Dal 17 marzo al 12 luglio 2026 Palazzo Esposizioni di Roma ospita una grande retrospettiva dedicata a Mario Schifano, uno dei protagonisti più innovativi e influenti dell’arte italiana del secondo Novecento. La mostra, a cura di Daniela Lancioni, offre un percorso immersivo tra pittura, fotografia, cinema e sperimentazione visiva, restituendo la complessità di un artista che ha profondamente segnato la cultura contemporanea.
La mostra “Mario Schifano” a Palazzo Esposizioni Roma rappresenta uno degli appuntamenti più importanti del calendario culturale del 2026. Promossa da Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, e realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, l’esposizione riunisce oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, offrendo una panoramica ampia e approfondita sull’intera carriera dell’artista. L’obiettivo è restituire la figura di Schifano nella sua continua evoluzione, mettendo in evidenza la sua capacità di reinventare il linguaggio pittorico e di dialogare con le avanguardie del secondo Novecento.

Interno di casa romana, 1968 (dettaglio)
smalto, spray, grafite e pastello su tela, 303 × 720 cm, polittico
Collezione privata
Foto Giorgio Benni
© MARIO SCHIFANO, by SIAE © Archivio Mario Schifano
Il percorso espositivo si sviluppa nelle sale del piano nobile di Palazzo Esposizioni, articolandosi in ordine cronologico e tematico. Si parte dalle opere degli anni Cinquanta, caratterizzate da una forte componente materica e informale, per arrivare ai celebri monocromi del 1960, che segnano una svolta decisiva nella sua ricerca. Una sala è dedicata proprio ai monocromi e ai primi paesaggi metropolitani, evidenziando l’emergere di un linguaggio essenziale e radicale.

spray e perspex su tela, 177,3 × 307 cm, trittico
| Collezione privata © MARIO SCHIFANO, by SIAE © Archivio Mario Schifano
Uno dei momenti centrali del percorso è la stagione degli anni Sessanta, con la mostra “Tutto” del 1963 alla Galleria Odyssia di Roma, considerata una tappa fondamentale della Pop Art italiana e della ricerca visiva dell’artista. In questa fase Schifano sviluppa nuove iconografie legate alla fotografia, alla cultura di massa e alla rielaborazione di immagini della storia dell’arte, dai Futuristi a Malevič, costruendo un lessico visivo originale e immediatamente riconoscibile.
La retrospettiva approfondisce anche i celebri Paesaggi TV e le opere ispirate al cinema, in cui l’artista trasforma le immagini televisive in pittura, anticipando riflessioni sulla società dell’immagine che saranno centrali nei decenni successivi. Il rapporto con il linguaggio audiovisivo è infatti uno degli aspetti più innovativi della sua ricerca: nella mostra sono presentati film e cortometraggi realizzati da Schifano, proiettati nella Sala Cinema di Palazzo Esposizioni a ingresso gratuito secondo un calendario dedicato, mentre all’interno del percorso espositivo sono disponibili ulteriori materiali video e documentari.

Foto di Giorgio Benni – © MARIO SCHIFANO, by SIAE © Archivio Mario Schifano
Tra le opere più significative figura anche la ricostruzione della camera da pranzo del 1968, originariamente realizzata per una casa romana, che permette di entrare fisicamente in una dimensione in cui arte e quotidianità si sovrappongono. Questo elemento scenografico sottolinea la volontà dell’artista di superare i confini tradizionali della pittura, estendendola allo spazio e alla vita reale.
Negli anni Ottanta e Novanta la produzione di Schifano si amplia ulteriormente con grandi tele e cicli pittorici caratterizzati da una libertà espressiva sempre più marcata e da una crescente attenzione verso temi sociali e contemporanei. La retrospettiva mette in evidenza proprio questa trasformazione continua, restituendo l’immagine di un artista in costante movimento, capace di attraversare linguaggi e generazioni senza mai cristallizzarsi in una formula definitiva.
Figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento, Mario Schifano ha rappresentato un punto di riferimento per la sperimentazione visiva e per il dialogo tra pittura, fotografia e cinema. La sua ricerca è attraversata da un costante desiderio di innovazione e da una sensibilità anticipatrice rispetto ai mutamenti della cultura contemporanea, rendendo la sua opera ancora oggi estremamente attuale.
La mostra a Palazzo Esposizioni di Roma si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione delle figure chiave dell’arte italiana dagli anni Cinquanta in poi, confermando il ruolo del museo come centro di studio e approfondimento della cultura visiva del secondo Novecento. Il catalogo Electa accompagna l’esposizione con testi critici di importanti studiosi e storici dell’arte, offrendo ulteriori strumenti di lettura dell’opera di Schifano e delle sue molteplici fasi creative.
