Dal 21 febbraio al 12 aprile 2026 la Mucciaccia Gallery presenta nella sede di Cortina d’Ampezzo (via Cesare Battisti 7) la mostra Brain thinking models and drawings, dedicata a Jan Fabre. L’esposizione riunisce 25 opere – 11 disegni e 14 sculture – offrendo uno sguardo privilegiato sul cuore del processo creativo dell’artista belga, nato ad Anversa nel 1958 e tra le figure più radicali e riconoscibili della scena contemporanea internazionale.
Al centro della mostra c’è il disegno, inteso non come semplice fase preparatoria, ma come strumento primario di pensiero, sperimentazione e conoscenza. Per Fabre il segno è già azione, è già corpo, è già materia. È il luogo in cui l’idea prende forma e si mette alla prova, in un dialogo serrato tra intuizione e controllo.
Le sculture e i lavori su carta costituiscono un vero e proprio laboratorio visivo in cui arte e scienza si intrecciano. Il cervello, organo del pensiero e simbolo della coscienza, diventa metafora della creazione artistica: uno spazio complesso, instabile, attraversato da impulsi contraddittori, ossessioni ricorrenti e improvvise illuminazioni. Non è un caso che Fabre parli spesso di modelli mentali, strutture attraverso cui tentiamo di comprendere il reale, pur sapendo che ogni modello è destinato a essere superato o messo in discussione.

Nelle opere esposte emerge con forza la tensione tra controllo razionale e impulso istintivo. Il gesto si fa ripetizione, accumulo, stratificazione. Il segno si deposita sulla superficie come traccia fisica del pensiero, rivelando il tempo necessario alla costruzione dell’immagine. Precisione ed eccesso convivono in un equilibrio instabile, dove l’ordine sembra sempre sul punto di dissolversi nel caos.
Questa dialettica attraversa tutta la poetica di Fabre: disciplina e metamorfosi, corpo e mente, metodo e immaginazione. L’arte diventa così pratica conoscitiva, vicina per rigore e tensione alla ricerca scientifica. Ogni opera è un esperimento, un tentativo di mappare l’invisibile, di dare forma a ciò che normalmente sfugge allo sguardo.
La mostra propone un’immersione nell’officina mentale dell’artista, dove il risultato finale non è mai disgiunto dal processo che lo ha generato. Le sculture dialogano con i disegni creando un percorso coerente, in cui il cervello non è solo soggetto iconografico ma dispositivo concettuale. È il luogo in cui si incontrano memoria, desiderio, paura, razionalità e istinto.

Visitare Brain thinking models and drawings significa entrare in uno spazio di interrogazione e rischio. Fabre invita lo spettatore a confrontarsi con la fragilità dei propri modelli di pensiero, a riconoscere la complessità che abita ogni atto creativo. L’opera non offre risposte definitive, ma apre domande, suggerisce possibilità, mette in crisi certezze.
Nel contesto di Cortina d’Ampezzo, la mostra assume un valore ulteriore: quello di portare in un luogo simbolo dell’eleganza alpina una riflessione intensa e stratificata sulla mente umana e sui meccanismi della creazione. Un’occasione per scoprire – o riscoprire – uno degli artisti più visionari del nostro tempo attraverso un nucleo di lavori che ne rivela la dimensione più intima e analitica.
Con Brain thinking models and drawings, la Mucciaccia Gallery conferma la propria attenzione verso ricerche capaci di coniugare profondità concettuale e forza visiva, offrendo al pubblico un’esperienza che è al tempo stesso estetica e conoscitiva: un viaggio dentro il cervello, e dunque dentro il mistero stesso dell’arte.
