Proprio di fronte alla pieve romanica di Sant’Andrea, con il celebre pulpito di Giovanni Pisano del 1301, il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni si impone come una tappa fondamentale per chi desidera esplorare la scena artistica moderna e contemporanea a Pistoia. Il palazzo, appartenuto alla nobile famiglia Fabroni fino al 1842, ospita la collezione permanente di arte moderna e contemporanea del Comune, costituita da fondi civici originari, acquisizioni e donazioni, offrendo un itinerario che attraversa quasi un secolo di produzione artistica, dagli anni Venti del Novecento fino ai giorni nostri.
Il percorso museale è organizzato in modo cronologico e tematico, permettendo al visitatore di seguire l’evoluzione dei linguaggi artistici nel corso del Novecento e di confrontarsi con le diverse sperimentazioni materiali e concettuali. Il pianoterra accoglie il pubblico con spazi informativi, tra cui una video-installazione che racconta la storia dell’edificio e delle collezioni, fino al giardino retrostante recentemente trasformato in un’area espositiva contemporanea. In questa zona si trova anche la sezione dedicata al Novecento artistico pistoiese, che abbraccia gli anni Venti fino alla fine degli anni Sessanta, con opere che documentano la ricca vitalità della scena locale.
Al primo piano, il percorso si sviluppa intorno al grande salone centrale a doppio volume, identificato come spazio privilegiato per la riflessione sull’arte, grazie anche alla monumentale Scultura d’ombra di Claudio Parmiggiani, che si staglia sulle pareti come elemento centrale dell’esperienza visiva. Qui sono allestite le sale monografiche dedicate a figure chiave dell’arte pistoiese come Mario Nigro, Fernando Melani, Gualtiero Nativi e Agenore Fabbri, mentre le sale collettive ospitano opere donate al Comune da artisti che hanno partecipato alle esposizioni a Palazzo Fabroni dal 1990 in poi.
Questo percorso consente di scoprire movimenti e sperimentazioni di grande rilevanza come Arte Povera, Concettuale, Minimal Art, Poesia visiva, mostrando come i linguaggi artistici si siano rinnovati nel corso dei decenni, spesso attraverso materiali inusuali e approcci radicali. Gli undici ritratti fotografici di artisti di Aurelio Amendola, distribuiti tra le varie sale, completano l’esperienza, offrendo un ritratto intimo e visivo delle personalità che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea a Pistoia e in Italia.
Il secondo piano del museo è interamente dedicato alle mostre temporanee, permettendo di accogliere progetti sperimentali e rassegne tematiche che integrano la collezione permanente con opere di artisti contemporanei emergenti e affermati, ampliando così le prospettive culturali e offrendo continui spunti di riflessione per il pubblico.
Sul retro del palazzo, lo spazio esterno è stato completamente riorganizzato tra il 2019 e il 2021, trasformandosi in un vero e proprio giardino d’autore contemporaneo, recentemente arricchito dall’installazione di sound art “SOUND LIFE”, che rende l’esperienza museale immersiva anche all’aperto, coinvolgendo i sensi e creando un dialogo innovativo tra arte, architettura e natura.
Rinnovato nel suo assetto complessivo e fulcro del rapporto fra la città e il contemporaneo, Palazzo Fabroni appare oggi il vero e proprio Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia, come il fascino e la bellezza dell’edificio (basti pensare alla magnifica enfilade di porte corrispondenti alla scenografica facciata curvilinea) si meritano. Una destinazione verso la quale, nel corso dell’ultimo decennio, si sono orientati l’adesione (2009) all’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI)
Il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni non è solo una collezione di opere, ma un vero laboratorio di cultura e sperimentazione, capace di raccontare la storia artistica pistoiese e al contempo dialogare con il panorama internazionale. Grazie alla combinazione di collezioni permanenti, mostre temporanee e installazioni contemporanee, Palazzo Fabroni offre al visitatore un’esperienza completa e dinamica, in cui passato e presente artistico si intrecciano, rendendo il museo un punto di riferimento imprescindibile per l’arte moderna e contemporanea in Toscana.
