Close Menu
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    What's Hot

    Palazzo di Atlante diventa il Museo Furioso della Rocca Ariostesca

    Marzo 3, 2026

    Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il viaggio nella Magna Grecia e nei Bronzi di Riace

    Febbraio 26, 2026

    La Fortezza di Le Castella, sentinella di pietra sul mare di Calabria

    Febbraio 26, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    • Spazi Arte
    • Ascoltaci su Spotify
    Instagram Spotify Last.fm YouTube WhatsApp
    ACQUISTA
    • HOME
    • MOSTRE ED ESPOSIZIONI
    • RUBRICHE
    • PILLOLE DI STORIA DELL’ARTE
    • EVENTI
    • PODCAST
    TELA NARRANTETELA NARRANTE
    Home»Editor's Picks»Il Velo di polvere
    Evaristo Baschenis
    Evaristo Baschenis, Strumenti musicali con spartito
    Editor's Picks

    Il Velo di polvere

    Stefano IatostiBy Stefano IatostiSettembre 11, 2025Updated:Settembre 15, 2025Nessun commento3 Mins Read
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email Copy Link

    Evaristo Baschenis, bergamasco, è considerato il più grande pittore italiano di nature morte a soggetto musicale. Strumenti musicali con spartito, dipinto fra il 1660 e il 1670 e conservato nell’Accademia Carrara, è uno dei suoi quadri più noti: vi sono raffigurati due liuti, una mandola, un violino e un basso di viola, con la cura estrema dei dettagli che sottintende una conoscenza approfondita di ogni strumento. Erano, come sappiamo da un inventario, oggetti di proprietà dello stesso Baschenis, musico di talento oltre che artista. In un altro famoso dipinto, il pittore bergamasco si ritrae alla spinetta in compagnia di Ottavio Agliardi, un giovane esponente dell’aristocrazia locale, intento a suonare l’arciliuto.

    Osservando Strumenti musicali con spartito, apprezziamo il realismo impeccabile con cui sono restituiti superfici e volumi e il rigore dell’indagine ottica, ma ci colpisce in particolare quel sottile strato di polvere sulla cassa armonica del liuto in primo piano. Una polvere minuta, impalpabile ma comunque dotata di massa e soggetta, come ogni altro corpo, all’attrazione gravitazionale. Perché dipingere la polvere, il velo che appanna la lucentezza della vernice sulle doghe di tasso?

    Evaristo Baschenis, Strumenti musicali con spartito
    Evaristo Baschenis, Strumenti musicali con spartito, Olio su tela, 108x75cm

    Come in ogni Vanitas, natura morta a carattere simbolico, che allude alla caducità dell’esistenza, la polvere evoca lo scorrere del tempo, il tempo di un’intera vita e il tempo racchiuso nell’esecuzione del quadro. La polvere sottintende la durata: un quadro sopravvive quasi sempre all’artista, al committente, all’epoca in cui è stato dipinto, ai suoi criteri estetici, ai suoi valori. La polvere sottolinea il silenzio, l’immobilità degli strumenti e delle loro corde, un’armonia dissolta o che deve ancora prodursi. L’orgoglio del liutaio, il virtuosismo del musico, l’operosità dell’artista, tutto è destinato infine al silenzio, proprio come un accordo o un contrappunto, le cui vibrazioni svaniscono un attimo dopo la conclusione del brano.

    C’è da chiedersi se, nell’opera in questione, il Prete Evaristo abbia voluto alludere a una composizione in particolare, da eseguire con quello specifico organico strumentale. Baschenis non rende leggibile lo spartito: un modo per sottintendere la vacuità dell’arte musicale, il suo carattere fuggevole e inconsistente? Una sorta d’implicita condanna per la musica strumentale, futile poiché non destinata alla funzione sacra?

    Evaristo Baschenis suonava regolarmente in un ensemble ed era pratico, verosimilmente, della nuova tecnica del basso continuo, ma quale musica si ascoltava a Bergamo intorno alla metà del Seicento? Il compositore di maggior rilievo era Giovanni Legrenzi, bergamasco di Clusone. Di nove anni più giovane del Baschenis, anche Legrenzi venne ordinato sacerdote e fu organista nella basilica di Santa Maria Maggiore, prima di trasferirsi a Ferrara e quindi a Venezia, dove divenne maestro di cappella nella basilica di San Marco raggiungendo la fama sia come compositore di musica sacra sia come operista.

    A Venezia, nel 1655, vennero date alle stampe le sue Sonate a due e a tre op. 2. Fra queste, è notevole la sonata n. 1, detta La cornara. I quattro tempi in cui è divisa sono ben caratterizzati tematicamente e dal punto di vista ritmico: al primo in stile fugato, con l’imitazione dei due violini e del basso, segue una variazione in tempo ternario, un breve movimento cantabile e infine la ripresa del tema d’esordio, prima della cadenza finale. Non sappiamo se il Prete Evaristo e i suoi amici “dilettanti di musica” l’abbiano mai eseguita, ma ci piace immaginare quella stessa sala, scena fissa delle sue nature morte, mentre risuona delle note di Legrenzi. Per quanto effimero e fugace, per quanto vano e sfuggente, il piacere della musica d’insieme è fra i più degni di essere provati.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Stefano Iatosti

    Stefano Iatosti è nato e risiede a Roma. Laureato in filosofia, ha compiuto studi musicali diplomandosi in didattica della musica. Per molti anni si è occupato di arte contemporanea collaborando con alcune gallerie romane. Ha scritto testi critici, fra gli altri, per Devabil Kara, Emin Koc, Fevzi Karacoc, Melker Garay, Brahim Achir, Micou Rouziés e Pasquale Nero Galante. Sulla scorta dei suoi interessi per l’etnomusicologia, ha costituito nel 2021 con Silvia Bilotti il duo Arkesia, registrando “The Wheel of the Year” (Azzurra music, 2021) un concept album sui miti e le ritualità stagionali celtiche e germaniche e “Celtic Whispers” (Maxi sound, 2025) che ripropone alcuni brani tradizionali dell’area celtica. Di recente è tornato a scrivere di arte contemporanea per la rivista Globus e di antropologia culturale per le riviste Etnie e La rivista culturale.

    Leggi Anche

    Carlotta Paola Brovadan nominata direttrice regionale dei Musei nazionali della Toscana

    Febbraio 22, 2026

    A San Vincenzo nasce il museo dedicato a Giampaolo Talani nella Torre simbolo della città

    Febbraio 6, 2026

    Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS: un centro delle arti contemporanee nel cuore di Lecce

    Gennaio 24, 2026

    Capitale Italiana della Cultura: Agrigento chiude il 2025 e consegna a L’Aquila la cultura italiana

    Gennaio 11, 2026

    Il destino di Pinocchio tra arte, menzogna e identità

    Gennaio 11, 2026

    Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026: un laboratorio aperto per il futuro

    Gennaio 9, 2026

    Comments are closed.

    Demo
    Novità

    Palazzo di Atlante diventa il Museo Furioso della Rocca Ariostesca

    Marzo 3, 20262 Views

    Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il viaggio nella Magna Grecia e nei Bronzi di Riace

    Febbraio 26, 20262 Views

    La Fortezza di Le Castella, sentinella di pietra sul mare di Calabria

    Febbraio 26, 20262 Views
    Demo
    Da Non Perdere
    Editor's Picks

    Palazzo Colonna a Roma: un capolavoro di arte, architettura e collezionismo nobiliare

    Nel cuore di Roma, Palazzo Colonna rappresenta un unicum tra dimore nobiliari e collezioni d’arte. Custode di capolavori dal XIV al XVIII secolo, il palazzo offre uno straordinario itinerario tra pittura, arazzi, affreschi e decorazioni barocche, testimoniando la storia artistica e politica della famiglia Colonna e il ruolo di Roma come centro culturale europeo.

    Giuseppe Penone: Scavare la memoria della natura

    Gennaio 22, 2026

    Mimmo Jodice: il poeta della fotografia italiana

    Agosto 21, 2025

    Cesare Viazzi e Fanciulla con ciliegie: tra realismo e poesia del quotidiano

    Marzo 10, 2025
    Stay In Touch
    • Instagram
    • Spotify
    Iscriviti alla Newsletter
    Termini e condizioni
    Most Popular

    Pietro Rotari, il pittore dei volti e delle nobili fanciulle russe

    Novembre 30, 2025978 Views

    Vita, opere e influenza di un maestro del Divisionismo italiano

    Dicembre 8, 2025787 Views

    Chi era Pascal Dagnan-Bouveret? Biografia completa del grande pittore realista

    Novembre 23, 2025584 Views
    Our Picks

    Palazzo di Atlante diventa il Museo Furioso della Rocca Ariostesca

    Marzo 3, 2026

    Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il viaggio nella Magna Grecia e nei Bronzi di Riace

    Febbraio 26, 2026

    La Fortezza di Le Castella, sentinella di pietra sul mare di Calabria

    Febbraio 26, 2026
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    Siamo una rivista di riferimento nel mondo dell’arte, appassionati e appassionate di tutte le forme di espressione creativa. Scrivici per collaborazioni o comunicati stampa: info@spaziarte.it

    Instagram YouTube Spotify WhatsApp Last.fm
    • Contatti
    • Pubblicita’
    • Redazione
    • Privacy Policy
    © 2026 Tela Narrante

    SPAZI ARTE Viale S. Lavagnini, 70 - 50129 Firenze (FI), Italia | P.IVA 01908060476 | N. REA FI-682005

    Designed by[DIGITALE]

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.