Maurizio Cattelan: provocatore e poeta dell’arte contemporanea
Maurizio Cattelan (Padova, 1960) è uno degli artisti italiani più conosciuti al mondo. Il suo linguaggio unisce ironia, provocazione e simbolismo, con opere che vanno dalla banana “Comedian” al dito medio gigante “L.O.V.E.” in Piazza Affari.
La sua cifra stilistica è ribaltare i codici visivi e i simboli della tradizione, costringendo lo spettatore a guardare il mondo con un punto di vista scomodo, spesso sarcastico, ma sempre denso di significato.
“Novecento” (1997): il cavallo che non tocca mai terra
Tra le opere più iconiche di Cattelan c’è Novecento (1997), spesso chiamata semplicemente “Il Cavallo”: un cavallo imbalsamato, sospeso al soffitto tramite un’imbragatura in pelle, con il collo reclinato e le zampe tese verso il pavimento senza mai raggiungerlo.
- Anno: 1997
- Materiali: cavallo in tassidermia, imbragatura in pelle, corda
- Dimensioni: ca. 200 × 70 × 270 cm
- Collocazione attuale: Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea (Rivoli, Torino)
L’installazione è un potente cortocircuito visivo: da un lato la memoria gloriosa del cavallo nei monumenti equestri, dall’altro la sua immobilità forzata, simbolo di un’energia bloccata.

Significato e interpretazione dell’opera
1. Monumento equestre capovolto
Cattelan stravolge la tradizione dei monumenti equestri, sostituendo la celebrazione dell’eroe con un’immagine di resa e vulnerabilità.
2. Metafora del Novecento
Il titolo allude a un secolo carico di contraddizioni: progresso e tragedie, ideali e fallimenti. Il cavallo sospeso diventa metafora di un’epoca esausta.
3. Natura morta contemporanea
Come in una vanitas moderna, la tassidermia blocca la vita, trasformando un animale potente in un simbolo silenzioso di stasi e fine.
4. Dialogo con lo spazio
Pensata per dialogare con soffitti storici e architetture solenni, l’opera acquista un forte impatto quando collocata in ambienti che amplificano il contrasto tra nobiltà e caduta.
Dove vedere “Novecento” oggi
L’opera è parte della collezione permanente del Castello di Rivoli, uno dei principali musei di arte contemporanea in Italia. Periodicamente viene riallestita in mostre temporanee e prestata a istituzioni internazionali, come avvenuto al Blenheim Palace nel 2019.
Perché è un’icona dell’arte contemporanea
“Novecento” è entrata nell’immaginario collettivo perché racchiude la poetica di Cattelan: semplicità formale, potenza concettuale, ironia amara. È una scultura che non si limita a essere vista, ma obbliga chi guarda a interrogarsi sul senso stesso del monumento, della memoria e del progresso.
