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    Home»Mostre ed Esposizioni»Hannah Levy al Museo Nivola con “Blue Blooded – Sangue blu” tra tecnologia, natura e scultura contemporanea
    Installation view, Hannah Levy, Blue Blooded - Sangue Blu, Museo e Fondazione Costantino Nivola, foto Andrea Mignogna
    Installation view, Hannah Levy, Blue Blooded - Sangue Blu, Museo e Fondazione Costantino Nivola, foto Andrea Mignogna
    Mostre ed Esposizioni

    Hannah Levy al Museo Nivola con “Blue Blooded – Sangue blu” tra tecnologia, natura e scultura contemporanea

    RedazioneBy RedazioneMarzo 30, 2026Updated:Marzo 30, 2026Nessun commento4 Mins Read
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    Il Museo Nivola di Orani presenta Blue Blooded – Sangue blu, la prima personale in Italia dell’artista statunitense Hannah Levy (New York, 1991), curata da Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri. La mostra riunisce un gruppo di nuove sculture ispirate al granchio a ferro di cavallo, o limulo, antico artropode marino il cui sangue blu è impiegato per garantire la sicurezza di vaccini e dispositivi medici. Attraverso il progetto, Levy sviluppa un dialogo con lo spazio dell’ex lavatoio del museo e con la figura di Costantino Nivola, trasformando la lunga navata del Museo Nivola in un ambiente in cui architettura, natura e tecnologia si incontrano, stimolando una riflessione etica sul nostro rapporto con le specie viventi.

    Le sculture di Levy combinano metallo lucidato, silicone e vetro traslucido, generando forme sinuose che evocano animali, insetti e morfologie organiche, con echi di Art Nouveau e design modernista. In un linguaggio che richiama artiste come Meret Oppenheim, Louise Bourgeois e artisti come Robert Gober, Levy fonde estetica industriale e immaginario naturale, creando presenze al tempo stesso seducenti e inquietanti.

    Installation view, Hannah Levy, Blue Blooded - Sangue Blu, Museo e Fondazione Costantino Nivola, foto Andrea Mignogna
    Installation view, Hannah Levy, Blue Blooded – Sangue Blu, Museo e Fondazione Costantino Nivola, foto Andrea Mignogna

    Al centro della mostra, una grande struttura tentacolare in acciaio inox e silicone si erge come tettoia sospesa tra architettura e scheletro fossile, suggerendo un organismo vivo che dialoga con le proporzioni della navata museale. Accanto, sculture in vetro sostenute da artigli metallici colgono corpi in tensione, a metà tra fluido e solido, con vetri blu che testimoniano la trasformazione e la pressione del metallo fuso. Altri lavori, realizzati in alluminio fuso e vetro colato, riproducono i gusci del limulo, enfatizzando il legame tra natura preistorica e pratiche artigianali antiche, come la fusione a cera persa. Gli elementi in acciaio inox simili a chele, installati sulle pareti, afferrano sfere di vetro blu, conferendo all’insieme un’ambiguità sensuale e lievemente inquietante.

    Il granchio a ferro di cavallo diventa il fulcro concettuale della mostra, simbolo di un organismo arcaico e contemporaneo insieme. Considerato un “fossile vivente”, il limulo porta con sé l’impronta della preistoria e un ruolo fondamentale nella medicina moderna grazie al Limulus Amebocyte Lysate (LAL). La cattura e il dissanguamento degli esemplari, pratica oggi eticamente discussa, sollevano interrogativi sui limiti dello sfruttamento delle risorse naturali e sulla responsabilità dell’uomo verso le specie da cui dipende la vita contemporanea.

    Il progetto di Levy si sviluppa in dialogo con l’architettura del Museo Nivola, ex lavatoio di Orani, con il suo tetto a capanna e travi a vista, creando un contrappunto tra rigore spaziale e linee curve delle sculture. Come Nivola, Levy esplora il confine tra arte e architettura, concependo la scultura come esperienza spaziale e pubblica. Ogni opera diventa una presenza vivente, che mette in tensione naturale e artificiale, rigidità e morbidezza, stimolando percezioni sensoriali ed etiche.

    Blue Blooded – Sangue blu mostra la capacità di Levy di costruire universi scultorei in cui tecnologia e natura si intrecciano, proponendo riflessioni sulla fragilità dei sistemi che sostengono la vita e sulla necessità di ripensare il nostro rapporto con il mondo vivente. Le opere esposte trasmettono una tensione poetica e morale, in cui estetica e responsabilità si fondono, rendendo la mostra un’esperienza immersiva e intellettualmente stimolante.

    La mostra è sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Comune di Orani e dalla Fondazione di Sardegna, con il supporto di MASSIMODECARLO, e il catalogo è curato da Allemandi. L’allestimento è realizzato dall’Artigianato e Design di Pietro Fois, con grafica di Heart Studio e stampa di Bioazione di Fabio Milia.

    Date: 28 marzo – 12 luglio 2026 | Sede: Museo Nivola, Via Gonare 2, 08026 Orani (NU)

    Sardegna
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