C’è un’idea che attraversa Tessere d’Arte. Intrecci tra materia e creazione: che il confine tra produzione industriale e ricerca artistica non sia un muro, ma una soglia. E che attraversarla, in entrambe le direzioni, produca qualcosa che né l’industria né l’arte avrebbero potuto fare da soli. Dal 29 aprile al 31 luglio 2026, la Fondazione Dino Zoli di Forlì raccoglie nove anni di questo attraversamento in una mostra dedicata alla Fiber Art, a cura di Nadia Stefanel.

IN EVIDENZA

Compie novant’anni e li celebra con una delle mostre più attese della stagione internazionale dell’arte. Lee Ufan, maestro coreano-giapponese del silenzio, del gesto e della materia, è protagonista di una grande personale a SMAC Venice — San Marco Art Centre — evento collaterale ufficiale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. Aperta dal 9 maggio 2026, la mostra curata da Jessica Morgan, direttrice “Nathalie de Gunzburg” di Dia Art Foundation, è un viaggio attraverso sei decenni di una carriera che ha ridefinito il rapporto tra corpo, spazio, tempo e pittura.

C’è chi muore e resta. Andrea Pazienza è di quelli. A trent’anni dalla scomparsa, il suo tratto brucia ancora, i suoi personaggi parlano ancora, le sue tavole fanno ancora male — nel modo buono, quello che ti lascia qualcosa addosso. Il MAXXI di Roma gli dedica una mostra monumentale che è insieme omaggio, riscoperta e atto d’amore verso uno degli artisti più visionari che l’Italia abbia mai avuto.

C’è un’arte che non si limita a decorare le pareti, ma ambisce a ricucire i fili invisibili tra le civiltà, le stelle e il destino umano. È quella di Rita Sabo, artista internazionale nata nel Caucaso settentrionale e cresciuta tra Gerusalemme, la Svizzera e Londra, che torna in Italia con un progetto straordinario presentato in parallelo alla Biennale di Venezia 2026.

Mostre in Toscana

C’è un filo che attraversa tutto il lavoro di Anna Perach — e non è solo quello del tufting, la tecnica con cui crea le sue sculture tessili. È il filo che collega il folklore slavo all’antropologia coloniale, la fiaba alla critica patriarcale, il tappeto al corpo migrante. Dal 14 maggio al 12 luglio 2026, Firenze ospita la sua prima personale istituzionale in Italia: Dis/Enchanted Interiors, prodotta da MAD Murate Art District e Fondazione MUS.E, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, a cura di Veronica Caciolli e Valentina Gensini.

Un’onda da osservare dall’interno. Non dagli scogli, non dalla riva: dall’acqua stessa, con una macchina fotografica stretta tra le mani e il mare che cambia tutto intorno. È questa la prospettiva di BLU – Behind Lens Underwater, il nuovo progetto artistico delle Gallerie Bellina di Pietrasanta che, dal 2 maggio al 23 agosto 2026, porta in Via P.E. Barsanti la potenza del surf, la luce del Mediterraneo e la tradizione artigiana versiliese fusa con l’arte contemporanea.

C’è un luogo a Firenze dove il teatro incontra il cinema, dove l’opera lirica dialoga con la grande fotografia di scena, dove i bozzetti di un genio convivono con le lettere scritte a mano a Maria Callas o a Luchino Visconti. Quel luogo è la Fondazione Franco Zeffirelli – Centro delle Arti dello Spettacolo, custode di un patrimonio artistico e culturale unico al mondo, testimonianza viva di una carriera che ha attraversato oltre sette decenni di storia dello spettacolo internazionale.

C’è chi usa il fumetto per raccontare storie e chi lo usa per interrogare il mondo. Piero Macola appartiene alla seconda categoria: il suo segno grafico non intrattiene soltanto, disturba, fa domande scomode, porta il lettore nei luoghi che preferirebbe non guardare. Lavoratori stranieri sfruttati lungo il Po, memorie coloniali dimenticate, una Venezia distopica che affoga sotto il peso delle migrazioni e dei confini. Paesaggi di vita — la mostra che Palazzo Blu dedica a Macola dal 25 aprile all’8 novembre 2026 — è molto più di una retrospettiva: è un invito a stare dentro le fratture del presente con gli occhi aperti.

LUOGHI DELLA TELA

Ci sono luoghi che resistono al tempo non per inerzia, ma per vocazione. Palazzo Querini Stampalia è uno di questi: un edificio che sorge nel sestiere di Castello, a pochi passi da Campo Santa Maria Formosa, e che da oltre centocinquant’anni custodisce una delle istituzioni culturali più vive e coraggiose di Venezia. Non un museo pietrificato nel proprio splendore, non un archivio chiuso alla città: la Fondazione Querini Stampalia è invece un organismo in continua evoluzione, capace di tenere insieme la bellezza del passato e la curiosità del presente, le collezioni aristocratiche e l’architettura contemporanea, la memoria e la sperimentazione. Un luogo dove entrare è sempre, in qualche modo, un atto di scoperta.

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C’è una soglia che separa il chiostro dal mondo. La attraversi e il rumore della città resta fuori. Il MUST — Museo Storico della Città di Lecce — occupa uno dei complessi architettonici più affascinanti del centro storico: l’antico Monastero di Santa Chiara, fondato intorno al 1430 e trasformato nei secoli da luogo di clausura a spazio pubblico, fino alla sua rinascita come museo della memoria collettiva leccese.

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Dal 27 settembre 2025 al 1° febbraio 2026, la Reggia di Venaria ospita una mostra unica dedicata a Fernand Léger e ai Nuovi Realisti, tra cui Yves Klein, Niki de Saint Phalle e Keith Haring. Un percorso che esplora il colore, l’oggetto quotidiano e l’arte pubblica, invitando il pubblico a vivere un’esperienza artistica coinvolgente e accessibile a tutti.

EMILIA ROMAGNA

C’è un’idea che attraversa Tessere d’Arte. Intrecci tra materia e creazione: che il confine tra produzione industriale e ricerca artistica non sia un muro, ma una soglia. E che attraversarla, in entrambe le direzioni, produca qualcosa che né l’industria né l’arte avrebbero potuto fare da soli. Dal 29 aprile al 31 luglio 2026, la Fondazione Dino Zoli di Forlì raccoglie nove anni di questo attraversamento in una mostra dedicata alla Fiber Art, a cura di Nadia Stefanel.

Dal 27 novembre 2025 il Labirinto della Masone accoglie Le Ballon (La Mongolfiera), straordinaria opera dall’atelier di Francisco Goya. Il dipinto, protagonista di uno scambio istituzionale con il Musée des Beaux-Arts di Agen, arricchisce il percorso espositivo della Collezione Franco Maria Ricci e offre ai visitatori un nuovo sguardo sulla visione estetica e simbolica del celebre editore e collezionista.

LAZIO

Roma ha un nuovo spazio dedicato alla fotografia, e per inaugurarlo ha scelto uno dei maestri assoluti del Novecento. Il Centro della Fotografia Roma apre i battenti con Irving Penn. Photographs 1939–2007, una mostra che riunisce 109 stampe originali dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi — il risultato di decenni di collaborazione diretta tra la MEP e l’artista. Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026, in Piazza Orazio Giustiniani 4, il pubblico romano ha l’occasione di ripercorrere oltre sessant’anni di una carriera che ha ridefinito per sempre i confini della fotografia di moda, del ritratto e della natura morta.

VENETO

Ordine e disordine. Controllo e caso. Identità e doppio. Sono le tensioni che attraversano tutta la carriera di Alighiero Boetti — uno degli artisti italiani più originali e influenti del dopoguerra — e che tornano al centro di una grande retrospettiva a SMAC Venice, il San Marco Art Centre alle Procuratie di Piazza San Marco. Aperta dal 7 maggio al 22 novembre 2026, in concomitanza con la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la mostra curata da Elena Geuna riunisce circa ottanta opere in otto sale, ripercorrendo più di venticinque anni di una pratica che ha continuamente rimesso in discussione se stessa — e con sé i confini tra autore, esecutore, sistema e gioco.

Compie novant’anni e li celebra con una delle mostre più attese della stagione internazionale dell’arte. Lee Ufan, maestro coreano-giapponese del silenzio, del gesto e della materia, è protagonista di una grande personale a SMAC Venice — San Marco Art Centre — evento collaterale ufficiale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. Aperta dal 9 maggio 2026, la mostra curata da Jessica Morgan, direttrice “Nathalie de Gunzburg” di Dia Art Foundation, è un viaggio attraverso sei decenni di una carriera che ha ridefinito il rapporto tra corpo, spazio, tempo e pittura.

C’è un luogo a Venezia dove la storia si fa spazio al presente senza cedere alla nostalgia. Alle Procuratie di Piazza San Marco — uno degli edifici più carichi di significato dell’architettura veneziana, recentemente restaurato dall’architetto Pritzker David Chipperfield — ha aperto nel maggio 2025 SMAC Venice, il San Marco Art Centre. Un’istituzione giovane, indipendente, sperimentale, che si propone di mettere alla prova i modelli tradizionali di produzione e presentazione dell’arte. E che già nel primo anno di vita ospita, come evento collaterale ufficiale della 61. Biennale d’Arte, una delle mostre più attese della stagione: la grande personale di Lee Ufan, curata da Jessica Morgan per Dia Art Foundation.

C’è un’arte che non si limita a decorare le pareti, ma ambisce a ricucire i fili invisibili tra le civiltà, le stelle e il destino umano. È quella di Rita Sabo, artista internazionale nata nel Caucaso settentrionale e cresciuta tra Gerusalemme, la Svizzera e Londra, che torna in Italia con un progetto straordinario presentato in parallelo alla Biennale di Venezia 2026.