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    Home»Mostre ed Esposizioni»Lee Miller: tra arte e storia, il genio della fotografia americana arriva a Torino
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    Mostre ed Esposizioni

    Lee Miller: tra arte e storia, il genio della fotografia americana arriva a Torino

    RedazioneBy RedazioneOttobre 3, 2025Updated:Ottobre 20, 2025Nessun commento4 Mins Read
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    Il Centro Italiano per la Fotografia – CAMERA celebra i suoi primi dieci anni con una grande mostra dedicata a Lee Miller, fotografa americana il cui lavoro ha lasciato un segno indelebile nella storia della fotografia del XX secolo. La rassegna, curata dal direttore artistico Walter Guadagnini, presenta oltre 160 immagini, molte delle quali inedite, provenienti direttamente dai Lee Miller Archives.

    Lee Miller, Miss Lee Miller (Acconciatura di Dimitry) Lee Miller Studios, Inc., New York, USA, 1932 © Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved.leemiller.co.uk
    Lee Miller, Miss Lee Miller (Acconciatura di Dimitry) Lee Miller Studios, Inc., New York, USA, 1932
    © Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved.leemiller.co.uk

    Nata a Rochester, New York, nel 1907, Lee Miller iniziò come modella per Vogue negli anni ’20, ma ben presto la sua vocazione artistica la portò dietro l’obiettivo. Influenzata dal surrealismo europeo, collaborò con grandi maestri come Man Ray, sviluppando uno stile unico che coniuga intimità e audacia, poesia e documentazione.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale, Lee Miller si distinse come fotografa di guerra, entrando nei campi di concentramento e documentando la liberazione di Dachau e altre atrocità naziste. Le sue immagini, potenti e struggenti, raccontano la realtà con uno sguardo al tempo stesso empatico e rigoroso, capace di far riflettere sul ruolo della fotografia come strumento di memoria e denuncia.

    Copyright LeeMiller
    Copyright LeeMiller Archives Nusch Éluard seduta su un’auto. Golfe Juan, Francia, 1937
    © Lee Miller Archives, England 2025. All rights reserved. leemiller.co.uk

    l percorso espositivo si concentra sull’intensa attività tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento dell’autrice americana, ponte ideale tra gli Stati Uniti – la sua terra natale – l’Europa, dove si trasferisce ancora giovane e dove decide di stabilirsi – prima a Parigi e poi in Inghilterra – e anche l’Africa, dove trascorre alcuni anni della sua intensa vita. Di origine statunitense (nasce a Poughkeepsie, nello Stato di New York, nel 1907), Lee Miller si sposta a Parigi alla fine degli anni Venti con la determinazione di diventare una fotografa, tanto da convincere Man Ray ad accoglierla come assistente nel suo studio.

    Da questo momento inizia la sua vera e propria carriera, e continua una vita fatta di incontri e scelte eccezionali: si avvicina al mondo surrealista, diventando amica e musa ispiratrice di Pablo Picasso, Max Ernst, Paul Éluard, stringe rapporti con artiste del calibro di Eileen Agar, Leonora Carrington, Dorothea Tanning e realizza alcune delle immagini più significative della storia della fotografia surrealista, contribuendo anche alla scoperta della solarizzazione, una tecnica che lei e Man Ray sfrutteranno al meglio. Intorno a metà anni Trenta si sposa e si trasferisce per qualche anno in Egitto, dove realizza immagini di paesaggio dal sapore enigmatico, per poi tornare in Europa alla vigilia del conflitto mondiale.

    Collaboratrice di “Vogue”, realizza per la più celebre rivista di moda non solo i classici servizi dedicati al mondo della haute couture, ma anche – in coincidenza con l’esplosione della Seconda Guerra Mondiale – inattese immagini che uniscono stile e vita quotidiana nella Londra ferita dai bombardamenti tedeschi. È al termine della guerra che Lee Miller realizza i suoi servizi più noti, le tragiche immagini dei campi di concentramento e quelle del disfacimento della Germania nazista, con gli ufficiali suicidi, le fiamme che divorano la dimora estiva di Hitler e le città distrutte. Una serie di scatti ancora pubblicati su “Vogue” e che segnano in maniera indelebile anche la vita di Lee Miller, che dal dopoguerra infatti si ritira insieme al nuovo marito Roland Penrose nella campagna del Sussex, accogliendo lì gli amici artisti, mettendo da parte il suo impegno fotografico fino ad abbandonarlo: ma anche in queste immagini apparentemente solo familiari si legge ancora il genio sovversivo e ironico di una delle più grandi fotografe del XX secolo

    La mostra di CAMERA permette di esplorare due lati della sua carriera: le fotografie personali e artistiche, che rivelano una visione intensa e poetica del mondo, e quelle storiche e documentarie, che testimoniano eventi che hanno segnato il XX secolo. È un’occasione rara per osservare come Lee Miller abbia saputo fondere arte e cronaca, creando un linguaggio fotografico ancora oggi innovativo.

    La mostra su Lee Miller resterà aperta per tutto il periodo dei festeggiamenti per il decimo anniversario di CAMERA, offrendo al pubblico torinese e internazionale la possibilità di immergersi nella vita e nell’opera di una delle fotografe più influenti del secolo scorso.

    2025 Ottobre Piemonte
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    Redazione

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