La Galleria Poggiali presenta Táifinakpo’, la prima mostra personale in Italia dell’artista americana Gisela McDaniel, che inaugura il 9 aprile 2026 nella sede milanese. L’esposizione si inserisce in un momento di grande visibilità internazionale per l’artista, in contemporanea con Subvert, Repair, Reclaim al Museum of Fine Arts e con ulteriori progetti previsti nel corso dell’anno presso il Colby Museum of Art e il Museum of Contemporary Art di Detroit.
La pratica artistica di McDaniel si distingue per la capacità di intrecciare memoria ancestrale e questioni sociali contemporanee, restituendo visibilità a narrazioni storicamente marginalizzate. Radicata nella sua eredità nativa americana di origine Choctaw, la sua ricerca pone al centro il tema della memoria intergenerazionale e della trasmissione delle identità culturali.
Il titolo della mostra, Táifinakpo’, introduce fin da subito una dimensione concettuale profonda: traducibile come “senza fine” o “senza morte”, suggerisce una visione del tempo non lineare, ma circolare e persistente, in cui il passato continua a vivere nel presente. Come sottolineato nel catalogo da Sophia Thowinsson, l’identità emerge come un processo dinamico, in continua trasformazione e guarigione.
Elemento distintivo del lavoro dell’artista è l’integrazione di interviste audio, pittura a olio e assemblaggio, attraverso cui le voci dei soggetti ritratti diventano parte integrante dell’opera. McDaniel sovverte così il tradizionale rapporto tra artista e modello, restituendo agency e presenza a persone spesso escluse dai circuiti dominanti dell’arte e della rappresentazione. I soggetti – prevalentemente donne e persone non binarie di origine micronesiana, indigena, asiatica, latina o mista – non sono semplici figure, ma portatori di storie, identità e resistenze.

I ritratti si trasformano in presenze vive anche grazie all’inserimento di pietre semipreziose nelle superfici pittoriche e nello spazio espositivo. Questi elementi rafforzano simbolicamente i temi di protezione, resilienza e connessione spirituale, contribuendo a costruire un’esperienza sensoriale e immersiva.
Concepita appositamente per gli spazi milanesi della galleria, Táifinakpo’ si sviluppa come un’unica installazione composta da tredici opere: tre dipinti di grande formato e dieci lavori su carta. Il percorso invita lo spettatore a muoversi tra immersione e riflessione, entrando in un universo in cui immagine, voce e materia si intrecciano.
La mostra alla Galleria Poggiali rappresenta un’occasione significativa per conoscere il lavoro di una delle voci più interessanti della scena contemporanea internazionale, capace di ridefinire il linguaggio del ritratto e di proporre nuove modalità di ascolto e rappresentazione.
