Nel cuore di MADE Expo 2025, la seconda giornata di Agorà Restauro – lo spazio curato da Assorestauro in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Milano e la Scuola d’Arte Muraria – ha messo al centro il tema del restauro nella città di Milano. Un appuntamento che ha riunito imprese, specialisti e professionisti per raccontare i principali cantieri che negli ultimi anni stanno contribuendo a ridefinire l’identità del capoluogo lombardo. In una città in continua trasformazione, il restauro non rappresenta più solo tutela e conservazione, ma si inserisce come elemento strategico nei processi di rigenerazione urbana.
Durante l’incontro, le imprese associate ad Assorestauro – Cooperativa Archeologia, Leonardo, Magistri, Piacenti e Riva – hanno illustrato alcuni degli interventi più significativi oggi in corso a Milano, offrendo uno spaccato prezioso su metodologie, scoperte, criticità e nuove forme di valorizzazione del patrimonio.
A partire dagli scavi della Linea M4, Cooperativa Archeologia ha presentato un lavoro che ha richiesto un delicato equilibrio tra esigenze infrastrutturali e tutela dei ritrovamenti archeologici lungo la cerchia dei Navigli. Le operazioni hanno incluso il recupero e il restauro delle strutture rinvenute, oltre alla complessa dislocazione e successiva ricollocazione di diversi monumenti interferenti con i cantieri, poi restituiti ai loro siti originari. Un intervento che racconta come la grande opera pubblica possa dialogare con la memoria storica della città.

Un altro progetto emblematico è quello illustrato dalla dottoressa Gabrielli di Leonardo, dedicato al restauro conservativo delle facciate interne del cortile d’onore della Pinacoteca di Brera. Si tratta di un raro esempio di “restauro del restauro”, che ha coinvolto superfici originali e parti ricostruite nel secondo dopoguerra secondo il progetto di Portaluppi. Le analisi preliminari hanno permesso di definire un intervento calibrato sui materiali e sui diversi livelli di degrado. Particolarmente rilevante la gestione del cantiere in un museo sempre aperto al pubblico, resa possibile grazie all’uso di protocolli specifici, materiali sostenibili e soluzioni tecniche a bassissimo impatto.
Magistri ha invece raccontato il lungo percorso di collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria del Carmine, iniziato con il restauro delle cappelle interne e oggi focalizzato sulla facciata della chiesa. Un lavoro costruito nel tempo sulla fiducia reciproca tra committenza, progettisti e restauratori, che testimonia l’importanza della continuità negli interventi sul patrimonio storico.
Tra i cantieri più complessi spicca il restauro del Tiburio del Duomo di Milano, illustrato da Silvia Starinieri di Piacenti. Dal 2018 l’impresa è impegnata nella pulitura delle superfici in marmo di Candoglia e delle 60 statue del tiburio, un’operazione accompagnata da approfondite analisi diagnostiche che hanno permesso anche inaspettate scoperte sulle finiture originali. Mentre il cantiere si avvicina alla conclusione, il lavoro promette di restituire nuova leggibilità a uno degli elementi più iconici della cattedrale.

Infine, Riva ha portato l’attenzione sul patrimonio architettonico moderno, presentando due interventi simbolo del Novecento milanese: il Palazzo Luraschi, affacciato su Porta Venezia e oggi in restauro, e la Chase Manhattan Bank progettata dallo studio BBPR negli anni Sessanta. Due esempi che dimostrano come il restauro dell’architettura moderna richieda la stessa cura e attenzione riservata ai monumenti storici, ma con materiali e tecniche compatibili con strutture in ferro e acciaio.
Le testimonianze raccolte ad Agorà Restauro mostrano una Milano che cresce senza dimenticare le proprie radici. Attraverso interventi complessi, innovativi e fortemente multidisciplinari, la città continua a costruire il proprio futuro valorizzando ciò che la rende unica: la capacità di integrare storia, architettura e innovazione in un dialogo continuo. Un percorso nel quale il restauro si conferma protagonista, non solo conservando il passato, ma contribuendo a immaginare la Milano di domani.
