A pochi chilometri da Firenze, lungo il corso del fiume Sieve, il contemporaneo trova una nuova dimora. Il 1° marzo 2026 apre ufficialmente Polytropon Arts Centre, un centro di arti contemporanee nato all’interno di un affascinante complesso industriale a San Francesco (Pelago), con il patrocinio dei Comuni di Pelago e Pontassieve. Il progetto, fortemente voluto da Maria Papadaki Badanjak e dal Presidente Claudio Cantella, affida la direzione artistica ad Andrea Cavallari, figura di riferimento della scena contemporanea internazionale.
Il nome stesso del centro, Polytropon, di eco omerica, è già un manifesto programmatico: “molte vie, molti modi”. Un concetto che si traduce in una visione aperta e fluida, capace di accogliere la pluralità dei linguaggi artistici: dalle arti visive alla musica contemporanea, dalle performance teatrali alle conferenze, dalle pratiche di benessere alla cultura enogastronomica. Polytropon non nasce come semplice spazio espositivo, ma come luogo di attraversamento, in cui arte, pensiero, corpo e relazione convivono e dialogano senza confini disciplinari.
L’inaugurazione del centro è affidata a un ospite d’eccezione: Alfredo Pirri, protagonista della scena artistica internazionale. Dal 1° marzo al 21 giugno 2026, gli spazi di Polytropon accolgono la sua mostra Quello che avanza, un intervento site-specific concepito appositamente per il luogo. Pirri, noto per la capacità di trasformare architetture e spazi istituzionali in esperienze immersive, realizza un’opera che intreccia dimensione poetica e riflessione sullo spazio vissuto, invitando il pubblico a una percezione instabile e rinnovata dell’ambiente.
Attorno alla mostra prende forma una stagione multidisciplinare articolata e dinamica, pensata per connettere la comunità locale con le avanguardie internazionali. Performance musicali, azioni teatrali, recital e incontri costruiscono un programma che intreccia sperimentazione, memoria e contemporaneità, rendendo Polytropon un vero laboratorio per il futuro.

Il centro dispone di due spazi principali – la galleria e la project room – progettati per accogliere workshop, concerti, spettacoli e attività formative, sostenendo sia artisti locali sia protagonisti della scena internazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un polo artistico sostenibile e non-profit, capace di rafforzare il tessuto sociale del territorio e, allo stesso tempo, di dialogare con un pubblico più ampio.
La sede di Polytropon aggiunge ulteriore valore al progetto: il complesso industriale, situato nei pressi del Ponte Mediceo, vanta oltre sei secoli di storia. Nato come mulino e gualchiera, trasformato successivamente in filatoio, il sito è rimasto attivo fino alla fine degli anni Sessanta. Oggi questa memoria produttiva rinasce come spazio culturale, grazie alla visione della fondatrice Maria Papadaki Badanjak, architetta greca, e del Presidente Claudio Cantella, in un dialogo virtuoso tra passato e futuro.
La direzione artistica di Andrea Cavallari, compositore e artista italo-americano, già direttore di Firenze Suona Contemporanea, incarna pienamente lo spirito di Polytropon. Forte di una formazione e di un’esperienza maturate tra Londra, Tokyo e i principali poli culturali internazionali, Cavallari porta una visione cosmopolita e trasversale, capace di intrecciare musica, performance e arti visive. La sua guida non è solo curatoriale, ma strategica: un ponte che proietta il territorio nel cuore della sperimentazione globale.
Con Polytropon Arts Centre, il contemporaneo trova così, alle porte di Firenze, uno spazio in cui la pluralità dei linguaggi diventa metodo, e la cultura si fa esperienza condivisa, aperta e in continuo divenire.
