Dal 17 aprile al 5 luglio 2026, le Antiche cucine di Palazzo Venezia a Roma ospitano la mostra La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino, a cura di Edith Gabrielli. L’esposizione nasce attorno a una preziosa tavola di Piero di Cosimo, concessa in prestito dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini, e si sviluppa come un percorso interdisciplinare capace di intrecciare storia dell’arte, cultura materiale e storia sociale.
Quando realizza la sua Maddalena, alla fine del Quattrocento, Piero di Cosimo è già riconosciuto come uno degli artisti più originali della Firenze rinascimentale. Formatosi nella bottega di Cosimo Rosselli e influenzato da Domenico Ghirlandaio, il pittore elabora un linguaggio personale, arricchito da suggestioni fiamminghe e dall’innovazione leonardesca. Nel dipinto, la figura sacra viene trasposta in una dimensione contemporanea: la Maddalena appare come una giovane donna fiorentina del suo tempo, circondata da oggetti quotidiani che diventano chiave di lettura dell’opera.
Proprio questi elementi – le vesti, il filo di perle, il vaso degli unguenti, il libro e la lettera – aprono uno sguardo sulla vita femminile nel Rinascimento. Da qui prende forma il progetto espositivo, articolato in undici sezioni e sviluppato grazie al contributo di circa trenta studiosi. Il percorso segue tre direttrici principali: l’analisi dell’opera di Piero di Cosimo, il racconto della vita delle donne fiorentine e la valorizzazione delle arti decorative.

La seconda linea tematica accompagna il visitatore lungo le diverse fasi dell’esistenza femminile: dalla nascita all’educazione, dalla vita religiosa al matrimonio, dalla maternità alla gestione della casa. Emergono così storie di donne celebri, come Lucrezia Tornabuoni, accanto a figure meno note, restituendo un quadro ricco e articolato della società fiorentina.
Accanto alla pittura, un ruolo centrale è affidato agli oggetti: tessuti, ceramiche, vetri, gioielli, arredi e strumenti d’uso quotidiano. Queste testimonianze rivelano la straordinaria qualità delle arti decorative rinascimentali, dimostrando come esse condividessero lo stesso valore culturale di pittura e scultura. Lettere, manoscritti miniati, libri di conti e oggetti personali diventano così strumenti narrativi capaci di restituire concretezza alla vita del passato.
La mostra è arricchita da un innovativo apparato multimediale, con video-installazioni e una sala interattiva che permette di scoprire le tecniche di produzione di ceramiche, tessuti, vetri e dipinti. Questo approccio immersivo consente al pubblico di comprendere non solo il valore estetico degli oggetti, ma anche il lavoro, il sapere e le competenze che ne hanno reso possibile la realizzazione.
Palazzo Venezia, con le sue collezioni di arti decorative, rappresenta il contesto ideale per questo progetto, che anticipa il futuro percorso espositivo dedicato al “Fatto in Italia”, dalle radici medievali fino alle soglie del Made in Italy. L’iniziativa si inserisce inoltre in una rete di collaborazioni con musei e istituzioni specializzate, rafforzando una visione ampia e condivisa della valorizzazione del patrimonio.
La mostra offre dunque molto più di una semplice esposizione: è un viaggio nella vita quotidiana, nella cultura e nell’identità delle donne del Rinascimento. Attraverso l’arte e gli oggetti, il passato torna a essere tangibile, restituendo voce e presenza a storie spesso rimaste ai margini della narrazione storica.
