Il Premio Marche torna finalmente ad Ancona. Dopo venticinque anni lontano dalla città che lo vide nascere nel 1957, la storica Biennale d’Arte Contemporanea riporta all’attenzione nazionale il ruolo culturale del capoluogo marchigiano con la mostra “Erratica”, allestita negli spazi della Mole Vanvitelliana dal 22 novembre 2025 al 28 febbraio 2026. Una scelta simbolica e al tempo stesso strategica, che rilancia la vocazione della città come polo dell’arte contemporanea, in linea con gli obiettivi del dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028.
La rassegna, promossa da AMIA in collaborazione con il Comune di Ancona e sostenuta dalla Regione Marche, si struttura in tre grandi sezioni capaci di collegare radici storiche e scenari attuali. Il percorso si apre con un excursus dedicato alle origini del Premio, dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, omaggiando la figura di Alfredo Trifogli, fondatore e anima della manifestazione. Una selezione di opere provenienti dalla Pinacoteca Civica “Francesco Podesti”, curata da Marco Tittarelli, racconta la formazione della collezione cittadina e testimonia quanto il Premio sia stato un punto di riferimento per la crescita dell’arte nelle Marche e nel Paese.

Il cuore della mostra è però la sezione curata da Elena Pontiggia e Gabriele Simongini, dedicata al lungo periodo in cui il Premio Marche non si è svolto ad Ancona, dal 2000 al 2024. Venticinque anni letti attraverso i lavori di venticinque artisti che, in questo arco di tempo, hanno saputo segnare la scena contemporanea nazionale. Tra loro: Vanessa Beecroft, Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Emilio Isgrò, Maria Lai, Giuseppe Penone, Marinella Senatore, Grazia Toderi e Gilberto Zorio. L’idea curatoriale, definita “erratica e pluralista”, abbraccia linguaggi, generazioni e approcci diversi, sottolineando in particolare la centralità della ricerca femminile emersa con forza nel nuovo millennio.

A chiudere il percorso è la sezione curata da Giacinto Di Pietrantonio, dedicata a quindici artisti capaci di rappresentare lo stato attuale dell’arte contemporanea italiana. Nomi consolidati e nuove presenze dialogano attraverso media differenti – dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al digitale – mostrando la vivacità di un panorama in continua trasformazione. Tra gli autori selezionati figurano Paola Angelini, Stefano Arienti, Luigi Carboni, Silvia Mariotti, Marco Pace, Edoardo Piermattei e Vedovamazzei. Una scelta che, nelle parole del curatore, rispecchia una relazione tra tecnica, pensiero e temi urgenti come natura, ecologia, educazione e memoria.
L’inaugurazione della mostra è stata anche l’occasione per annunciare il vincitore del Premio Marche 2025: Simone Berti, classe 1966, artista di rilievo nazionale e docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino. La giuria ha premiato la sua capacità di rinnovare la ricerca artistica contemporanea e di trasformare linguaggi tradizionali in forme espressive inedite. Il suo percorso, articolato tra Brera, Londra e la Fondazione Ratti, lo ha portato a esporre in istituzioni internazionali come il MOCA di Chicago, il Palazzo Grassi a Venezia, il MAXXI di Roma e la Biennale di Venezia.

La Targa “Alfredo Trifogli” è stata invece assegnata a Edoardo Piermattei, giovane artista anconetano classe 1992, oggi attivo a Torino. La sua pratica, che fonde pittura, scultura, architettura e persino pasticceria, reinterpreta l’immaginario barocco e medievale attraverso l’uso del cemento pigmentato, indagando il rapporto tra uomo, natura, mito e tempo.
Il ritorno del Premio Marche ad Ancona rappresenta non solo un momento di celebrazione, ma anche un gesto di riconnessione con una delle manifestazioni più significative della storia artistica del Centro Italia. Un appuntamento che, grazie a “Erratica” e al nuovo assetto curatoriale, si ricollega alla propria tradizione e allo stesso tempo guarda avanti, riaffermando il ruolo delle Marche nel dibattito nazionale sull’arte contemporanea.
