Dal 15 settembre 2025 la sede milanese di CUBO – museo d’impresa del Gruppo Unipol – accoglie una nuova protagonista del proprio allestimento permanente Sliding: Germoglio (1991), monumentale scultura in marmo di Gigi Guadagnucci, che subentra a Virgo, Rectangle Twist di Beverly Pepper.
Un maestro del marmo
Nato a Massa nel 1915, Gigi Guadagnucci si forma giovanissimo nelle botteghe scultoree della sua città, apprendendo la sapienza artigianale legata alla tradizione apuana. Dopo l’esperienza della guerra, Guadagnucci sceglie di trasferirsi prima a Grenoble e poi a Parigi, dove dagli anni Cinquanta rimane per oltre vent’anni. È nella capitale francese che entra in contatto con le avanguardie del Novecento europeo, maturando uno stile personale che intreccia classicità e modernità.
Pur dialogando con le correnti del suo tempo, non abbandona mai il marmo: lo plasma con un linguaggio essenziale, fatto di forme pure e di ritmi fluidi, capace di evocare la forza vitale della natura. La sua opera si distingue per un equilibrio raro tra monumentalità e leggerezza, astrazione e memoria figurativa.
Un passaggio di senso in Sliding
Questa rotazione non è un semplice cambio di opere: è il cuore stesso di Sliding, progetto che si fonda sull’idea di mobilità e trasformazione. In mostra convivono linguaggi diversi – dal marmo al neon, dall’acciaio al digitale – in un dialogo continuo che rinnova il senso del patrimonio artistico aziendale e la sua capacità di parlare al presente.

Germoglio, con le sue linee essenziali e il gesto scultoreo ridotto all’essenza, esprime un dinamismo organico che sembra scaturire dalla materia stessa. Nonostante le dimensioni (162x58x47 cm), mantiene una sorprendente leggerezza: una forma che sboccia, sospesa tra astrazione e natura.
Il dialogo con Pepper e gli altri artisti
Il passaggio dall’acciaio di Beverly Pepper al marmo di Guadagnucci non è solo un ricambio, ma una metamorfosi concettuale: dallo slancio verticale e lucente della scultura di Pepper al dinamismo generativo di Germoglio. Due visioni della materia che, pur diverse, condividono la tensione a trasformarla in segno vitale. Accanto a questa nuova presenza di Guadagnucci, restano in mostra opere di artisti di epoche e linguaggi lontani: la mappa ironica di Larry Rivers, le scansioni digitali di Quayola, l’installazione di Stefano Ronci e le surreali illustrazioni botaniche di fuse*. Insieme, compongono un mosaico che attraversa sei decenni di arte, dal dopoguerra alle frontiere del digitale.
Sliding: un museo che cambia pelle
L’idea di Sliding è quella di un’esposizione in continuo movimento, dove le opere non sono cristallizzate in un percorso permanente ma scorrono, si alternano, dialogano tra loro. In questo modo il museo d’impresa di Unipol diventa un organismo vivo, capace di raccontare tanto la storia del collezionismo aziendale quanto le trasformazioni del linguaggio artistico.
Con l’ingresso di Germoglio, la scultura torna ad affermare la sua centralità: non come forma monumentale statica, ma come atto di rigenerazione, testimonianza che anche il marmo, materia antica e resistente, può essere tradotto in visioni moderne e aperte al futuro.
