Dal 29 novembre 2025 al 15 febbraio 2026 il Mirad’Or di Pisogne, il suggestivo padiglione affacciato sulle acque del lago d’Iseo, dedica una mostra a Jerry Zeniuk, uno dei protagonisti della pittura fondamentale e tra le figure più autorevoli della ricerca contemporanea sul colore. “Jerry Zeniuk. Il colore”, curata da Simona Spinella con la supervisione di Flaminio Gualdoni e il coordinamento di Marco Lagorio, riunisce dieci opere — tre delle quali inedite — capaci di restituire la profondità meditativa che attraversa da sempre la poetica dell’artista tedesco.
Nato nel 1945 a Bardowick da una famiglia di rifugiati ucraini e cresciuto negli Stati Uniti, Zeniuk porta nella sua pittura un’idea radicale: il colore non come elemento decorativo ma come esperienza autonoma, linguaggio capace di parlare direttamente all’interiorità dello spettatore. “Oggi la pittura è libera”, afferma l’artista. “Se ci si immerge nell’immagine, si possono fare esperienze che non sono sentimentalismi né cliché, ma qualcosa che nasce dall’interno. È un processo meditativo, paragonabile a un’esperienza religiosa”.

La mostra si sviluppa in un doppio percorso: da un lato gli spazi del Mirad’Or, sospesi tra architettura contemporanea e natura; dall’altro la Chiesa del Romanino, luogo simbolico dell’arte sacra in Valcamonica. Questo dialogo tra acqua e pietra, luce naturale e spazio liturgico, fa risuonare le opere di Zeniuk in un ambiente che ne amplifica la vocazione spirituale.
Tra i lavori esposti spicca Senza titolo n. 85 (1981), esempio emblematico della pittura fondamentale: qui il colore sembra farsi sostanza trattenuta, vibrazione compressa tra espansione e limite. Diversa ma complementare è la grande tela Senza titolo (2001), installata nella chiesa del Romanino: i segni si dispongono come presenze libere, sospese nello spazio, invitando lo spettatore a una relazione intima e immersiva, quasi un attraversamento.
La ricerca di Zeniuk, costruita in oltre quarant’anni di lavoro, si fonda su punti, campiture, incastri di colore che diventano elementi primari del pensiero visivo. La forma non deriva dal mondo esterno, ma da un’elaborazione interiore che trasforma i principi della pittura in atti di conoscenza. Non sorprende che l’artista, protagonista della celebre mostra Fundamental Painting allo Stedelijk Museum nel 1975 e della documenta 6 nel 1977, continui a essere considerato un riferimento imprescindibile per le generazioni più giovani.

60 x 60 cm
© Jerry Zeniuk
Courtesy ABC – ARTE Genova, Milano
“L’arte deve essere senza tempo e attuale”, scrive Zeniuk nel suo libro How to Paint. “Attuale per rimanerlo, senza tempo per accompagnarci mentre invecchiamo”. La mostra di Pisogne sembra incarnare proprio questa doppia tensione: il colore come materia viva, immediata, e allo stesso tempo come luogo di durata, capace di restare oltre le contingenze.
Il progetto espositivo rappresenta la seconda tappa del programma culturale internazionale ideato dal comitato scientifico del Mirad’Or, presieduto da Flaminio Gualdoni e realizzato in collaborazione con ABC-ARTE Genova e Milano e con il Comune di Pisogne. Una scelta che conferma la vocazione del museo a diventare un punto di riferimento per una riflessione ampia e contemporanea sulla pittura.
In un tempo dominato da immagini rapide e consumate, l’opera di Jerry Zeniuk invita a un gesto semplice e radicale: fermarsi, respirare, lasciarsi attraversare dal colore. Non per interpretarlo, ma per viverlo. In fondo, come suggerisce l’artista, la pittura è ancora uno dei pochi luoghi in cui possiamo incontrare noi stessi.
Jerry Zeniuk nasce nel 1945 a Bardowick, al confine tra Germania Est e Ovest. Figlio di rifugiati ucraini, emigra con la famiglia negli Stati Uniti nel 1950, in una piccola città chiamata Loveland, in Colorado, vicino a Denver. Dopo aver conseguito un Master in Fine Art presso l’Università del Colorado di Boulder, Zeniuk si trasferisce a New York dove, nel 1972, la galleria Paley & Lowe ospita la sua prima mostra personale. Nel 1975 partecipa all’importante mostra Fundamental Painting allo Stedelijk Museum di Amsterdam, che definisce la pittura minimalista contemporanea. Partecipa anche alla mostra Abstraction Analytique all’ARC-Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris.
Zeniuk prese parte all’iconica documenta 6 del 1977 a Kassel, Germania. Nel 1999 la sua prima grande retrospettiva itinerante è esposta dalla Städtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco di Baviera, al Kunstmuseum Winterthur, in Svizzera, 2004 alla Staatliche Kunsthalle Karlsruhe. Dal 1992 al 2010 è professore presso la Akademie der Bildende Künste a Monaco di Baviera. Sue opere sono nelle principali istituzioni come Wiesbaden Museum, Germania, Louisiana Museum of Modern Art, Humblebaek, Danimarca, Virginia Museum of Fine Arts e The Maslow Collection, a Shaverton, Pennsylvania, negli Stati Uniti. Il suo lavoro è rappresentato da Annemarie Verna a Zurigo, dalla Slewe Galerie ad Amsterdam e dalla galleria ABC – ARTE in Italia.
