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    Home»Must Read»Hans Makart: il trionfo del colore e della magnificenza nella pittura storica viennese
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    Hans Makart: il trionfo del colore e della magnificenza nella pittura storica viennese

    RedazioneBy RedazioneAgosto 31, 2025Updated:Settembre 15, 2025Nessun commento3 Mins Read
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    Hans Makart è stato uno dei protagonisti indiscussi dell’arte viennese del XIX secolo, celebre pittore, decoratore e membro di spicco del gruppo Ringstrasse. Nato a Salisburgo, iniziò gli studi all’Accademia di Vienna, che però fu costretto a lasciare, completando poi la sua formazione a Monaco di Baviera. I suoi viaggi lo portarono a Londra, Parigi e in Italia, prima di stabilirsi a Roma, prima di tornare a Vienna nel 1869, dove, grazie all’interesse dell’imperatore, ricevette uno studio che divenne presto meta ambita di artisti, musicisti e membri dell’alta società, tra cui Richard Wagner, Franz Liszt e l’imperatrice Elisabetta. La sua arte, caratterizzata da colori intensi e grandiose composizioni, rivoluzionò la cultura artistica viennese e influenzò generazioni di artisti, tra cui Gustav Klimt. Makart fu anche decoratore e costumista, organizzando sontuosi eventi per la corte imperiale che rimangono iconici nella storia della Vienna del XIX secolo. Lo studio di Makart era un laboratorio di creatività totale, arredato con mobili lussuosi e oggetti d’antiquariato, e molti artisti vi lavoravano gratuitamente, contribuendo a creare un vero e proprio laboratorio della cultura viennese.

    Makart
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    Makart non si limitò alla pittura: fu scenografo, designer di interni e costumista, organizzando sontuosi eventi per la corte imperiale, tra cui il celebre corteo per le nozze d’argento dell’imperatore. La sua influenza sulla cultura viennese fu profonda, e tra i suoi allievi spicca Gustav Klimt. La sua morte prematura, nel 1884, fu percepita come la fine di un’epoca.

    Un esempio iconico del suo genio è il monumentale dipinto “L’Ingresso di Carlo V ad Anversa”, realizzato nel 1878 e presentato all’Esposizione Universale di Parigi nel 1879. La tela, gigantesca (520 x 950 cm), celebrava l’imperatore Carlo V, sovrano dei territori americani conquistati dalla Spagna, e già noto come il “monarca del sole che non tramonta mai”. L’opera suscitò grande clamore: durante la sua esposizione al Künstlerhaus di Vienna, furono necessari controlli della polizia per gestire i 34.000 visitatori.

    Il dipinto rappresenta l’arrivo dell’imperatore su un cavallo, accompagnato dalla sua scorta, mentre una schiera di dee nude porta doni preziosi. In primo piano si distingue Hanna Klinkosch, futura principessa di Liechtenstein e modella preferita di Makart, mentre l’artista stesso si inserisce nel corteo. Makart sceglie una composizione prevalentemente verticale, enfatizzando il percorso trionfale di Carlo V, e colori intensi che richiamano il pathos e la magnificenza dei grandi maestri del passato come Tiziano e Rubens.

    Makart

    La scena si ispira a un evento realmente accaduto nel settembre 1520 e fu descritta da Albrecht Dürer nelle sue memorie, con la città di Anversa decorata e un sontuoso banchetto in onore dell’imperatore. Makart, come artista, si prese alcune licenze poetiche: Carlo V è rappresentato con tratti idealizzati e diversi dai ritratti storici, mentre l’uso di figure femminili sensuali richiama la passione dell’imperatore per la bellezza.

    Nonostante il successo iniziale, lo stile “Makartstil”, caratterizzato da una ricchezza decorativa e da un’esuberanza quasi teatrale, fu criticato da alcuni storici e architetti, come Adolf Loos, che definì il decorativismo un crimine. La grande tela fu rimossa, arrotolata e venduta a un collezionista privato, rimanendo in parte dimenticata fino alla fine degli anni ’70, quando il direttore della Kunsthalle di Amburgo, Werner Hoffmann, ne acquistò la versione completa, riportandola all’attenzione del pubblico e consacrandola nuovamente come capolavoro della pittura storica viennese.

    L’arte di Makart resta oggi un simbolo di sfarzo, teatralità e virtuosismo pittorico, in grado di trasportare lo spettatore in un mondo di colori, luci e scenografie grandiose, riflettendo lo spirito di un’epoca in cui la magnificenza e la spettacolarità erano l’essenza stessa della cultura visiva europea.

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