Dal 15 novembre 2025 al 1° marzo 2026, Venezia rende omaggio a uno dei protagonisti più incisivi della pittura italiana del secondo dopoguerra: Gastone Novelli (Vienna, 1925 – Milano, 1968). La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro ospita infatti una grande retrospettiva a lui dedicata, esposta negli spazi del secondo piano e curata da Elisabetta Barisoni e Paola Bonani, in collaborazione con l’Archivio Gastone Novelli di Roma. L’occasione nasce dalla recente e significativa donazione di alcune opere entrate nelle collezioni civiche veneziane, che ha spinto a costruire un percorso espositivo ampio, rigoroso e celebrativo nel centenario della nascita dell’artista.
Novelli è stato un pittore inquieto, sofisticato, profondamente intellettuale. La mostra ripercorre tutte le sue fasi creative, presentando capolavori appartenenti a musei e collezioni private italiane, affiancati da opere rimaste a lungo considerate disperse e oggi finalmente ritrovate. Un evento che, anche grazie alla presenza di materiali d’archivio, documenti, scritti e testi letterari, ricostruisce il suo universo poetico, fatto di relazioni, idee, lotte civili e sperimentazione linguistica.

Il percorso inizia dagli esordi concretisti degli anni immediatamente successivi alla guerra, un periodo influenzato dalle esperienze basiliane e dalla tensione verso una ricerca strutturata e razionale. Queste opere mostrano un giovane artista già impegnato a costruire una grammatica visiva personale, nutrita da architetture geometriche e composizioni essenziali.
La mostra prosegue negli anni Cinquanta, periodo decisivo per la sua maturazione. È l’epoca della rivista “L’Esperienza Moderna”, fondata da Novelli insieme ad Achille Perilli, che diventa un punto di incontro tra alcuni dei più importanti artisti italiani e stranieri dell’avanguardia. In queste sale emerge la svolta gestuale e segnica della sua pittura: il quadro diventa un campo dinamico, dove il segno si libera dalla forma e diventa ritmo, energia, traccia di pensiero.
Agli inizi degli anni Sessanta si arriva al cuore della poetica novelliana: opere in cui parola e immagine si intrecciano in modo indissolubile, generando superfici dense, enigmatiche, aperte a molteplici interpretazioni. La sua pittura si fa territorio di ambiguità e rivelazione, una costante riflessione sul senso del linguaggio e sulle sue possibilità comunicative. È in questo clima che le tele si popolano di alfabeti irregolari, mappe mentali, simboli e grafemi che alludono a un mondo in continua trasformazione.

Nel decennio si registra anche un ritorno alla dimensione etica e politica. Novelli, da sempre intellettuale impegnato, attraversa un periodo in cui la parola – scritta o dipinta – si carica di significato civile, diventando testimonianza e critica. Queste opere terminali, intense e radicali, mostrano l’urgenza di un artista consapevole, vicino ai movimenti di contestazione e alle nuove sensibilità sociali dell’epoca.
A completare il racconto, Ca’ Pesaro espone una selezione di documenti originali, fotografie, lettere e testi che testimoniano la ricchezza della sua vita intellettuale. Le sue amicizie con scrittori, poeti, filosofi e artisti restituiscono un ritratto complesso, fatto di relazioni profonde e feconde. L’interesse costante per la letteratura, la poesia e la linguistica diventa chiave per comprendere un’opera che non ha mai smesso di interrogarsi sui limiti e sulla potenza del linguaggio.
La retrospettiva veneziana non è solo un omaggio celebrativo, ma un’occasione per avvicinare il pubblico contemporaneo alla figura di un artista centrale per l’arte del Novecento. Un viaggio attraverso tele, parole, tracce e pensieri che riportano al centro la libertà creativa, l’inquietudine intellettuale e la modernità sempre viva di Gastone Novelli.