Giuseppe Gaetano De Nittis (Barletta, 25 febbraio 1846 – Saint-Germain-en-Laye, 21 agosto 1884) è stato uno dei più importanti pittori italiani dell’Ottocento, capace di unire il verismo italiano con le suggestioni dell’Impressionismo francese. Artista indipendente e cosmopolita, seppe interpretare la modernità del suo tempo attraverso paesaggi luminosi, vedute urbane e ritratti sofisticati.
Gli esordi e la Scuola di Resìna
Fin da giovane, De Nittis mostrò un carattere ribelle e insofferente verso i rigidi metodi accademici. Espulso per indisciplina dall’Accademia di Belle Arti di Napoli, si unì a un gruppo di pittori che praticava la pittura all’aperto nei dintorni di Portici. Nasce così la Scuola di Resìna, con cui De Nittis iniziò a dipingere paesaggi di Napoli, Portici e Barletta, ricercando un realismo immediato e vibrante.

L’incontro con i Macchiaioli
Nel 1866 si trasferì a Firenze, dove frequentò l’ambiente dei Macchiaioli, approfondendo l’uso della luce e del colore a macchie. Dopo aver viaggiato in tutta Italia – da Napoli a Palermo, Roma, Venezia e Torino – si spostò a Parigi nel 1867. Qui conobbe i maestri Ernest Meissonier e Jean-Léon Gérôme e, nel 1869, sposò la parigina Léontine Lucile Gruvelle, che influenzò le sue scelte sociali e lo introdusse nei salotti culturali francesi.

Il successo a Parigi e Londra
La consacrazione arrivò nel 1874 quando De Nittis partecipò alla storica esposizione nello studio del fotografo Nadar, considerata la nascita ufficiale dell’Impressionismo. Espose cinque opere, tra cui Paesaggi presso il Bois, Levar di luna e Campagna del Vesuvio, ricevendo grande apprezzamento.
Lo stesso anno fu a Londra, dove dipinse vedute urbane e scene di vita quotidiana della capitale inglese, raffigurando con sensibilità le atmosfere nebbiose e l’eleganza della società vittoriana.
Riconoscimenti e ultimi anni
Nel 1878 l’Esposizione Internazionale di Parigi consacrò definitivamente la sua fama: fu insignito della Legion d’onore, e il governo francese acquistò la sua opera Le rovine delle Tuileries (originariamente intitolata La Place du Carrousel) per il Museo del Lussemburgo.

Sebbene vicino ai Macchiaioli e agli Impressionisti, De Nittis mantenne sempre uno stile personale, capace di fondere il naturalismo italiano con la modernità parigina. Morì prematuramente nel 1884, a soli 38 anni, lasciando un’eredità artistica che ancora oggi affascina.
Opere in Italia
Molti dei suoi capolavori sono oggi conservati presso la Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” di Barletta, che ospita la più ampia collezione delle sue opere, donata dalla moglie Léontine. Tra i dipinti più celebri visibili in Italia troviamo vedute parigine, ritratti e paesaggi che documentano la sua evoluzione stilistica e il dialogo continuo tra realismo e impressionismo.
