Il Labirinto della Masone inaugura il periodo natalizio con un evento di grande rilevanza culturale: l’arrivo, dal 27 novembre 2025, dell’opera Le Ballon (La Mongolfiera), attribuita all’atelier di Francisco Goya. Il dipinto, databile tra il 1816 e il 1824, giunge a Fontanellato grazie a uno scambio istituzionale con il Musée des Beaux-Arts di Agen, che per alcuni mesi ospiterà il ritratto della Duchessa d’Aiguillon proveniente dalla Collezione Franco Maria Ricci. È un dialogo tra istituzioni che arricchisce entrambe le realtà, portando il pubblico a confrontarsi con nuovi immaginari e a riscoprire il patrimonio già custodito dal Labirinto.
L’opera che raggiunge la collezione FMR raffigura un pallone aerostatico che si innalza sopra un paesaggio impervio, segnato da gole rocciose e truppe in movimento. L’atmosfera rarefatta, dominata da un cielo sconfinato, contrasta con l’agitazione della scena terrestre. Sospesi nell’aria, due personaggi sventolano bandiere, suggerendo un episodio legato alla Guerra d’Indipendenza spagnola. È un’immagine di meraviglia e inquietudine insieme, che ben rispecchia lo spirito dell’epoca e il fascino ambiguo che il volo esercitava sull’immaginario romantico.

L’arrivo di Le Ballon non è casuale, ma risuona profondamente con la visione estetica di Franco Maria Ricci. La mongolfiera è infatti un motivo ricorrente nelle sue pubblicazioni e nei suoi progetti editoriali: dalla collana delle Guide Impossibili al celebre numero 5 della rivista FMR, l’aerostato appare come simbolo di elevazione, di leggerezza, di sogno. Il suo valore metaforico – l’ascesa verso un altrove, la possibilità di guardare il mondo da una prospettiva insolita – si intreccia con l’identità stessa del Labirinto, luogo che invita a perdersi per ritrovarsi, a cambiare direzione, a osservare la realtà con occhi rinnovati.
L’esposizione temporanea dell’opera permette dunque ai visitatori di rileggere la collezione permanente con un nuovo sguardo. Il ritratto della Duchessa d’Aiguillon, partito per la Francia, riappare idealmente nel racconto visivo offerto da Goya e dal suo atelier, creando un ponte tra culture, epoche e sensibilità. È un modo per sottolineare come il collezionismo sia, per Ricci, un atto di connessione più che di accumulo, un gesto di ospitalità intellettuale che continua a vivere anche dopo la sua scomparsa.
Il Labirinto della Masone, con i suoi oltre 300.000 bambù che compongono uno dei dedali verdi più estesi al mondo, si conferma così non solo un luogo da attraversare, ma un vero centro di ricerca estetica e culturale. L’arrivo di Le Ballon arricchisce l’offerta del periodo invernale e invita a un’esperienza che unisce arte, natura e immaginazione. Nel periodo che precede il Natale, il dipinto di Goya diventa un ideale simbolo di ascesa: un invito a sollevarsi sopra la quotidianità per scoprire nuove prospettive, proprio come accade inoltrandosi tra i sentieri del Labirinto. Un viaggio nello sguardo, prima ancora che nello spazio.
