Close Menu
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    What's Hot

    Galleria Nazionale di Cosenza: un viaggio nell’arte italiana a Palazzo Arnone

    Giugno 7, 2026

    Angelo Dall’Oca Bianca: la poetica del quotidiano e il trionfo della luce

    Giugno 7, 2026

    Gustav Klimt: vita, stile e opere del maestro della Secessione viennese

    Giugno 6, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    • Spazi Arte
    • Ascoltaci su Spotify
    Instagram Spotify Last.fm YouTube WhatsApp
    ACQUISTA
    • HOME
    • MOSTRE ED ESPOSIZIONI
    • RUBRICHE
    • PILLOLE DI STORIA DELL’ARTE
    • EVENTI
    • PODCAST
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    Home»Mostre ed Esposizioni»Nino Springolo e “I due compagni”: al Museo Bailo la riscoperta di un maestro appartato del Novecento
    Nino Springolo e “I due compagni”: al Museo Bailo la riscoperta di un maestro appartato del Novecento
    Nino Springolo, Il Sile d’autunno, 1935. Olio su tavola, 63,5 × 77,8 cm. Musei Civici di Treviso.
    Mostre ed Esposizioni

    Nino Springolo e “I due compagni”: al Museo Bailo la riscoperta di un maestro appartato del Novecento

    RedazioneBy RedazioneMarzo 31, 2026Nessun commento4 Mins Read
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email Copy Link

    Il Museo Bailo di Treviso ospita la mostra dedicata a Nino Springolo (1886–1975), una delle figure più appartate ma significative dell’arte veneta del primo Novecento. Promossa e realizzata dai Musei Civici del Comune di Treviso, con il patrocinio della Provincia di Treviso e il sostegno della Camera di Commercio Treviso – Belluno Dolomiti e di Generali Italia attraverso il programma Valore Cultura, l’esposizione rappresenta un’importante occasione di riscoperta critica, a cinquant’anni dalla morte e a 140 anni dalla nascita dell’artista.

    Nino Springolo, Canale presso la laguna, 1913. Olio su tela, 51 × 64 cm. Musei Civici di Treviso

    Il progetto espositivo restituisce la complessità di un autore indipendente, distante dalle logiche delle avanguardie e dalle adesioni programmatiche, ma profondamente immerso nei fermenti culturali europei del suo tempo. Springolo si distingue per una rigorosa “onestà artistica”, che lo porta a rielaborare influenze diverse – dal postimpressionismo al divisionismo, fino alla lezione di Cézanne e allo studio degli antichi – senza mai aderire completamente a un linguaggio definito. Il suo percorso pittorico si configura come una ricerca interiore costante, guidata da un’esigenza di autenticità e da un rapporto intimo con l’osservazione del reale.

    La mostra si sviluppa attraverso circa cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private, offrendo una lettura articolata e approfondita della sua produzione. Il percorso unisce un impianto storico-filologico a una scansione tematica che permette di cogliere l’evoluzione della sua poetica. I paesaggi costituiscono il nucleo più ampio e rappresentativo: dai primi esperimenti divisionisti degli anni Dieci ai pastelli realizzati a Onè di Fonte tra il 1919 e il 1925, fino ai grandi lavori maturi degli anni Cinquanta, la natura emerge come spazio privilegiato di riflessione e costruzione formale. I corsi d’acqua, la laguna e i territori del trevigiano diventano così luoghi di meditazione visiva, in cui si avverte l’assimilazione personale della lezione cézanniana e l’approdo a un naturalismo moderno, solido e razionale.

    Nino Springolo e “I due compagni”: al Museo Bailo la riscoperta di un maestro appartato del Novecento
    Nino Springolo, Ritratto di giovane signora, 1930. Olio su tavola, 62 × 51,5 cm. Collezione privata

    Accanto al paesaggio, il ritratto riveste un ruolo centrale, sebbene meno noto. In queste opere Springolo sviluppa una ricerca attenta al disegno e alla struttura della figura, come dimostrano gli studi preparatori che evidenziano la centralità della linea. Lontano da ogni retorica, il suo sguardo si concentra sulla dimensione quotidiana e affettiva, restituendo con delicatezza i volti della famiglia e della comunità locale. Le nature morte, spesso costruite con oggetti domestici, testimoniano invece una riflessione sofisticata sul colore e sulla luce, in particolare sul tema delle “ombre colorate”, in un equilibrio originale tra tradizione francese e sensibilità veneta.

    Il percorso del Museo Bailo si conclude con la sezione “I due compagni”, che prende il titolo dal romanzo di Giovanni Comisso e approfondisce i rapporti con Gino Rossi e Arturo Martini, protagonisti dell’avanguardia veneta. In questo contesto, Springolo emerge come figura autonoma, capace di dialogare con i suoi contemporanei senza perdere la propria identità. Le relazioni con altri esponenti della scena culturale trevigiana, tra cui Luigi Serena, Luigi Coletti e Gino Scarpa, contribuiscono a delineare un ambiente vivace e articolato, all’interno del quale l’artista costruisce il proprio percorso.

    La proverbiale lentezza esecutiva, spesso ricordata dai contemporanei, diventa parte integrante del suo metodo: una pratica fondata sulla concentrazione e sul lavoro continuo, lontana da ogni logica produttiva. “Ho prodotto poco perché ho sempre lavorato tanto”, affermava lo stesso Springolo, sintetizzando una visione dell’arte come ricerca rigorosa e meditata.

    La mostra del Museo Bailo restituisce dunque il profilo di un artista schivo ma centrale, capace di attraversare il Novecento con uno sguardo personale e coerente. Un’occasione per riscoprire una pittura silenziosa ma intensa, che continua a parlare al presente attraverso il valore della misura, dell’osservazione e della profondità interiore.

    Veneto
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Redazione
    • Website

    Leggi Anche

    Nuda Veritas di Klimt a Villa Manin: la verità senza compromessi di un capolavoro che interroga ancora

    Giugno 6, 2026

    Belpaese. L’Italia vista dai suoi fotografi al Museo del ‘900 di Venezia un viaggio per immagini lungo un secolo

    Giugno 6, 2026

    Vent’anni del Museo Carlo Bilotti: il 12 giugno una giornata di festa con apertura gratuita fino alle 21

    Giugno 5, 2026

    AURA a Venezia è la mostra che trasforma la presenza in arte

    Giugno 4, 2026

    Migneco. Realtà e visione: a Forte dei Marmi una mostra dossier sull’espressionismo esistenziale del pittore messinese

    Giugno 3, 2026

    Giuliana Cunéaz porta i Nahuales e gli Spiriti nell’arte digitale di Rifugio Digitale a Firenze

    Maggio 26, 2026

    Comments are closed.

    Advertising
    Demo
    Novità

    Galleria Nazionale di Cosenza: un viaggio nell’arte italiana a Palazzo Arnone

    Giugno 7, 20261 Views

    Angelo Dall’Oca Bianca: la poetica del quotidiano e il trionfo della luce

    Giugno 7, 20263 Views

    Gustav Klimt: vita, stile e opere del maestro della Secessione viennese

    Giugno 6, 20263 Views
    Advertising
    Demo
    Da Non Perdere
    Editor's Picks

    Come la tecnica della pittura a olio ha cambiato per sempre il modo di vedere l’arte

    C’è una tecnica che ha attraversato cinque secoli senza invecchiare. Non perché sia rimasta uguale a se stessa — ma perché ha saputo cambiare con ogni epoca, adattarsi a ogni sensibilità, diventare lo strumento di chiunque avesse qualcosa da dire e cercasse il modo più preciso per dirlo. La pittura a olio non è solo una tecnica. È un linguaggio — il più flessibile, il più longevo, il più universale che l’arte occidentale abbia mai prodotto.

    Munch. La rivoluzione espressionista. Al Candiani di Mestre il grido dell’arte moderna

    Novembre 4, 2025

    ArtVerona presenta la ventunesima edizione: nuove sezioni e programma collezionisti internazionale

    Aprile 15, 2026

    Galleria Nazionale delle Marche: un’estate di arte, musica e poesia a Palazzo Ducale

    Agosto 5, 2025
    Stay In Touch
    • Instagram
    • Spotify
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    Most Popular

    Pietro Rotari, il pittore dei volti e delle nobili fanciulle russe

    Novembre 30, 20251.001 Views

    Vita, opere e influenza di un maestro del Divisionismo italiano

    Dicembre 8, 2025823 Views

    Chi era Pascal Dagnan-Bouveret? Biografia completa del grande pittore realista

    Novembre 23, 2025603 Views
    Our Picks

    Galleria Nazionale di Cosenza: un viaggio nell’arte italiana a Palazzo Arnone

    Giugno 7, 2026

    Angelo Dall’Oca Bianca: la poetica del quotidiano e il trionfo della luce

    Giugno 7, 2026

    Gustav Klimt: vita, stile e opere del maestro della Secessione viennese

    Giugno 6, 2026
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    Siamo una rivista di riferimento nel mondo dell’arte, appassionati e appassionate a tutte le forme di espressione creativa. Scrivici per collaborazioni o comunicati stampa: info@spaziarte.it

    Instagram YouTube Spotify WhatsApp Last.fm
    • Contatti
    • Pubblicita’
    • Privacy Policy
    • Sostienici
    © 2026 Tela Narrante

    SPAZI ARTE Viale S. Lavagnini, 70 - 50129 Firenze (FI), Italia | P.IVA 01908060476 | N. REA FI-682005

    Designed by[DIGITALE]

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.