Il fumetto come dispositivo critico
Formatosi a Bruxelles all’Istituto Saint-Luc e affermatosi a livello internazionale, Piero Macola ha costruito nel corso di oltre vent’anni un linguaggio visivo e narrativo del tutto riconoscibile. Un linguaggio che nasce dall’intreccio tra documentazione sul campo, esperienza diretta e immaginazione, e che si muove in equilibrio costante tra realtà e finzione. I suoi libri non si collocano comodamente in un genere: non sono giornalismo, non sono romanzo, non sono reportage. Sono qualcosa di più difficile da definire e, proprio per questo, più necessario.
Come spiega il curatore Giorgio Bacci, “Piero Macola utilizza il fumetto come dispositivo critico per leggere le fratture della contemporaneità: dalle memorie postcoloniali alla marginalità sociale, fino alle derive distopiche, il suo segno si muove in equilibrio tra documentazione e immaginazione, componendo un racconto per immagini capace di dare voce alle zone d’ombra del nostro presente.” Una definizione che cattura bene l’ambizione di un autore pubblicato in Francia da Futuropolis e in Italia da Oblomov e Coconino Press — due dei riferimenti editoriali più solidi del fumetto d’autore europeo.
Il percorso espositivo: quattro opere, vent’anni di ricerca
La mostra, curata da Giorgio Bacci, presenta una selezione di tavole originali, bozzetti e materiali preparatori che attraversano le tappe principali della produzione di Piero Macola. Il percorso si articola attorno a quattro opere cardine, scelte per la loro capacità di restituire la varietà tematica e stilistica dell’autore mantenendo al centro una coerenza di sguardo.
Le Tirailleur (2014) apre il percorso con la sua esplorazione della memoria postcoloniale: un libro che scava in un capitolo rimosso della storia europea, portando in superficie le storie dei soldati africani arruolati dagli eserciti coloniali. Gli indesiderati (2019) sposta lo sguardo sull’Italia contemporanea, ambientandosi lungo il Po e affrontando il tema del caporalato che colpisce i lavoratori stranieri: un libro duro, ancorato a una realtà documentata con precisione e restituita attraverso il disegno con una forza che la sola scrittura non avrebbe.

Lagune (2023) segna un passo verso la distopia: Venezia si trasforma in uno scenario inquietante, specchio delle tensioni contemporanee legate alle migrazioni e ai confini. La città più fotografata del mondo diventa un luogo di esclusione e paura, rovesciando l’immaginario turistico in qualcosa di radicalmente altro.
L’anteprima assoluta: “La Vallée heureuse”
Il momento più inedito della mostra è la presentazione in anteprima assoluta di alcune tavole di La Vallée heureuse (2026), l’opera a cui Piero Macola sta ancora lavorando. Una scelta espositiva non comune e di grande interesse: i visitatori potranno osservare un’opera mentre è in divenire, avvicinandosi al processo creativo dell’autore in modo diretto e privilegiato. Non un prodotto finito da ammirare a distanza, ma un cantiere aperto da attraversare con curiosità.
Le illustrazioni: uno spazio autonomo di sperimentazione
A completare il percorso, una selezione di illustrazioni realizzate tra il 2015 e il 2025 che mettono in luce la parallela attività di Piero Macola come illustratore. Collaboratore di editori e testate di primo piano — Mondadori, Rizzoli, Le Monde Diplomatique, Internazionale — Macola tratta l’illustrazione non come attività ancillare rispetto al fumetto, ma come spazio autonomo di ricerca e sperimentazione, in dialogo continuo con la sua produzione narrativa.

Acquerello, inchiostro nero e matite colorate su carta, 29×43,5 cm
Palazzo Blu, Lucca Comics & Games, Fondazione Pisa
Piero Macola. Paesaggi di vita è realizzata da Palazzo Blu in collaborazione con Lucca Comics & Games e con il sostegno di Fondazione Pisa. In autunno, all’interno di Lucca Comics & Games, sarà organizzato un evento dedicato alla mostra, rafforzando il dialogo tra due delle realtà culturali più vivaci del territorio toscano. Il catalogo della mostra è edito da Felici Editore.
Informazioni pratiche Palazzo Blu, Pisa Dal 25 aprile all’8 novembre 2026 Martedì–venerdì: 10.00–19.00 | Sabato, domenica e festivi: 10.00–20.00 Catalogo: Felici Editore