Federico Gori, nato a Prato nel 1977, pone la natura al centro della sua ricerca poetica, indagandone i ritmi profondi e le dinamiche più intime attraverso materiali sensibili e tecniche di forte impatto visivo. Già giovane studente d’arte, Federico Gori si confronta con lo spazio e le opere ambientali alla Fattoria di Celle, esperienze che segneranno profondamente il suo percorso creativo. La collaborazione avviata nel 2020, gli consente di confrontarsi con lo spazio della Cascina Terrarossa, scegliendo una stanza centrale del primo piano per realizzare un’opera site-specific collegata alla serie di installazioni multimediali Estinti.
Per questa serie, l’artista realizza lastre di rame lavorate con incisioni e processi naturali di ossidazione, su cui riproduce immagini di vegetazione estinta. Attraverso uno studio approfondito di reperti archeologici, Gori porta alla luce piante come Cooksonia, Psilophyton, Zamites, Schizostachys Pinnata, Sphenophyllum e Anomozamites, trasformandole in pattern ripetibili. Pur mantenendo uno schema grafico coerente, ciascuna lastra resta unica grazie alla mutazione naturale dell’ossidazione, diventando così un organismo vivente che evolve nel tempo. L’installazione occupa tre pareti della stanza, irradiandosi dalla finestra decentrata come grandi ali aperte, accogliendo lo spettatore in un dialogo tra spazio, luce e materia.

Nel 2025 Federico Gori prosegue il suo percorso a Sant’Orsola con due installazioni che esplorano due dimensioni opposte ma complementari del tempo. Come afferrare il vento rappresenta il tempo sospeso: migliaia di foglie di rame sospese in un vortice evocano un movimento congelato, metafora dello stato di un luogo in bilico tra passato, presente e futuro. Kréne, invece, celebra il tempo che scorre attraverso una scultura organica in terra cruda e piante resilienti, osservabile dall’alto come cerchi concentrici di un tronco d’albero. Le piante, destinate a essere trapiantate, prefigurano la rinascita del luogo, segnato dalla trasformazione antropica, e testimoniano la memoria biologica e la resilienza della natura.
L’arte di Federico Gori si caratterizza per la capacità di unire riflessione poetica e sensibilità materica, trasformando elementi naturali e materiali industriali in organismi vivi che si muovono nello spazio e nel tempo. La sua poetica ci invita a osservare la natura non solo come soggetto estetico, ma come presenza viva, capace di raccontare storie di estinzione, memoria e rinascita, in uno stretto dialogo con il luogo che le ospita.
