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    Home»Mostre ed Esposizioni»Il Volto delle Donne a Palazzo Madama: 80 anni di Repubblica tra artiste e Madri Costituenti
    Elisabetta Sirani (1638- 1665), Santa Maria Maddalena in preghiera, 1660 ca., olio su tela, cm 43x32, Bologna, Pinacoteca Nazionale
    Elisabetta Sirani (1638- 1665), Santa Maria Maddalena in preghiera, 1660 ca., olio su tela, cm 43x32, Bologna, Pinacoteca Nazionale
    Mostre ed Esposizioni

    Il Volto delle Donne a Palazzo Madama: 80 anni di Repubblica tra artiste e Madri Costituenti

    RedazioneBy RedazioneAprile 1, 2026Updated:Aprile 1, 2026Nessun commento4 Mins Read
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    Dal 6 marzo al 7 giugno 2026, Palazzo Madama a Roma ospita Il Volto delle Donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti, un’esposizione promossa dal Senato della Repubblica e dal Ministero della Cultura, con l’organizzazione dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria. L’inaugurazione ufficiale si terrà il 4 marzo alla presenza del Presidente del Senato Ignazio La Russa e del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.

    La mostra celebra l’apporto delle donne alla storia artistica e civile italiana, mettendo in dialogo opere di pittrici eccezionali e le ventuno donne che, ottant’anni fa, presero parte ai lavori dell’Assemblea Costituente contribuendo alla stesura della Costituzione. Tra le artiste presenti figurano nomi illustri come Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Rosalba Carriera, Properzia de’ Rossi, Plautilla Nelli, Angelica Kauffman ed Élizabeth Vigée Le Brun.

    Elizabeth Vigée Le Brun, Autoritratto, 1790, olio su tela, 59 x 42 cm, Roma, Accademia Nazionale di San Luca
    Elizabeth Vigée Le Brun, Autoritratto, 1790, olio su tela, 59 x 42 cm, Roma, Accademia Nazionale di San Luca

    L’itinerario espositivo parte dal XV secolo, un periodo in cui poche donne riuscivano a ritagliarsi un ruolo professionale nel mondo dell’arte, e si sviluppa fino ai primi decenni dell’Ottocento, quando la presenza femminile si afferma in ambito accademico e nelle reti artistiche internazionali. Molte artiste, pur dovendo spesso fare affidamento su figure maschili nella committenza, seppero costruire un linguaggio autonomo e riconoscibile, guadagnandosi stima e prestigio. I loro soggetti e la sensibilità nel ritrarre il mondo femminile conferirono originalità e forza alle loro opere, che rimasero nel tempo simboli di emancipazione e talento.

    Plautilla Nelli (1524-1588), Santa Caterina da Siena o santa Caterina de’ Ricci, 1560-1580, olio su tela incollata su tavola, cm 58,5 x 42 x 3 cornice cm 68,5×51,8×7,2, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

    La seconda sezione della mostra è dedicata alle Madri Costituenti, e alle loro storie personali e professionali. Queste ventuno donne, elette il 2 giugno 1946, sono state protagoniste di un processo storico di straordinaria rilevanza, garantendo la partecipazione femminile alla vita pubblica e politica italiana. La mostra intende così sottolineare il legame tra emancipazione culturale e politica, mostrando come la creatività e l’arte possano dialogare con la costruzione della Repubblica.

    Il percorso espositivo raccoglie tredici capolavori provenienti da importanti musei italiani, tra cui il Museo di Capodimonte, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Galleria Corsini, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, la Galleria Nazionale dell’Umbria e il Museo Davia Bargellini di Bologna. I visitatori possono apprezzare non solo la maestria tecnica delle artiste, ma anche le scelte iconografiche che rendono le loro opere testimonianze di autonomia creativa e resistenza alle restrizioni sociali dell’epoca.

    Come sottolinea il Presidente del Senato Ignazio La Russa:

    Ventuno Madri Costituenti e nove Artiste: non è audace accostare e far dialogare questi due gruppi di donne coraggiose. La creazione artistica ha un valore civile e politico e la politica è necessariamente creativa, perché deve costruire le condizioni per la convivenza civile e il progresso sociale.

    Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli aggiunge:

    Le ‘madri costituenti’ rappresentano la prosecuzione di figure femminili che attraversano la storia dell’arte. Ci sono artiste che hanno saputo affermare il talento in circostanze avverse, conquistando libertà e dignità.

    Il catalogo della mostra, pubblicato da Moebius, raccoglie contributi istituzionali, saggi di storici dell’arte e scrittori, schede delle opere e profili biografici delle artiste, insieme alla sezione dedicata alle Madri Costituenti curata dalla Biblioteca del Senato.

    Con Il Volto delle Donne, Palazzo Madama diventa così un luogo di memoria, riflessione e celebrazione, ricordando il ruolo cruciale delle donne nella costruzione della Repubblica Italiana e nell’evoluzione culturale e artistica del Paese, offrendo al pubblico un’esperienza che unisce arte e storia in un percorso unico e coinvolgente.

    Lazio
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