Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: dal 15 gennaio 2026, Gibellina, nel cuore del Belice, sarà la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Per tutto l’anno, la città siciliana si trasformerà in un vivace laboratorio artistico, animato da mostre, installazioni, performance, residenze creative, spettacoli teatrali, concerti e laboratori per cittadini e visitatori. Il titolo, assegnato per la prima volta in Italia, celebra non solo l’arte contemporanea, ma il suo potere di rigenerazione sociale e culturale, di costruzione di comunità e memoria collettiva.
Non è un caso che la scelta sia caduta su Gibellina. Devastata dal terremoto del 1968, la città ha saputo rinascere dalle proprie macerie grazie a un progetto visionario che ha fatto dell’arte il motore di un nuovo sviluppo. Il Grande Cretto di Alberto Burri, celebre opera di land art realizzata sulle rovine del vecchio paese, è il simbolo di questa rinascita. “
Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 nasce dalla convinzione che l’arte contemporanea non sia soltanto espressione del presente, ma pratica di presenza. Portami il futuro è un invito a confrontarsi con le fratture della contemporaneità, trasformando le crisi in occasioni di cura, scelta e cambiamento
Spiega il direttore artistico Andrea Cusumano.
Il programma, costruito in collaborazione con numerosi comuni della Sicilia occidentale e con reti nazionali e internazionali, offre un calendario ricco e multidisciplinare. Tra le proposte principali, la mostra Domestic Displacement raccoglie opere di William Kentridge, Shirin Neshat, Mona Hatoum, Anna Maria Maiolino, Amalia Pica e altri artisti internazionali, esplorando la poetica dello spostamento. In Colloqui, Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo dialogheranno con nuove generazioni di artisti, mentre il riallestimento dell’opera ambientale di Richard Long, Circle of Life, porterà nuovamente il pubblico a immergersi nella natura e nello spazio urbano.
La primavera vedrà l’avvio di una grande mostra sul Mediterraneo in partnership con il MAXXI, insieme a un’installazione di Philippe Berson, artista francese che ha scelto la Sicilia come luogo di lavoro, e al progetto Prisenti, in cui opere contemporanee dialogano con le tradizioni locali. Ampio spazio sarà dedicato anche al collezionismo, con un omaggio a Peppe Morra e un focus sugli artisti siciliani curato dalla famiglia Galvagno, fondatrice di Elenka.
Le arti performative abiteranno i luoghi simbolo della città e del territorio, interrogando il pubblico sui temi più urgenti dell’attualità. Tra gli artisti protagonisti figurano Regina José Galindo, Roberto Andò, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò, accanto a interventi site-specific come il progetto del collettivo Shaken Grounds – Sismography of Precarious Presences, e a rassegne che intrecciano cinema, musica e arte contemporanea, dalla 45° edizione del Festival Orestiadi alla BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo.
Visitare Gibellina nel 2026 significa entrare in un laboratorio aperto di arte contemporanea, dove la cultura diventa strumento di partecipazione e rigenerazione sociale. L’arte qui non rappresenta il futuro, ma lo mette in atto, creando relazioni, comunità e una bellezza intesa come responsabilità collettiva.
“Un progetto che chiede agli artisti di essere presenti nei luoghi della vita quotidiana e di lasciare un’eredità culturale che vada oltre l’anno del titolo”.
conclude Cusumano.
Per conoscere il programma completo e tutti gli eventi, è possibile visitare il sito ufficiale: https://gibellina2026.it.
