Un importante intervento di restauro e valorizzazione ha riportato al pubblico il Mausoleo di Sant’Elena e le Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro, due tra i più significativi patrimoni archeologici e religiosi di Roma. L’opera, promossa e coordinata dal Ministero della Cultura (MIC) attraverso la Soprintendenza Speciale di Roma e in collaborazione con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, rientra nel progetto PNRR Caput Mundi, volto a rendere accessibili e sicuri i luoghi di cultura storica e artistica della Capitale.

Il Mausoleo di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino e probabilmente vera ispiratrice dell’Editto di Milano del 313 che garantiva la libertà di culto ai cristiani, rappresenta non solo un simbolo del V Municipio e del quartiere Tor Pignattara, ma anche una meta di pellegrinaggio per i fedeli. Gli interventi di restauro hanno riguardato il consolidamento della struttura, la messa in sicurezza antisismica e il restauro del portale, garantendo stabilità e fruibilità a lungo termine. L’accessibilità è stata potenziata attraverso l’installazione di rampe e montascale per i piani superiori, pannelli tattili e guide video in LIS, oltre alla realizzazione di ricostruzioni 3D dell’edificio per i visitatori non vedenti. Anche la cartellonistica è stata progettata per rispondere alle esigenze di tutti i pubblici.

Le Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro, con oltre 87 ambienti affrescati, costituiscono uno dei più preziosi depositi di arte paleocristiana di Roma. Grazie al progetto, è stata realizzata una passerella in vetro sopraelevata all’interno della cripta dei 40 Martiri di Sebaste, permettendo di osservare il complesso sistema di sepolture privilegiate, mentre il ripristino dell’antico passaggio sotterraneo del 1769 ha creato un circuito di visita integrato tra Mausoleo e Catacombe, con ingressi e uscite separati per una migliore gestione dei flussi di visitatori. Il nuovo collegamento verticale in acciaio, dotato di illuminazione indiretta, consente al pubblico di adattare lo sguardo alle tonalità delicate delle gallerie catacombali, offrendo un’esperienza immersiva e coinvolgente.
L’opera del MIC, attraverso la Soprintendenza Speciale di Roma, ha inoltre permesso di valorizzare i reperti archeologici emersi durante gli scavi, tra cui numerose lapidi degli equites singulares Augusti, esposte lungo il percorso di visita. Il progetto ha curato anche la revisione dell’illuminazione e la creazione di spazi funzionali alla gestione dei visitatori e alla guida dei gruppi, rendendo la visita più sicura e fruibile per tutti.

Il restauro e la valorizzazione del Mausoleo e delle Catacombe rappresentano un esempio concreto di come il MIC e le istituzioni culturali possano intervenire per preservare il patrimonio storico e artistico italiano, garantendo al tempo stesso accessibilità e partecipazione. Grazie a questi interventi, Tor Pignattara, un quartiere periferico di Roma, si conferma come luogo di grande valore archeologico e culturale, pronto ad accogliere sia i pellegrini che i visitatori appassionati di storia e arte. La riapertura del complesso segna un passo importante nella diffusione della conoscenza e della fruizione del patrimonio paleocristiano, confermando l’impegno dello Stato e del MIC nella tutela e valorizzazione dei tesori culturali della Capitale.
