Jean-Antonie Watteau nasce nel 1684 a Valenciennes, l’esordio di Watteau come pittore avvenne attorno al 1694 presso l’artista Jacques Albert Gérin (un artista locale che lavorava nella tradizione fiamminga). Si trasferisce a Parigi dove è impiegato presso un mercante di immagini devozionali nel negozio di Pont Notre-Dame, dove copia immagini di santi e dipinti nordici. Nel 1708 Watteau inizia a collaborare di Claude Gillot e poi con Claude Audran III (conservatore del Palais du Luxembourg), studia le opere di Peter Paul Rubens ed esegue decori per diverse dimore parigine. Edme-François Gersaint in Figures de différents caractères, de Paysages, et d’Etudes dessinèes d’après nature par Antonie Watteau:
“Egli non conosceva altri piaceri se non quello di esaminare continuamente e addirittura copiare tutti i pezzi dei più grandi maestri, cosa che ha contribuito non poco a conferirgli quel gran gusto che si osserva in molte sue opere.”

Nel 1709 partecipa al concorso Prix de Rome, indetto dall’Accademia, arrivando al secondo posto con un’opera di cui non abbiamo conoscenza. Viene ammesso successivamente all’Accademia con l’opera Pellegrinaggio all’isola di Citera (Louvre, Parigi). L’amico, collega e coinquilino Nicholas Vleughels su richiesta dello stesso Watteau scrive a Rosalba Carriera per ottenere un incontro con lei. Nel 1719-1720 si trova sicuramente in Inghilterra dove conosce la Carriera, ma è ormai gravemente malato di tubercolosi. Nonostante la malattia, continua a lavorare per risollevarsi economicamente. Watteau non si era mai sposato e non aveva un’abitazione propria, soggiornava presso amici e committenti. In segno di ringraziamento dell’ospitalità, presso la casa di Edme-François Gersaint, Watteau realizza l’insegna per il negozio d’arte a Pont Notre-Dame dell’amico. Nel febbraio del 1721 riceve una nuova visita di Rosalba Carriera, che lo ritrae in un’opera identificabile con il pastello di Treviso. Muore il 18 luglio 1721 a Noget-sur-Marne, a soli trentasette anni.
Insegna di Gersaint
Watteau realizza nel 1720, in solo otto giorni, l’Insegna (166 x 306 cm, Castello di Charlottenburg, Berlino) per il negozio d’arte Au grande Monarque a Pont Notre-Dame dell’amico e estimatore Edme-François Gersaint. L’opera fu così tanto apprezzata da essere venduta dopo solo due settimane a un collezionista, nel 1748 venne acquisita da Federico il Grande di Prussia che se ne era innamorato vedendo un’incisione dell’Insegna realizzata da Jean-Baptiste Joseph Pater.

L’opera è una miscela sofisticata di fantasia e di realtà: i personaggi non sono dei ritratti ma soggetti realizzati dallo stesso artista che sembrano danzare nell’opera. L’interno del negozio è pieno di clienti, sulla sinistra mentre un facchino completa la scena, un commesso stacca dalla parete uno specchio e un imballatore ripone in una cassa un ritratto di Luigi XIV che è stato venduto. Al centro un uomo tende la mano ad una fanciulla in eleganti abiti. Sulla destra una coppia di schiena studia con attenzione un dipinto ovale a soggetto mitologico presentato dal venditore, mentre la commessa attira su uno specchio l’attenzione di tre giovani.

Tra i dipinti sulle pareti si riconoscono libere citazioni di opere di Antoon Van Dyck, Paolo Veronese, Frans Snyders e Jacopo Bassano, in oltre in alto a destra troviamo la trascrizione letterale del Mercurio e Argo di Jocob Jordaens. La presenza di numerosi specchi è un chiaro rimando di Watteau del narcisismo degli aristocratici avventori. Nelle opere di Watteau vi è quasi sempre presente un virtuosismo del doppio senso, nell’imballaggio del quadro di Luigi XIV si può leggere una doppia accezione: la conclusa epoca del del re Sole e del rimando al nome del negozio Au grande Monarque.