Il Teatro Antico di Taormina, con la sua vista mozzafiato sul mare e sull’Etna, si trasforma in palcoscenico d’eccezione per la grande mostra personale di Jago, intitolata “Gesti Scolpiti”. L’esposizione, inaugurata il 4 settembre 2025 davanti a oltre mille spettatori, resterà aperta fino al 3 maggio 2026, offrendo al pubblico un percorso che intreccia arte contemporanea e memoria millenaria. Organizzata da Aditus e Civita Sicilia, in collaborazione con BAM, la mostra mette in dialogo quattro opere emblematiche dell’artista: Impronta Animale (2012), Memoria (2015), Prigione (2016) e David (2024, bronzo).
Le mani come simbolo di memoria
Le prime tre sculture, realizzate in marmo statuario, ruotano attorno al tema della mano, intesa non solo come strumento di creazione ma anche come autoritratto, impronta viva che attraversa il tempo. In Impronta Animale la mano si fa reperto primordiale, richiamando le pitture rupestri e il gesto dell’uomo che lascia traccia sulla terra. Con Memoria l’impronta scavata nella pietra diventa simbolo di permanenza e ricordo, un segno tangibile della presenza umana. In Prigione, invece, l’immagine di una figura avvolta nelle pieghe del marmo sembra voler emergere dalla materia stessa, in una tensione costante che racconta la lotta per liberarsi da ciò che opprime.
La “David” che viaggia e sfida
Il cuore pulsante della mostra è rappresentato dalla David di Jago, realizzata in bronzo e alta 181 centimetri. Dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, l’opera è approdata a Taormina e oggi domina le tribune del Teatro Antico di Taormina. La figura femminile, con fionda e pietra tra le mani, reinterpreta in chiave contemporanea il mito di David e Golia: un’iconografia che richiama il capolavoro michelangiolesco, ma che si carica di significati legati al coraggio, alla resilienza e alla sfida contro le difficoltà del presente.

Il progetto della David nasce nel 2021 con un bozzetto in argilla, sviluppatosi in varie versioni fino a essere tradotto in bronzo attraverso la tecnica della fusione a cera persa. L’artista è attualmente impegnato nella realizzazione della versione definitiva in marmo di Carrara, alta oltre quattro metri, che costituirà una tappa fondamentale del suo percorso creativo.
Un gesto destinato a far discutere
Durante l’inaugurazione della mostra del Teatro Antico di Taormina, Jago ha sorpreso il pubblico con un’azione destinata a restare impressa nella memoria. Armato di nastro adesivo, ha coperto le nudità e la bocca della sua David, in segno di protesta contro la censura di Meta, che aveva oscurato sui social le immagini dell’opera equiparandole a contenuti pornografici. L’iniziativa ha spiazzato inizialmente i presenti, alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo. Ma una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato del gesto, la provocazione ha raccolto applausi convinti.
“Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi”, ha dichiarato Jago, spiegando il senso della sua azione. Attualmente la scultura rimane esposta con il nastro adesivo e sarà l’artista stesso a decidere quando riportarla al suo aspetto originale.
Un dialogo tra epoche
Con “Gesti Scolpiti” le opere di Jago, potenti e contemporanee, trovano al Teatro Antico di Taormina una cornice che ne amplifica la forza espressiva. In uno spazio che ha visto passare civiltà e storie, i lavori dell’artista si inseriscono come segni scolpiti nel tempo, testimonianze di una necessità creativa che supera i confini delle epoche. La mostra si configura così come un’occasione unica per scoprire l’arte di Jago, capace di fondere tradizione classica e provocazione contemporanea, lasciando in chi guarda un segno tanto potente quanto indelebile.
