Dal 7 maggio al 19 giugno 2026 Camilla Prini Gallery presenta la nuova mostra personale di Neva Bergemann, un progetto espositivo che riunisce 16 opere, di cui 12 inedite, e che segna un ulteriore sviluppo della ricerca dell’artista sul rapporto tra uomo, natura e memoria del paesaggio mediterraneo.
Dopo il successo della precedente personale del 2023, dedicata alla figura dell’ulivo come simbolo di resilienza e continuità culturale, Neva Bergemann torna a Milano con un corpus di lavori che amplia e approfondisce il suo linguaggio visivo. L’ulivo rimane elemento centrale della sua poetica: talvolta isolato, come icona di resistenza e solitudine, talvolta ripetuto in gruppo, a evocare una dimensione comunitaria e condivisa. A questo nucleo si affiancano nuove immagini legate alla Grecia, terra d’adozione dell’artista, che diventa sempre più spazio mentale oltre che geografico.
La mostra esplora infatti una costellazione di soggetti che derivano dall’osservazione diretta del paesaggio ellenico: muri a secco, frammenti architettonici, elementi naturali minimi come il volo di un insetto o le tracce della luce sulla pietra. Sono dettagli apparentemente marginali che, nella pratica di Neva Bergemann, assumono una forte densità simbolica, diventando segni di una relazione profonda tra natura e civiltà.

Il linguaggio dell’artista si riconosce immediatamente per la sua essenzialità formale. L’uso della grafite su ampi campi di bianco assoluto crea un equilibrio tra presenza e assenza, tra materia e vuoto, dove ogni elemento sembra emergere con estrema precisione e al tempo stesso con estrema leggerezza. La scelta di lasciare lo spazio privo di riferimenti geografici definiti contribuisce a sospendere le immagini in una dimensione senza tempo, accentuando quella che la critica ha definito una “bellezza discreta”, mai ostentata ma profondamente evocativa.
Elemento distintivo del suo lavoro è anche la frattura compositiva, una soluzione che interrompe la continuità dell’immagine e introduce un dinamismo interno che guida lo sguardo dello spettatore. Questa tensione tra equilibrio e rottura diventa una delle chiavi interpretative della mostra, che si muove costantemente tra stabilità e trasformazione, memoria e percezione.
Il Mediterraneo, nelle opere esposte, non è rappresentato come semplice scenario, ma come spazio vivo, stratificato, attraversato da storia e natura. Gli ulivi, le architetture rurali e i segni del paesaggio greco si configurano come elementi di una narrazione visiva che riflette sulla permanenza e sulla fragilità delle forme, sulla capacità della natura di resistere e rigenerarsi nel tempo.
Neva Bergemann, nata a Milwaukee nel 1968, vive e lavora in Grecia, dove dal 2010 è docente presso l’Hellenic International Studies in the Arts. Oltre alla sua attività artistica, ha fondato il programma Artists on the Move, che unisce pratica in studio ed esplorazione en plein air delle isole greche, promuovendo un approccio diretto al paesaggio e alla cultura locale. La sua ricerca si sviluppa così in un continuo dialogo tra esperienza vissuta e trasposizione grafica, tra osservazione e sintesi.

Dal 2023, anno della sua prima mostra personale con la galleria, Neva Bergemann è diventata una presenza centrale nel programma di Camilla Prini Gallery, partecipando a progetti espositivi, fiere e iniziative curate che hanno contribuito a consolidare la sua visibilità nel panorama contemporaneo internazionale.
La nuova personale milanese si presenta dunque come un ulteriore capitolo di un percorso coerente e in continua evoluzione, in cui il disegno diventa strumento di indagine sul mondo e al tempo stesso forma di contemplazione. Attraverso la sottrazione e la precisione del segno, Neva Bergemann costruisce un universo visivo rarefatto ma intensamente poetico, capace di restituire la complessità del rapporto tra uomo e natura nella sua dimensione più essenziale.
