Alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia la prima monografica italiana dedicata al pittore fiammingo
Misterioso, affascinante, sfuggente: così possiamo definire Matthias Stom, uno dei più originali interpreti del naturalismo caravaggesco del Seicento. Nonostante un corpus di oltre 250 opere, spesso di grande formato e di notevole impatto scenografico, la biografia dell’artista resta avvolta nel mistero: non conosciamo con certezza il luogo e la data di nascita – si ipotizza intorno al 1600 –, né il luogo e la data della morte, avvenuta comunque dopo il 1645. Persino il suo cognome è stato oggetto di dibattito: oggi la critica concorda sul nome “Stom” grazie al ritrovamento di rare firme autografe, dopo decenni di uso della forma “Stomer”.

Per fare luce sulla sua vicenda umana e artistica, Fondazione Brescia Musei presenta la mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, la prima monografica italiana a lui dedicata e la seconda mai realizzata a livello mondiale dopo quella di Birmingham del 1999. L’esposizione, in programma dal 19 settembre 2025 al 15 febbraio 2026 presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, è curata da Gianni Papi, uno dei massimi esperti di pittura caravaggesca, e promossa dal Comune di Brescia con il sostegno di BTL Banca del Territorio Lombardo e Regione Lombardia.
Un percorso unico tra opere inedite e prestiti eccezionali
L’occasione per la mostra nasce dal comodato di due dipinti inediti – La negazione di san Pietro ed Esaù che vende la primogenitura a Giacobbe – provenienti da una collezione privata bresciana. Le due tele, già appartenute alla storica collezione Scotti giunta a Bergamo nel 1791, rappresentano un prezioso tassello per ricostruire il periodo romano dell’artista (circa 1625-1634), in cui Stom elabora il suo linguaggio naturalistico sotto l’influsso di Gherardo delle Notti.
Grazie a questo importante arricchimento, il percorso espositivo riunisce tutte le opere di Matthias Stom presenti in Lombardia, per un totale di 12 dipinti, e include anche la monumentale pala d’altare di Chiuduno (BG) con l’Assunzione della Vergine, visitabile in loco.

Tra i prestiti più significativi figurano opere da collezioni private bergamasche (Incredulità di san Tommaso, Dedalo mette le ali a Icaro, Guarigione di Tobia, Cristo fra i dottori), tre dipinti dall’Accademia Carrara di Bergamo – tra cui due notturni e un intenso San Giovanni Battista – e il grande Giuseppe Flavio predice a Vespasiano che diventerà imperatore, dalla chiesa di Santa Maria Assunta a Soncino (CR), recentemente restaurato.
Un artista errante tra Fiandre, Roma, Napoli e Sicilia
Il percorso in Pinacoteca ricostruisce le tappe della carriera di Matthias Stom, dalla formazione fiamminga – dove il contatto con Rubens sembra avere influenzato la sua tavolozza luminosa – al periodo romano, fondamentale per la sua maturazione artistica, fino agli anni napoletani e siciliani. Particolarmente affascinante è il capitolo siciliano: a Palermo, tra il 1639 e il 1643, l’artista ottiene un successo clamoroso e realizza grandi pale d’altare e tele di forte impatto teatrale, come l’Incredulità di san Tommaso oggi esposta alla Pinacoteca Tosio Martinengo. L’uso drammatico della luce artificiale e la resa intensa dei primi piani diventano la sua cifra stilistica più riconoscibile.
Un allestimento immersivo su Matthias Stom
L’esposizione, progettata dall’architetto Valter Palmieri, si inserisce all’interno del percorso permanente della Pinacoteca nella sezione del Seicento, creando un dialogo tra le opere di Stom e la collezione museale. L’allestimento costruisce una vera e propria “parentesi caravaggesca” che collega idealmente la pittura rinascimentale e quella settecentesca, offrendo al visitatore un’esperienza immersiva nella poetica del chiaroscuro.
Eventi, catalogo e approfondimenti
In occasione dell’inaugurazione, venerdì 19 settembre 2025, la mostra sarà visitabile gratuitamente da tutti e alle 17.30 si terrà una visita guidata speciale. L’esposizione è accompagnata da un catalogo Skira che raccoglie un centinaio di capolavori dell’artista provenienti da musei e collezioni internazionali, e da un dossier Giunti curato da Gianni Papi, che offre una lettura critica aggiornata sulla figura di Stom.
Un progetto di respiro internazionale
Come sottolinea la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, questa rassegna conferma la capacità del sistema museale cittadino di proporre iniziative culturali di altissimo livello. Anche Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei, ribadisce il valore dell’operazione, nata dalla generosità di un collezionista privato e trasformatasi in una straordinaria occasione di studio e valorizzazione.
Con Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Brescia offre al pubblico e agli studiosi la possibilità di approfondire la conoscenza di un artista complesso, capace di coniugare il naturalismo caravaggesco con una sensibilità luministica di matrice fiamminga. Una mostra imperdibile per chi ama il Seicento, il caravaggismo e i grandi enigmi della storia dell’arte.
BRESCIA | PINACOTECA TOSIO MARTINENGO DAL 18 SETTEMBRE 2025 AL 15 FEBBRAIO 2026
