Il legame tra Igor Mitoraj e la Toscana è stato molto più di una scelta artistica: è stata una vera e propria storia d’amore. Lo scultore di origine polacca, scomparso nel 2014, arrivò a Pietrasanta nel 1983, attratto dal marmo di Carrara e dalla vitalità culturale del borgo versiliese. Qui trovò la sua casa, il suo atelier e la sua ultima dimora, tanto da chiedere di essere sepolto proprio nella città che, nel 2001, lo accolse conferendogli la cittadinanza onoraria.
“Ho la nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice, una sorta di paradiso perduto,” scriveva Mitoraj. “Ho bisogno di una certa bellezza, questa mi fa vivere.” Ed è proprio questa ricerca di bellezza che oggi possiamo ripercorrere in Toscana, tra le sue opere disseminate in città d’arte e piccoli borghi.
Il Tindaro screpolato al Giardino di Boboli – Firenze
Nel cuore del Giardino di Boboli, nei pressi del prato dei Castagni, si erge il “Tindaro screpolato”: un volto monumentale e al tempo stesso fragile, donato dall’artista alla città. Il nome richiama il re di Sparta, padre di Clitemnestra e, secondo alcuni, anche di Elena. Come molte opere di Mitoraj, questa scultura evoca la classicità e ne restituisce l’essenza frammentata: un monito sul tempo che passa e sulla resistenza della bellezza.
Il Grande sonno al Teatro del Silenzio – Lajatico (Pisa)
A Lajatico, il paese natale di Andrea Bocelli, sorge il Teatro del Silenzio, un anfiteatro naturale che ogni anno ospita un unico spettacolo. Al centro di questa suggestiva cornice si trova “Il Grande sonno”, una scultura monumentale di Mitoraj raffigurante un volto umano assorto in un sonno eterno. L’opera, nata come scenografia per una rappresentazione di Manon Lescaut, è stata poi donata dallo scultore, diventando simbolo stesso di questo luogo sospeso tra arte e natura.
L’Angelo caduto in Piazza dei Miracoli – Pisa
Nel 2014, per celebrare i 950 anni della Cattedrale di Pisa, Igor Mitoraj fu il primo artista contemporaneo a esporre le proprie opere nella celebre Piazza dei Miracoli. Tra le sculture presentate, l’“Angelo caduto” divenne subito iconica. L’opera, donata alla città, oggi si trova ai piedi della Torre pendente e continua a sorprendere i visitatori con il suo mix di sacralità e inquietudine.
Il Centauro e la lunetta di Sant’Agostino – Pietrasanta
Pietrasanta è il cuore pulsante dell’eredità di Mitoraj. In piazza Centauro, l’omonima scultura accoglie chi visita il borgo, testimoniando il legame profondo tra l’artista e questa città che egli amava chiamare “la mia piccola Atene”. A pochi passi, nella chiesa di Sant’Agostino, si può ammirare la lunetta in bronzo con l’Annunciazione, collocata nel 2013: un’opera che intreccia spiritualità e rigore classico.
Il Torso alato – Greve in Chianti (Firenze)
Nel cuore del Chianti, in piazza Matteotti a Greve, troneggia il “Torso alato”. La scultura, priva di testa e arti, si ispira ai reperti archeologici dell’antichità e sembra dialogare con la storia e il paesaggio circostante. Un’opera che unisce Grecia, Egitto e Italia in un’unica visione sospesa tra mito e memoria.
Verso la Fondazione Igor Mitoraj
Nei prossimi anni, Pietrasanta ospiterà la Fondazione Igor Mitoraj, che accoglierà una collezione di oltre 70 opere dell’artista, trasformando la città in un vero e proprio museo a cielo aperto. Un nuovo capitolo per mantenere viva la voce di uno scultore che ha saputo fondere classico e contemporaneo come pochi altri.
La Toscana, con le sue piazze e i suoi giardini, resta così la tela più autentica su cui Mitoraj ha inciso la sua poetica del frammento.
