La Galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura di Milano presenta Secondo Piano, mostra personale di Sara Salvemini, aperta fino al 20 febbraio 2026. L’esposizione riunisce tre cicli distinti della sua ricerca artistica — Alberi, Ritratti e Interni — tutti accomunati dall’indagine sul rapporto tra corpo, struttura, natura e architettura, costruendo uno spazio visivo articolato per piani e livelli.
Alberi: il dialogo tra natura e città
Nel ciclo Alberi, lo sguardo dello spettatore si solleva idealmente dal piano terra per osservare i fronti urbani di Milano. In primo piano si stagliano elementi naturali — tronchi e rami di alberi — che dialogano con le facciate razionaliste della città. Le linee morbide e organiche della vegetazione interagiscono con il ritmo geometrico dell’architettura, creando un rapporto di reciproca amplificazione. L’invecchiamento della corteccia rimanda agli elementi lignei dei palazzi degli anni Cinquanta, evocando un tempo stratificato, fatto di stagioni e memoria architettonica.
Ritratti: la città e l’immaginario pubblicitario
Il ciclo Ritratti sposta l’attenzione dagli alberi ai grandi cartelloni pubblicitari che popolano l’urban landscape. Volti femminili, loghi e grafiche pubblicitarie si inseriscono tra facciate e prospettive urbane instabili, attraversate dai fili dell’illuminazione cittadina. Attraverso il disegno, Salvemini restituisce complessità e profondità a un ambiente visivo saturo, trasformando l’immagine commerciale in una stratificazione visiva ricca di tensione e poesia urbana.

Interni: spazi domestici e dimensione intima
Il terzo ciclo, Interni, introduce una dimensione più privata e raccolta. Lo spettatore entra in case aperte e ambienti pubblici, in cui l’assenza di figure umane lascia spazio agli oggetti quotidiani — lampade, poltrone, libri — che suggeriscono la presenza dell’abitare. L’architettura diventa cornice e protagonista, mentre la vita domestica emerge tra dettagli e composizioni architettoniche precise.
L’artista e il suo percorso
Nata a Milano nel 1978, Sara Salvemini vive e lavora nella città lombarda. Con una formazione da architetto, ha sviluppato progetti che spaziano dall’architettura all’interior design e al design urbano, osservando attentamente i contesti e le relazioni tra spazio, corpo e vita quotidiana. Il suo lavoro artistico nasce da una riflessione sul paesaggio contemporaneo e sui modi in cui esso viene vissuto e percepito.
In Secondo Piano, l’artista trasforma lo spazio reale in ritmo e composizione, creando un linguaggio in cui la vitalità dell’organico si fonde con il rigore dell’architettura. La mostra offre al pubblico un’esperienza immersiva in cui natura, corpo e struttura dialogano in equilibrio tra sensibilità estetica e ricerca concettuale.
