero e sperimentale, capace di evolversi senza mai perdere la propria identità.
Nato a Firenze il 16 ottobre 1900, Primo Conti mostrò fin da giovanissimo un talento fuori dal comune: a undici anni realizzò il suo primo autoritratto e a tredici compose una “Romanza per violino e pianoforte”. L’incontro con il Futurismo segnò in modo decisivo la sua formazione. Nel 1913, grazie alla mostra organizzata dalla rivista Lacerba, entrò in contatto con figure centrali come Filippo Tommaso Marinetti, Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi.
Pochi anni dopo, nel 1917, fu tra i fondatori del Gruppo Futurista fiorentino, contribuendo attivamente alla diffusione delle nuove istanze artistiche. In questo periodo intensificò anche la sua attività letteraria, pubblicando prose poetiche e fondando riviste sperimentali come “Il Centone”, insieme a Corrado Pavolini. Il suo lavoro lo portò a confrontarsi con i grandi protagonisti delle avanguardie europee, tra cui Pablo Picasso.
Negli anni Venti e Trenta, Primo Conti partecipò alle principali esposizioni italiane e internazionali, affermandosi anche nel contesto del Novecento italiano. Nel 1928 espose il celebre “Ritratto di Pirandello” su invito di Margherita Sarfatti. Parallelamente, la sua produzione si arricchì di elementi più intimi e poetici, soprattutto dopo il matrimonio con Munda Cripps: nacquero opere dedicate alla dimensione familiare, come ritratti e scene domestiche cariche di sensibilità.
Artista eclettico, Conti si dedicò anche alla scenografia, collaborando con il Maggio Musicale Fiorentino tra il 1935 e il 1939. Nel 1941 ottenne la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, consolidando il suo ruolo nel panorama artistico e formativo italiano. Negli anni successivi continuò a esporre, anche accanto a grandi nomi come Giorgio de Chirico.

La sua lunga carriera fu celebrata con importanti retrospettive, tra cui quella del 1962 a Palazzo Strozzi e quella nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. Negli ultimi anni si dedicò anche alla scrittura, pubblicando opere autobiografiche che raccontano la sua straordinaria esperienza artistica e umana. Primo Conti morì il 12 novembre 1988 a Fiesole, lasciando un’eredità culturale di grande valore, oggi custodita e valorizzata dalla fondazione a lui intitolata.
La Fondazione e il Museo Primo Conti
Nel cuore delle colline fiorentine si trova la Fondazione Primo Conti, istituita per volontà dell’artista stesso con l’obiettivo di conservare e promuovere la sua opera e quella delle avanguardie del Novecento. La sede è la villa dove Conti visse a lungo, immersa in un parco che ospita anche la cappella dove riposa accanto alla moglie. Il museo raccoglie un vasto patrimonio fatto di dipinti, disegni, documenti, fotografie e materiali d’archivio che raccontano non solo il percorso artistico di Conti, ma anche il contesto culturale in cui operò. Le collezioni offrono uno spaccato prezioso sulle avanguardie italiane ed europee, rendendo la fondazione un punto di riferimento per studiosi e appassionati.

Oltre all’esposizione permanente, la fondazione promuove mostre temporanee, attività didattiche e progetti di ricerca, mantenendo vivo lo spirito sperimentale che ha caratterizzato tutta la vita di Primo Conti. Un luogo dove arte, memoria e contemporaneità si incontrano, testimoniando la vitalità di un artista che ha saputo attraversare il secolo con curiosità e coraggio creativo.
