Dal 30 settembre 2025 al 15 febbraio 2026 la più ampia antologica mai dedicata al maestro milanese del fumetto. Tra fumetto, cinema, musica e moda, l’universo visionario di Crepax rivive in 150 opere, molte mai esposte. Un omaggio al genio che ha trasformato Valentina in un’icona della cultura contemporanea.
Il Museo di Santa Giulia a Brescia celebra uno dei grandi protagonisti della cultura visiva del Novecento con la mostra “Guido Crepax. Sogni, Giochi, Valentina. 1953–2003”, la più ampia antologica mai dedicata all’artista milanese, a vent’anni dalla sua scomparsa.
Promossa dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con l’Archivio Crepax, la mostra riunisce 150 opere — tra tavole originali, bozzetti, disegni, copertine di dischi, progetti pubblicitari e storyboard cinematografici — in un percorso che attraversa cinquant’anni di creatività.
Curata da Alberto Fiz e Ilaria Bignotti, con la collaborazione di Camilla Remondina, l’esposizione racconta Crepax come artista totale: non solo il creatore di Valentina, icona rivoluzionaria del fumetto erotico e psicologico, ma un autore che ha dialogato con tutte le arti — dal cinema alla musica, dal teatro alla moda, dalla pubblicità al design. L’allestimento, ideato dallo Studio Top Tag, promette un viaggio immersivo tra disegni, colori, suoni e proiezioni, con giochi di luci e silhouette che rievocano l’estetica raffinata e onirica del suo universo grafico.

Il percorso si articola in sette sezioni tematiche, che seguono il filo rosso delle ossessioni e delle passioni di Crepax. Il percorso si articola in sette sezioni tematiche, che seguono il filo rosso delle ossessioni e delle passioni di Crepax. Si apre con il suo rapporto con la letteratura e le arti visive, dai rimandi a Stevenson, Kafka e Poe fino alle citazioni di Masolino, Kandinsky e Henry Moore. Prosegue con l’indagine sul sogno e sull’inconscio, dove Valentina diventa strumento per esplorare le ombre della mente e i territori del desiderio. Il legame con il cinema e il teatro emerge attraverso le citazioni di Ėjzenštejn, Fellini, Godard e Kubrick, accanto ai costumi disegnati per Salomé e Lulu. Un’intera sezione, intitolata Il suono dell’immagine, è dedicata alle oltre trecento copertine di dischi firmate da Crepax in quarant’anni, testimonianza del suo profondo legame con la musica. Il percorso si conclude con le tavole ispirate alla storia e ai giochi da tavolo e con il dialogo dell’artista con il mondo della moda e della pubblicità, dove la sua linea elegante e visionaria incontra marchi come Campari, Shell e Terital.
Un intero capitolo è dedicato alle protagoniste femminili nate dalla sua matita: Anita, Bianca, Belinda, Effi e naturalmente Valentina, alter ego e simbolo di libertà, intelligenza e desiderio. Valentina cresce, cambia, invecchia: un personaggio vivo, specchio del costume e della società italiana dal Sessantotto agli anni Novanta.
Ad arricchire la mostra, una selezione di video e documenti inediti, tra cui lettere a Federico Fellini e Louise Brooks, e un catalogo edito da Skira con testi di Fiz, Bignotti, Bartezzaghi e dei figli dell’autore.
Il pubblico potrà inoltre partecipare a visite guidate speciali condotte da Antonio, Caterina e Giacomo Crepax, che racconteranno l’artista attraverso ricordi familiari e aneddoti.

La mostra si svolge in parallelo a “Mondi, viaggi, storie… e poi c’è Jacovitti!”, altra esposizione ospitata al Museo di Santa Giulia, dedicata al genio ironico di Benito Jacovitti.
Due eventi che confermano la volontà di Fondazione Brescia Musei di esplorare l’universo del fumetto e dell’illustrazione come forme d’arte contemporanea, dopo le retrospettive su Lorenzo Mattotti, Victoria Lomasko e Majid Bita.
Come ha dichiarato la presidente Francesca Bazoli, “la grafica è una forma d’arte pienamente autonoma, e Crepax ne è una delle voci più colte e sofisticate”.
Per il direttore Stefano Karadjov, questa antologica “rilegge le tavole di Crepax come opere d’arte a pieno titolo, riconoscendogli un ruolo centrale nella cultura visiva del secondo Novecento”.
Un omaggio, dunque, a un autore che ha saputo trasformare il sogno, l’erotismo e la fantasia in un linguaggio universale. Come ricorda Antonio Crepax, “questa mostra non è solo un tributo, ma un viaggio dentro il suo mondo, fatto di musica, sogni e disciplina quotidiana. Un mondo che continua a parlarci, oggi come allora”.
