John William Godward (Wimbledon, 9 agosto 1861 – Londra, 13 dicembre 1922) è stato uno dei protagonisti dell’ultima fase del periodo preraffaellita e neoclassico inglese. Seguace delle teorie di Frederic Leighton, il suo stile si avvicina più a quello di Lawrence Alma-Tadema, con cui condivideva la passione per l’architettura classica e le eleganti strutture marmoree. Nella maggior parte delle sue opere, John William Godward raffigura donne in abiti classici o nude su sfondi sontuosi, spesso terrazzi di marmo, ispirandosi alla civiltà romana e, talvolta, a quella greca.
“Campaspe” (1896)
Tra i suoi capolavori spicca “Campaspe”, olio su tela realizzato nel 1896, oggi in collezione privata, con uno studio preparatorio di dimensioni ridotte (36,2 x 19,3 cm). Il dipinto ritrae Campaspe, concubina di Alessandro Magno e modella di Apelle per la sua Afrodite Anadiomene. A partire dal 1896, la rappresentazione di figure femminili della mitologia greco-romana diventa una costante nel lavoro di Godward, come dimostrano opere come Andromeda e Briseide.

La composizione verticale di “Campaspe” è sobria e simmetrica: la modella britannica Lilian “Lily” Pettigrew, già presente in diversi dipinti dell’artista tra il 1887 e il 1900, posa nuda con lo sguardo rivolto allo spettatore. John William Godward evidenzia l’anatomia perfetta del corpo femminile con una luminosità frontale che contrasta con lo sfondo marmoreo.
Secondo la critica dell’epoca, l’opera rappresenta “il nudo più ingegnoso e salutare che abbia abbellito i muri dell’Accademia” (Edward Walford, John Charles Cox e George Latimer Apperson, The Antiquary, E. Stock, 1896). Vern Grosvenor Swanson sottolinea come “dietro la figura nuda appare un mosaico raffigurato meravigliosamente, ma è la figura stessa di Campaspe, con le piccole imperfezioni nella mano destra e nelle spalle, a rendere l’opera straordinaria. È nei dettagli che risiede la vera bellezza”.
“Campaspe” testimonia la maestria di John William Godward nel fondere classicismo e sensualità, creando opere che celebrano l’ideale estetico dell’antichità con grazia e raffinatezza.
