Nato a Figline Valdarno nel 1837 in una famiglia modesta, Egisto Sarri manifestò sin da giovanissimo una spiccata inclinazione per il disegno. Entrò all’Accademia di Belle Arti di Firenze a soli undici anni, sostenuto economicamente dalla comunità locale. Dopo gli studi di base, si formò con Giuseppe Bezzuoli, maestro del romanticismo storico, e successivamente con Antonio Ciseri, noto per l’impostazione rigorosa delle sue opere a soggetto religioso e storico. Nonostante i premi ottenuti, Sarri dovette affrontare per anni grandi difficoltà economiche, accettando commissioni modeste e sottopagate.
I primi riconoscimenti
Nel 1857 Egisto Sarri partecipò a un concorso accademico con il dipinto Lorenzo de’ Medici che sfugge al pugnale dei congiurati nella sagrestia del Duomo di Firenze. Sebbene non premiata, l’opera segnò un primo momento di visibilità. Nel 1861, in occasione dell’Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti, presentò nuovamente un ritratto di Lorenzo de’ Medici, che venne acquistato da un collezionista.
Tra ritratti illustri e scene pompeiane
Nel 1863 Vittorio Emanuele II gli commissionò la tela Corradino di Svevia che ascolta la condanna a morte, rimasta incompiuta. Dallo stesso anno, Sarri intraprese una lunga carriera come ritrattista, spesso basandosi su fotografie, come nel Ritratto di Gioacchino Rossini (1866), nel Ritratto di Vittorio Emanuele II (circa 1870, oggi a Palazzo Pitti) e nel Ritratto di Giuseppe Verdi. Parallelamente, realizzò affreschi e lavori decorativi a Firenze, per poi rivolgersi dal 1875 al mercato francese e inglese, dove incontrarono grande fortuna i suoi quadri ispirati alla vita domestica pompeiana.

Gli ultimi anni e l’eredità
Negli anni Ottanta Egisto Sarri tornò a cimentarsi con soggetti storici, come nella tela Jacopo Guicciardini che rimprovera Clemente VII (1880), non accettata all’Esposizione di Torino, o in Alessandro de’ Medici che rapisce una monaca, oggi al Palazzo Pretorio di Figline Valdarno. A lui furono affidati anche sipari teatrali, affreschi e pale d’altare per chiese minori. Nel 1900 partecipò al concorso Alinari con l’Apoteosi della Madonna e nel 1901 realizzò il suo Autoritratto, oggi conservato agli Uffizi. Nello stesso anno, a novembre, l’artista si spense. Suo figlio Corrado Sarri (1866-1944) seguì le sue orme, dedicandosi soprattutto all’illustrazione di libri per ragazzi. Luigi Egisto Sarri rimane un pittore significativo dell’Ottocento italiano, capace di coniugare la tradizione accademica con aperture verso il mercato internazionale. I suoi ritratti e le sue scene pompeiane continuano a rappresentare un’interessante testimonianza del gusto e della sensibilità artistica di fine secolo.
