Nelle sale del Palazzo Reale, nel cuore di Milano, la mostra Metafisica/Metafisiche si presenta come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del 2026. Visitabile dal 28 gennaio al 21 giugno, l’esposizione propone un percorso immersivo che attraversa uno dei movimenti più influenti del Novecento italiano, esplorandone non solo le origini ma anche le molteplici trasformazioni nel tempo.
Con oltre trecento opere provenienti da importanti musei, archivi e collezioni private, la mostra non si limita a raccontare la nascita della Metafisica, ma ne indaga l’impatto su diversi linguaggi espressivi: dalla pittura alla fotografia, dall’architettura al cinema, fino alla moda e al design. Il risultato è un affascinante dialogo tra epoche e discipline, capace di restituire tutta la vitalità di una poetica ancora oggi sorprendentemente attuale.
Il cuore del percorso è dedicato a Giorgio de Chirico, fondatore della pittura metafisica. Le sue celebri piazze silenziose, popolate da statue, ombre allungate e architetture sospese, rappresentano un punto di svolta nella storia dell’arte: immagini che evocano una realtà enigmatica, dove il tempo sembra fermarsi e lo spazio assume una dimensione mentale. I suoi manichini, privi di identità, diventano simboli universali di alienazione e introspezione.
Accanto a De Chirico, la mostra approfondisce il contributo di Carlo Carrà, che sviluppò una Metafisica più solida e costruttiva, fatta di forme essenziali e silenzi sospesi; di Giorgio Morandi, capace di trasformare oggetti quotidiani in presenze cariche di mistero attraverso nature morte di straordinaria intensità; e di Filippo De Pisis, la cui sensibilità lirica introduce una dimensione più intima e poetica.
Fondamentale anche la presenza di Alberto Savinio, figura poliedrica che, tra pittura, scrittura e musica, contribuisce a espandere la Metafisica in una dimensione narrativa e visionaria. La sua opera rappresenta un ponte tra arti diverse, anticipando molte delle contaminazioni tipiche della contemporaneità.
L’eredità della Metafisica emerge con forza nella seconda parte del percorso, dove il dialogo si apre agli artisti che ne sono stati influenzati. Tra questi spiccano René Magritte, Salvador Dalí e Max Ernst, protagonisti del Surrealismo, movimento che condivide con la Metafisica il senso di spaesamento e la tensione verso dimensioni oniriche e inconsce.
Ma il percorso non si ferma alle avanguardie storiche. La mostra dimostra come l’immaginario metafisico abbia continuato a influenzare artisti e creativi anche nella seconda metà del Novecento e oltre. Dalla Pop Art di Andy Warhol fino alla fotografia di Gabriele Basilico e Mimmo Jodice, passando per l’architettura di Gio Ponti e Paolo Portoghesi.
Interessante anche il dialogo con il cinema contemporaneo, con richiami alle atmosfere sospese e visionarie di registi come Paolo Sorrentino e Tim Burton, che dimostrano quanto la Metafisica continui a vivere nell’immaginario visivo odierno.
