Dal 3 aprile al 6 luglio 2026, il MANN ospita “Parthenope. La Sirena e la città”, un’esposizione ambiziosa che racconta l’evoluzione di un mito fondativo e identitario. Curata da Francesco Sirano insieme a Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, la mostra riunisce oltre 250 opere che coprono un arco temporale amplissimo: dall’VIII secolo a.C. fino alla contemporaneità.
Al centro del percorso c’è la figura di Parthenope, creatura mitica legata alle origini della città. Secondo la tradizione, il suo corpo approdò sulle coste del golfo di Napoli dopo il fallimento del canto che avrebbe dovuto ammaliare Odisseo. Da quel momento, il suo nome divenne quello del primo insediamento greco, dando origine a un legame indissolubile tra mito e territorio.
La mostra si articola in tre macrosezioni e sette sale, in un percorso che unisce archeologia, arte, antropologia e linguaggi contemporanei. L’obiettivo è raccontare la metamorfosi della sirena: da creatura metà uccello e metà donna dell’antichità, a figura con coda di pesce nel Medioevo, fino alle reinterpretazioni moderne e pop.

Tra i reperti esposti spiccano importanti prestiti internazionali, come opere provenienti dal British Museum e dai musei di Berlino, insieme a materiali inediti emersi dagli scavi delle linee metropolitane di Napoli. Questi ritrovamenti contribuiscono a ricostruire non solo il mito, ma anche la storia concreta dell’antica città.
Particolarmente significativa è la presenza del busto in argento di Santa Patrizia, proveniente dal tesoro di San Gennaro, simbolo di una continuità tra sacro e profano che attraversa i secoli. Allo stesso modo, la mostra evidenzia come la sirena sia passata da figura temuta a presenza protettiva, radicandosi nella cultura popolare.
L’allestimento non si limita agli spazi museali: il progetto si estende alla città, invitando i visitatori a scoprire luoghi simbolici come la fontana di Spinacorona o la presunta tomba della sirena. In questo senso, Parthenope diventa un racconto diffuso, che trasforma Napoli in un museo a cielo aperto.
A rendere ancora più attuale il percorso è la presenza di opere contemporanee, tra cui l’installazione dell’artista Francisco Bosoletti, realizzata appositamente per l’atrio del museo. Il dialogo tra antico e moderno sottolinea come il mito sia una narrazione viva, capace di rigenerarsi continuamente.
“Parthenope. La Sirena e la città” non è solo una mostra, ma un viaggio nella memoria collettiva di Napoli. Un’esperienza che unisce passato e presente, invitando il pubblico a riscoprire le radici profonde di un’identità che ancora oggi si riflette nel nome stesso dei suoi abitanti: partenopei.
