Close Menu
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    What's Hot

    Palazzo di Atlante diventa il Museo Furioso della Rocca Ariostesca

    Marzo 3, 2026

    Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il viaggio nella Magna Grecia e nei Bronzi di Riace

    Febbraio 26, 2026

    La Fortezza di Le Castella, sentinella di pietra sul mare di Calabria

    Febbraio 26, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    • Spazi Arte
    • Ascoltaci su Spotify
    Instagram Spotify Last.fm YouTube WhatsApp
    ACQUISTA
    • HOME
    • MOSTRE ED ESPOSIZIONI
    • RUBRICHE
    • PILLOLE DI STORIA DELL’ARTE
    • EVENTI
    • PODCAST
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    Home»Interviste D'autore»Oltre il frammento con Eleonora Crippa
    eleonora crippa
    Omaggio alla Venere di Botticelli, Acrilico su pannello e mosaico di specchi, 100x80cm
    Interviste D'autore

    Oltre il frammento con Eleonora Crippa

    RedazioneBy RedazioneNovembre 17, 2025Updated:Novembre 21, 2025Nessun commento5 Mins Read
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email Copy Link

    Abbiamo avuto il piacere di intervistare Eleonora Crippa, artista contemporanea originaria di Sirmione, le cui opere esplorano fragilità e rinascita attraverso specchi e vetri frammentati. Con un percorso che spazia dalla pittura alla scultura fino alla fotografia, Eleonora ha sviluppato un linguaggio visivo unico, capace di trasformare il frammento in armonia. In questa intervista ci racconta il suo lavoro, le ispirazioni dietro le sue installazioni e il significato profondo della sua ricerca artistica.

    Il tuo lavoro interviene su icone già consolidate della storia dell’arte. Cosa ti interessa maggiormente in questo dialogo con immagini che appartengono alla memoria collettiva?

    Le icone mi attraggono perché oggi le vedo come immagini svuotate, consumate dalla ripetizione e dalla strumentalizzazione. Intervenendo con lo specchio rotto cerco di riaprirle, di restituire loro una voce attraverso la frattura. Ed è in quel riflesso spezzato condiviso tra l’icona e chi la guarda che l’immagine torna davvero a respirare.

    La frattura è un gesto forte, carico di significato. Per te rappresenta più un atto di rottura o un atto di rivelazione?

    Per me la frattura non è solo un atto di rottura, è soprattutto un atto di rinascita. Può sembrare distruttivo, ma da ciò che è spezzato può nascere qualcosa di straordinario e unico. Ogni frammento diventa parte di una nuova composizione, così come nella vita ogni difficoltà o caduta può aprire la strada a nuove possibilità. Rompere significa avere il coraggio di lasciar andare ciò che non serve più e ricostruirsi, riscoprendo la propria luce. È un gesto che celebra la forza di trasformare ciò che è fragile in bellezza, ciò che è rotto in arte, e in un certo senso ciò che è ferito in una nuova vita.

    Lo specchio infranto è un simbolo ampiamente usato nella cultura visiva contemporanea. In che modo cerchi di mantenerlo vivo e personale all’interno della tua ricerca?

    Lo specchio infranto è un simbolo potente, ma il mio approccio vuole renderlo personale e vivo. Non mi limito a riprodurre la rottura, ma fondo i frammenti di specchio con i miei dipinti in acrilico, creando un dialogo tra superficie riflettente e colore, tra frammentazione e forma. In questo modo, dipinto e specchio diventano un’unica realtà, dove luce, colore e frammenti raccontano insieme storie di trasformazione. Lo specchio infranto smette così di essere solo un simbolo condiviso e diventa metafora della vita e della capacità di trasformare ciò che è rotto in qualcosa di straordinario.

    Quando ricomponi i frammenti di un’icona, stai più ricostruendo l’immagine o stai costruendo qualcosa di completamente nuovo?

    Non mi limito a ricostruire l’immagine originale, al massimo ne rievoco l’icona, ma in realtà sto costruendo qualcosa di completamente nuovo. I frammenti conservano tracce del passato, ma il modo in cui li fondo e li integro con i miei dipinti li trasforma in un’opera unica. Le icone con il volto ricoperto di specchi rotti, ad esempio, riflettono ciò che è stato strumentalizzato nel mondo consumistico: ogni opera cerca di restituire valore e dignità a immagini spesso banalizzate. È un dialogo tra memoria e innovazione, tra ciò che era e ciò che può diventare. Ogni icona diventa un ponte tra storia e creatività personale, un’opportunità per dare nuova vita a ciò che è spezzato.

    Come scegli le icone con cui lavorare? Esiste un criterio emotivo, storico o formale che guida questa selezione?

    La scelta nasce da un intreccio di emozione, storia e forma. Mi lascio attrarre da immagini che hanno forza simbolica, memoria e significati profondi, ma anche da dettagli estetici che dialogano con colore, luce e frammentazione. Non seguo un criterio rigido: è un processo intuitivo guidato dalla sensazione che quell’icona possa trasformarsi attraverso il mio gesto artistico. In questo senso, ogni scelta è anche un atto emotivo: scelgo ciò che mi parla, mi sfida e permette di esplorare la vita e la bellezza nascosta nella fragilità.

    eleonora crippa
    OMAGGIO ALLA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA
    100×80
    Acrilico su pannello e mosaico di specchi
    eleonora crippa
    OMAGGIO A MONNALISA
    90×60
    Acrilico su pannello e mosaico di specchi
    eleonora crippa
    OMAGGIO ALLA VENERE DEL BOTTICELLI
    Acrilico su pannello e mosaico di specchi
    100×80

    Il tuo linguaggio visivo è immediato e molto d’impatto. Qual è la sfida più delicata nel lavorare con uno strumento così potente, e come ti assicuri che la frattura non diventi solo un effetto estetico?

    La sfida è andare oltre l’impatto visivo e evitare che la frattura sia solo un effetto estetico. Il rischio sarebbe fermarsi alla superficie, senza trasmettere il senso di trasformazione, rinascita o riflessione che cerco di comunicare. Per questo fondo i pezzi di specchio con i miei dipinti in acrilico, così ogni frattura ha un significato e diventa parte di un racconto più grande. Ogni opera parla di coraggio, trasformazione e bellezza che nasce da ciò che è rotto: la frattura diventa un atto di rivelazione.

    Quanto peso dai, nel tuo lavoro, alla dimensione estetica rispetto a quella concettuale?

    Estetica e concetto sono strettamente intrecciati: l’impatto visivo cattura l’attenzione, ma non può esistere senza il significato sottostante. Cerco di creare opere in cui bellezza e forza dell’immagine portino lo spettatore a una riflessione profonda. La frattura, il colore, la luce: tutto ha uno scopo emotivo e concettuale. Vorrei che chi osserva resti prima colpito dall’impatto visivo, ma poi scopra la storia, le emozioni e il senso di trasformazione che ogni frammento racconta. L’estetica è il veicolo, il concetto è la meta.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Redazione

    Leggi Anche

    AlUla Arts Festival 2026, un quinto anniversario che consacra il deserto come capitale creativa

    Febbraio 26, 2026

    Crypto Art: tra ricerca estetica e trasformazione digitale del sistema artistico

    Febbraio 24, 2026

    All We All We: l’arte è di tutti e tutti noi siamo arte 

    Febbraio 24, 2026

    Arte digitale oggi: innovazione, mercato e opportunità per chi crea

    Febbraio 12, 2026

    Gli artisti viventi più costosi al mondo: quando il successo arriva prima della leggenda

    Febbraio 12, 2026

    NFT e arte digitale: come la blockchain sta trasformando il mercato del collezionismo

    Febbraio 12, 2026

    Comments are closed.

    Demo
    Novità

    Palazzo di Atlante diventa il Museo Furioso della Rocca Ariostesca

    Marzo 3, 20262 Views

    Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il viaggio nella Magna Grecia e nei Bronzi di Riace

    Febbraio 26, 20262 Views

    La Fortezza di Le Castella, sentinella di pietra sul mare di Calabria

    Febbraio 26, 20262 Views
    Demo
    Da Non Perdere
    Editor's Picks

    Loggia dei Lanzi: un museo all’aperto nel cuore di Firenze

    La Loggia dei Lanzi non è solo un monumento: è una vetrina di potere e bellezza che racconta secoli di storia fiorentina. Dalla sua architettura medievale ai capolavori rinascimentali e ottocenteschi, resta uno degli spazi più iconici e fotografati di Firenze.

    Il Museo di Roma: dalle origini al nuovo allestimento di Palazzo Braschi

    Gennaio 10, 2026

    Capitale Italiana della Cultura: Agrigento chiude il 2025 e consegna a L’Aquila la cultura italiana

    Gennaio 11, 2026

    Albert Edelfelt: il maestro della luce finlandese

    Settembre 21, 2025
    Stay In Touch
    • Instagram
    • Spotify
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    Most Popular

    Pietro Rotari, il pittore dei volti e delle nobili fanciulle russe

    Novembre 30, 2025978 Views

    Vita, opere e influenza di un maestro del Divisionismo italiano

    Dicembre 8, 2025787 Views

    Chi era Pascal Dagnan-Bouveret? Biografia completa del grande pittore realista

    Novembre 23, 2025584 Views
    Our Picks

    Palazzo di Atlante diventa il Museo Furioso della Rocca Ariostesca

    Marzo 3, 2026

    Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il viaggio nella Magna Grecia e nei Bronzi di Riace

    Febbraio 26, 2026

    La Fortezza di Le Castella, sentinella di pietra sul mare di Calabria

    Febbraio 26, 2026
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    Siamo una rivista di riferimento nel mondo dell’arte, appassionati e appassionate di tutte le forme di espressione creativa. Scrivici per collaborazioni o comunicati stampa: info@spaziarte.it

    Instagram YouTube Spotify WhatsApp Last.fm
    • Contatti
    • Pubblicita’
    • Redazione
    • Privacy Policy
    © 2026 Tela Narrante

    SPAZI ARTE Viale S. Lavagnini, 70 - 50129 Firenze (FI), Italia | P.IVA 01908060476 | N. REA FI-682005

    Designed by[DIGITALE]

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.