Nel suggestivo scenario di Ca’ Rezzonico, il Museo del Settecento Veneziano offre un percorso ricco e articolato tra opere, artisti e collezioni che testimoniano la straordinaria vitalità artistica della Serenissima. Accanto ai grandi cicli pittorici del Settecento, il museo accoglie anche raccolte di grande pregio come la Collezione Ferruccio Mestrovich, capace di ampliare lo sguardo su secoli di pittura veneta.
La collezione Mestrovich si distingue per un nucleo di dipinti di altissima qualità, prevalentemente a soggetto sacro, scelti con passione e competenza. Tra le opere più rilevanti spiccano due lavori di Jacopo Tintoretto: una suggestiva pala d’altare, intensa nella sua forza espressiva, e un austero ritratto che testimonia la profondità psicologica tipica dell’artista.
Accanto a Tintoretto, si segnala la luminosa e raccolta Sacra Conversazione di Bonifacio de’ Pitati, esempio di equilibrio compositivo e raffinatezza cromatica. La raccolta comprende inoltre opere di importanti protagonisti della pittura veneta e italiana, tra cui Benedetto Diana, Lelio Orsi e Jacopo Amigoni.
Di particolare rilievo sono anche i dipinti di Francesco Guardi, maestro delle vedute e delle atmosfere veneziane, e di Alessandro Longhi, noto per i suoi raffinati ritratti della società del tempo. La collezione si arricchisce inoltre di due soprarchi attribuiti a Benedetto Carpaccio, figlio e seguace di Vittore, e di una preziosa tavoletta di Cima da Conegliano.

Questa raccolta non è solo importante per il valore artistico delle opere, ma anche per la storia personale che la accompagna. Ferruccio Mestrovich, appassionato studioso della pittura veneta antica, donò la collezione alla città di Venezia come gesto di riconoscenza e memoria. La famiglia Mestrovich, originaria di Zara, trovò infatti rifugio nella città lagunare dopo le drammatiche vicende della Seconda guerra mondiale.
Nel suo toccante messaggio di donazione, Mestrovich sottolinea il legame profondo con Venezia, città che accolse lui e la sua famiglia dopo la distruzione della loro terra d’origine. La collezione diventa così non solo un patrimonio artistico, ma anche una testimonianza storica e umana, legata alla memoria dell’esilio e della rinascita.
I Mestrovich, famiglia dalmata di antiche origini, si stabilirono a Venezia nel 1945. Il capostipite Aldo fu perseguitato per il suo patriottismo durante la dominazione austriaca, mentre i beni familiari vennero confiscati dal governo jugoslavo. In questo contesto, la donazione di Ferruccio assume un valore ancora più significativo: un atto di restituzione simbolica e di amore verso la città che li aveva accolti.
All’interno del Museo del Settecento Veneziano, la Collezione Mestrovich dialoga con gli ambienti storici e le altre opere esposte, contribuendo a creare un percorso ricco e stratificato. Il visitatore ha così l’opportunità di attraversare epoche diverse, dal Rinascimento al Settecento, cogliendo l’evoluzione della pittura veneziana in tutte le sue sfumature.
Visitare Ca’ Rezzonico significa dunque non solo ammirare capolavori, ma anche entrare in contatto con storie di vita, passioni e memorie che rendono Museo del Settecento Veneziano uno dei luoghi più affascinanti e significativi di Venezia.
